Aware, Scritte per la musica

Il teatro che unisce

Un solo appuntamento, la serata del 9 luglio, per “Aware, Scritte per la musica” al Teatro Trastevere di Roma. Il Format teatrale, presentato dall’Associazione Culturale Teatro Trastevere, ha visto poesie, musica e arti visive convogliare verso un unico messaggio: le liriche come unione del bene e per una società migliore

La performance si apre con la lettura di tre poesie inedite. Le parole così prendono forma seguendo un ritmo unico e coinvolgente: rime, immagini e osservazioni sul mondo sono rimandi emotivi che si accendono improvvisamente.

Varie le tematiche che le liriche nascondono tra le righe: si passa in modo vertigionoso dalla descrizione di realtà vissute ai bisogni urgenti come la passione e l’intimità dei rapporti, dalle necessità alle separazioni di amori perduti fino ai temi sociali, specchi della società attuale così poco coinvolgente, quale a volte deturpa le nostre personalità. Inoltre, natura, gestualità, contatto, amore, luoghi, ambienti, azioni, sono gli altri temi contestualizzati.

La musica di sottofondo, prettamente acustica, è interpretata da Roberto Scippa e Martina Tiberti – chitarra e contrabbasso – crea sonorità in accordo con le poesie lette. Propone brani inediti dai toni intimistici e contemporanei, i quali vertono tra  il jazz, il blues, il melodico, le ballate irlandesi e il cadenzato.

I testi dal verso libero e dallo sfondo sociale, frutto di uno studio approfondito della materia, giocano con rime e vocaboli, mediante metafore dal carattere nitido e forte. La lettura risulta ben modulata: Giuseppe Mortelliti scandisce bene la portata di voce, anche Fabio Appetito sembra essere incisivo, Clementina Pagliuso, al contrario, è meno impattiva.

Il linguaggio rimanda a quello futurista, frenetico e rapido – a tratti calmo – il quale inquadra il malcontento dei giorni nostri, ma al tempo stesso grida il desiderio di essere riconosciuti come persone, rimanendo sempre se stessi – integri – in qualsiasi circostanza.

Per chi scrive poesie e vive questo ambiente culturale, esempi come “Aware, Scritte per la musica” sono utili per assorbire e ascoltare l’evoluzione poetica dettata da riflessioni ed esperienze, da ciò che la vita ci rimanda e poi si traduce in versi prendendo spunto da attimi, situazioni, ricordi, nostalgia, respiri e persino paure.

Malgrado i tre interpreti si siano dimenati in scena – tra entrate e uscite abbastanza fluide – non ci è sembrato che la rappresentazione si sia avvalsa di una regia evidente. Abbiamo altresì trovato Bruna D’Alessandro (pittura e scultura) e Leah Brown (ballerina) un po’ “scomode” all’interno della pièce, quasi come se nell’insieme non avessero nulla a che fare.

Anche l’arte visiva avrebbe potuto trovare un senso più concreto affinché coesistere in modo diverso ed essere più funzionale nel contesto. La danza con movimenti più fluidi e meno costretti, la pittura con la presenza di tele bianche in scena per dipingere tratti colorati guidati dalle sonorità e più istintuali.

Il progetto però ci porta oltre con la mente: a fabbricare idee innovative, che possano recare giovamento alle persone – stimolandole – attraverso la poesia, la quale bisognerebbe saper rinvigorire. Ora. Senza più procrastinare.

Annalisa Civitelli

Foto: Renzo Vetturelli

 

 

Associazione Culturale Teatro Trastevere 

presenta

il Format Teatrale

Aware, Scritte per la musica

domenica 9 luglio

con Giuseppe Mortelliti, Fabio Appetito e Clementina Pagliuso

Musica

Roberto Scippa, chitarra acustica

Martina Tiberti, contrabbasso

Bruna D’Alessandro, pittura e scultura

Andrea Chiusuri, esposizioni

 

 

 

 

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