Oscar W.

L’icona della letteratura irlandese, il “dandy” scrittore, autore di testi di teatro, di romanzi, di aforismi, viene rappresentato in un quadro simbolico di un’aristocrazia alquanto stilosa. La figura di Wilde viene così riproposta in chiave classica e con ritmo cadenzato

Abbiamo già avuto il piacere di vedere sul palco Mariagrazia Torbidoni. Al Roma Fringe Festival dello scorso anno era una delle protagoniste di “Antigone fotti la legge. Spettacolo teatrale in salsa punk“. Ed è proprio in quell’occasione abbiamo notato la sua energia con la quale interpretava il suo personaggio.

Oggi, al Fringe 2017, la ritroviamo nei panni di Oscar Wilde: “Oscar W.”. Vestita di tutto punto, da uomo precisamente, entra in un ambiente aristocratico, di quelli inglesi pregno di pettegolezzi,  moralismi ed ipocrisia, mediante i quali si conciliava vita politica e privata con la noia estrema dei salotti.

Sul palco uno specchio, una poltrona, e vari accessori come i cappelli, serviti oltre che ad arricchire la scena, a coadiuvare l’attrice nell’impersonare altre figure della narrazione. Il disegno luci, a cura di Valeria Giannone, è inoltre di supporto all’intera rappresentazione, giocando con penombre fotografiche, buio suggestivo e bianco totale.

Non si può distogliere lo sguardo dalle azioni e da ciò che l’interprete, attraverso l’ottima portata di voce, riesce a comunicarci sia con le movenze, occupando lo spazio a sua disposizione con sicurezza, sia con i suoi “immobilismi”, rappresentando pose borghesi dell’epoca contestualizzata.

L’autore inglese si presenta con le sue debolezzeriflessioni, confidenze e pensieri filosofici che vanno a toccare le corde dell’animo umano. Emerge sia l’emblamatica figura del dandy, sia un quadro generazionale della società tra la seconda metà dell’Ottocento e dei primi del ‘900.

Totalmente catalizzante la Torbidoni passa con versatilità dai testi teatrali agli aforismi, dalle lettere ai romanzi fino al processo che condanna Wilde al carcere per “avere una certa inclinazione“, a quei tempi non ben vista negli ambienti che frequentava.

Un’esibizione pulita, finalmente, la quale ci mette di fronte ad una forma di monologo letterario, affinché imparare a spaziare e saper leggere tra le righe dei frammenti e momenti della vita mondana, dell’icona della letteratura irlandese e mondiale.

Annalisa Civitelli

Foto: Civitas Creativa

 

 

 

Roma Fringe Festival 2017Villa Mercede

Palco C, 6, 8 settembre ore 22:30, 7 settembre ore 19:30

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Oscar W.

regia Andrea Onori

con Mariagrazia Torbidoni

produzione virgolatreperiodico

scene e luci Valeria Giannone

 

 

 

 

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