Matilde di Canossa – La legge Il cuore La fede

Con il potere, contro il potere

Lo sguardo di Alma Daddario ci restituisce i tratti di una donna capace di assumersi, senza alcun timore, le responsabilità e le conseguenze insite nel proprio status. Un esempio per la società e per tutte le donne che lottano per una reale parità di genere, oltre i pregiudizi e le avversità

Coraggio, passione, ragione e potere: Matilde di Canossa rivive sotto i riflettori della XXIV Edizione del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni nello spettacolo di Alma Daddario “Matilde di Canossa – La legge Il cuore La fede”, prodotto da Schegge di Mediterraneo per il Festival dell’Eccellenza al Femminile e diretto da Consuelo Barilari. Sul palco, gli straordinari Alessandra Fallucchi e Edoardo Siravo interpretano l’una Matilde di Canossa e l’altro il biografo Donizone, il re Enrico IV e Papa Gregorio VII.

La Daddario subisce il fascino di quei personaggi femminili testimoni e artefici di rivoluzioni portate avanti con coraggio e determinazione. In questo caso, Matilde è un emblema di eroismocaparbietà. Diplomazia e attitudine al comando la rendono una donna, una condottiera e una regina senza uguali nella storia medievale, e un solido punto di riferimento per la contemporaneità.

Tra le variazioni presenti rispetto al testo originale, la Barilari inserisce un prologo discorsivoinformale, in cui Siravo e la Fallucchi, al di fuori dei rispettivi ruoli, espongono la trama e facilitano l’addentrarsi nella dimensione temporale dei fatti. Un espediente perfettamente funzionale che rende il personaggio di Matilde ancor più vivo e concreto.

Donizone (Edoardo Siravo), biografo della Grancontessa, narra le opere, innumerevoli come le stelle, della feudataria e sovrana di un regno compreso tra la Tuscia e la Lombardia. Matilde di Canossa (Alessandra Fallucchi) sostenne il Papato con rettitudine e devozione, prendendo parte alle prime crociate e appoggiando la lotta per le investiture. Considerata un’eretica dai suoi nemici, fu, per contro, molto amata dai suoi sudditi per la sua generosità e ammirata per il fascino e l’innata bellezza.

L’allestimento consiste in semplici arredi di legno massiccio. Il palco è diviso orizzontalmente da un velatino, su cui le proiezioni introduttive lasciano il posto a giochi di luci e ombre, che definiscono spazi e tempi; dietro di esso, la scenografia include un letto e una poltrona di colore bianco e oro. Alle spalle del palco, la maestosa Cattedrale di S. Maria Annunziata, gioiello dell’XI secolo, incornicia magnificamente l’intero impianto scenico.

Edoardo Siravo e Alessandra Fallucchi sono due fuoriclasse pienamente padroni del palcoscenico. La loro sintonia è palpabile tanto sulla scena quanto nella loro interazione con il pubblico. Potente e grandioso Siravo, forte e determinata la Fallucchi, offrono una performance di altissimo livello, grazie ad un’interpretazione che poggia su solidi registri vocali.

Le musiche di Paolo Vivaldi integrano il testo sotto il profilo stilistico e strumentale: un leitmotiv ricorrente sottolinea e enfatizza i dialoghi conferendo loro un’aura maestosa e solenne, in una dimensione quasi cinematografica, familiare all’autore.

Lo sguardo di Alma Daddario ci restituisce i tratti di una donna capace di assumersi, senza alcun timore, le responsabilità e le conseguenze insite nel proprio status. Un esempio per la società e per tutte le donne che lottano per la parità di genere: un ideale possibile, oltre i pregiudizi e le avversità.

Elena D’Elia

Foto: Sergio Battista

 

 

XXIV Edizione del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni

Matilde di Canossa – La legge Il cuore La fede

produzione Schegge di Mediterraneo per il Festival dell’Eccellenza al Femminile

di Alma Daddario

regia Consuelo Barilari

con Edoardo Siravo e Alessandra Fallucchi

 

 

 

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