Palmina

Palmina – Amara terra mia. La forza della verità

Ho 14 anni e della vita mi sono stancata”. Un coraggioso ritratto e una precisa narrazione che scavano nella cronaca nera facendo luce sugli orrori della “mafia” e sugli errori della magistratura. La forza narrativa del testo e la sua possibilità di essere al passo con i tempi sono i mezzi per diffondere informazioni nella maniera in cui la conoscenza fa rima con coscienza

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Barbara Grilli è una brava narratrice. Così brava che ci sarebbe del gusto nel fermarsi ad ascoltarla e a lasciarsi incantare se non fosse che la sua voce, così ferma e precisa, non ti prendesse a pugni sulla bocca dello stomaco fino a farti male, e poi ancora male, a farti schifare e farti venire il vomito per tutto quello che racconta.

Palmina – Amara terra mia è lo spettacolo scritto e diretto da Giovanni Gentile e interpretato da Barbara Grilli i quali, coraggiosamente, si espongono “in culo alla Sacra Corona Unita” per narrare la storia di Palmina Martinelli, quattordicenne di Fasano arsa viva nel 1981 per essersi opposta alla vita di prostituzione che le era stata prospettata dalla mafia.

Lo spettacolo, di intensa drammaticità e ributtante crudeltà, scava in un fatto di cronaca rimasto ai margini della memoria collettiva per 35 anni. Palmina, nata e cresciuta a Fasano, in provincia di Brindisi, è circondata dal degrado. Si innamora di Giovanni Costantini, diciannovenne dalle fosche frequentazioni, che la spinge a prostituirsi. Palmina rifiuta, si ribella, progetta una fuga. Di tutta risposta il Costantini, aiutato da Enrico Bernardi, entra in casa sua e la costringe a scrivere una lettera di addio dandole fuoco e lasciandola a morire tra le fiamme.

Palmina, nel suo letto d’ospedale, lucida e vigile nonostante le ustioni, chiamerà coraggiosamente per nome quelli che saranno i suoi assassini e il pubblico ministero riuscirà a registrare l’agghiacciante accusa.

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Ma a nulla potrà servire. Le ustioni (del 2° e 3° grado che ricoprono il 70% del corpo) troppo gravi portano la ragazza alla morte. Gli accusati vengono assolti attraverso tre gradi di giudizio e Palmina giudicata una suicida, se fosse ancora viva, dovrebbe pagare le spese processuali per le accuse lanciate  a carico dei due.

Ma qualcosa sta cambiando: grazie alle pressioni dei familiari, al pubblico ministero Nicola Magrone che registrò le accuse della giovane in punto di morte, anche di Grilli e Gentile che sono artisti ma anche promotori di iniziative popolari per la riabilitazione della memoria, la vicenda è arrivata alla corte dei diritti umani di Strasburgo.

Palmina – Amara terra mia è la perfetta dimostrazione della forza narrativa del teatro, della sua possibilità di essere al passo con i tempi e mezzo per diffondere informazioni nella maniera in cui la conoscenza fa rima con coscienza. Con un testo asciutto e potente, Gentile incarica Grilli e il teatro di accusare, polemizzare, indignare e riflettere. E ci riesce.

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Se del testo lodiamo la forza drammaturgica e la tessitura di una trama senza sbavature, della recitazione ci ha favorevolmente colpito la bravura di Barbara Grilli che porta il suo bagaglio di cultura del teatro classico nel teatro di narrazione e sociale. Una regia essenziale fa risaltare le doti dell’artista in scena.

Di certo si tratta di uno dei migliori spettacoli visti in questa edizione del Fringe Festival.

Maurizio De Benedictis

Foto: Civitas Creativa AC

 

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