Cageless

Senza gabbia

Il 10 settembre al Teatro Arcobaleno di Roma è andato in scena “Cageless”. Scritto e diretto da Ornella Amodio e Susanna Rienzi, si è tratta di un progetto multimediale interattivo: composto cioè di brani musicali interpretati dal vivo e video multimediali alternati a monologhi recitati

La scena si è aperta a cavallo di una balena bianca che nuotava in un cielo stellato, simbolo di un viaggio ai limiti della fantasia. La traversata del mammifero è stata accompagnata da una melodia di grande valore: le note suonate dal Knup Trio (Emanuele Tomasi alla batteria, Francesco De Palma al basso, Fabrizio Boffi alla tastiera) e da Andrea Filippucci alla chitarra.

Gli artisti hanno così preso lo spettatore per mano portandolo nel mondo della riflessione più profonda: quello della propria identità. L’identità scandagliata e presa in analisi è stata quella di una donna che ha mostrato la propria infanzia attraverso un video.

Mentre lei (Ornella Amodio) passeggiava sulla spiaggia d’inverno, guardava la propria fanciullezza trascorsa su quella stessa spiaggia con i rispettivi familiari. Un momento intenso che, a nostro avviso, ha dimostrato quanto profondi possano essere i risultati di un’introspezione ben concepita.

I video montati da Selene Di Domenicantonio, capace di unire numerose immagini suggestive, coadiuvano gli astanti ad intraprendere un viaggio evocativo. Gli animali, per esempio, diventano simboli che esemplificano il mondo familiare, più precisamente quello della “gabbia” familiare.

Così come le scimmiette chiarificano la scena precedente, la tigre, intenta a ripercorrere la solita strada nel suo spazio delimitato, viene rappresentata in un altro video ben montato e perfettamente in linea con la narrazione. L’animale si ritorceva contro sé stessa come la protagonista, che contemporaneamente invitava a riflettere sulla ritualità delle nostre vite, sulle abitudini che ci vengono imposte dalla società, sull’inutilità dei costumi di alcune nostre consuetudini.

L’Amodio inoltre racconta di altre metafore che coinvolgono le nostre vite: il “gioco della campana” può essere ostile a molti, soprattutto se non si è agili; ma le regole imposte si possono cambiare solo quando si ha la consapevolezza per farloMaturità che tuttavia giunge solo nell’età adulta, proprio quando si rientra nella “gabbia” familiare con un altro ruolo: quello di madre, nello spettacolo. Una donna che, cantando meravigliosamente, accoglie in un abbraccio quelle che smettono di essere burattini per diventare esseri pensanti e attivi sul palcoscenico.

La caldissima voce dell’Amodio è infatti stata accompagnata, per tutta la rappresentazione, anche dalle più soavi di Giulia Antonelli e Selene Di Domenicantonio, che esplodono sul finire dello spettacolo come se fossero finalmente uscite dal tunnel che le teneva prigioniere.

Un particolare plauso merita sicuramente Susanna Rienzi, autrice di quasi tutta la colonna sonora che rende questa pièce leggera quasi fosse un musical. Una messa in scena dunque che, diversa dal solito, fa riflettere e offre sicuramente un intrattenimento ricco e completo da tutti i punti di vista. Coglie appunto l’ambizioso obiettivo di non annoiare neppure per un secondo, visto che i cambi di registro appaiono tutti ben congegnati.

Cristina Fusillo

Foto: Sissi Corrado

 

 

Teatro Arcobaleno

10 settembre

Cageless

scritto e diretto da Ornella Amodio e Susanna Rienzi

Knup Trio

batteria Emanuele Tomasi

basso Francesco De Palma

tastiera Fabrizio Boffi

chitarra Andrea Filippucci

video Selene di Domenicantonio

voci di accompagnamento Giulia Antonelli e Selene Di Domenicantonio

 

 

creative commons

Quest’ opera di

https://brainstormingculturale.wordpress.com/
è concesso in licenza sotto la
Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported

Based on a work at brainstormingculturale.wordpress.com