Era meglio se facevo l’attore

Unico spettacolo inserito nella sezione corti d’autore, per farlo apprezzare al pubblico, mette al centro la vicenda shakesperiana di “Amleto” attraverso degli escamotage assolutamente riusciti. All’Ex Mercato di Torrespaccata di Roma la storia prende vita mediante situazioni esilaranti

Andrea Onori, nella narrazione del suo monologo, vanta l’abilità di fare tutto da solo. Sul palco vive dunque un’energia dirompente. Con la consulenza artistica Mariagrazia Torbidoni (Virgolatreperiodico), l’attore impersona il protagonista stravolgendo l’intero accaduto.

L’interprete entra in scena a mo’ di viandante. Con l’accento spagnolo veste i panni di un coach teatrale, il quale spiega cosa è il teatro in sé, luogo di conflitto.

Veniamo così a conoscenza delle dinamiche insite al contesto: la tensione scenica data attraverso il movimento; si va verso un obiettivo; come superare gli ostacoli; le azioni quotidiane che entrano in teatro; la pazienza, che ci insegna ad aspettare che le cose accadano per farne succedere altre, trasformandole in sorprese; infine, la parodia.

Ecco che in questo modo la tragi-commedia comincia a prendere vita grazie alla fantasia. L’attore impianta il castello (uno sgabello) al centro del palco e coinvolge il pubblico con giocosità improvvisativa (sarebbe anche interessante farlo intervenire con qualche battuta).

Il testo, recitato con ritmi cadenzati, è frutto di uno studio approfondito. L’inserimento dei punti salienti di “Amleto” si unisce alle battute di Onori con vivacità, creando un filo che ci cattura dall’inizio alla fine.

L’insieme dunque è ben scandito: Andrea Onori ci racconta lo sfondo storico della vicenda shakesperiana; delinea i personaggi grazie all’uso degli elementi scenici (l’amplificatore, per esempio, è Orazio, mentre le luci incarnano altri personaggi); con il microfono si declama in maniera sperimentale. Di conseguenza, simpaticamente, si seguono anche soliloqui e dialoghi con figure invisibili.

Si gioca e si ride in scena con le nostre infinite problematiche. “Era meglio se facevo l’attore” esula dai semplici registri classici, riportandoci ai nostri giorni. Emergono così il precariato, si prendono in giro il mestiere di attore e si critica lo stesso teatro e i suoi meccanismi, mentre, al contempo, vengono messi in discussione il rapporto con i genitori e le proprie responsabilità.

Un esempio di “Meta Teatro” – teatro nel teatro – che rende la rappresentazione fruibile da giovani e adulti e, in cui, l’ispirazione è palpabile: un finale sorprendente ed emozionante determina, infatti, la conoscenza di vari stili recitatici, che dialogano tra loro, tra cui quello napoletano.

Annalisa Civitelli

 

 

NOpS – Nuove Opportunità per la Scena

X rassegna

Ex Mercato di Torrespaccata

29 giugno

Era meglio se facevo l’attore

di e con Andrea Onori

consulenza artistica Mariagrazia Torbidoni

Virgolatreperiodico

 

 

 

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