Maria Padilha, rainha do cabaret

Un monologo povero e sterile, che non conduce da nessuna parte e annoia il pubblico, viene portato in scena da Federica Castellano. E’ la storia di una cantante brasiliana raccontata attraverso un testo insignificante e privo di empatia

Nell’ambito del Fringe Festival di Roma 2017 viene proposto “Maria Padilha, rainha do cabaret”, scritto, diretto ed interpretato da Federica Castellano.

Maria Padilha è una ragazza brasiliana devota alla libertà, dal suo paese d’origine arriverà in Spagna e girerà per l’Europa diventando una cantante e rivendicando continuamente il suo appartenere a nessuno se non a se stessa.

Il monologo è un lavoro totalmente privo di contenuto, interpretato male e scritto peggio: la storia, vera o inventata di Maria, non è dato saperlo, è senza fascino e senza interesse.

All’interno di una scena caotica, l’interprete declama battute ripetitive e banali, accompagnata in continuazione da brani tipici della bossanova, sulle note dei quali vengono improvvisati dei passi di danza neppure troppo riusciti.

L’impressione è che “Maria Padilha” sia un monologo che la Castellano ha ideato per se stessa senza preoccuparsi del peso narrativo che una rappresentazione teatrale avrebbe preteso: è insomma una mezz’ora di brevi battute e mediocri balletti fini a loro stessi.

Della storia di Maria non rimane assolutamente nulla così come dello spettacolo stesso.

Gabriele Amoroso

Foto: Sergio Battista

 

 

 

Roma Fringe Festival 2017Villa Mercede

Palco C, 6, 8 settembre ore 19.30, 7 settembre ore 22:30

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Maria Padilha, rainha do cabaret

scritto, diretto e interpretato da  Federica Castellano

 

 

 

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