Cetra…Una volta

La versatilità in stile anni Quaranta

Il quartetto Cetra è stato rievocato nell’ultimo appuntamento del Teatro Marconi Festival: “Cetra…una volta”. Il 6 agosto i tre interpreti hanno davvero entusiasmato il pubblico, raccontando un po’ di quello che era il mondo di un’epoca particolarmente fascinosa

Dagli esordi, il percorso artistico dallo stile swing, i Cetra possiamo considerarli un po’ precursori del tempo.

Stefano Fresi, Emanuela Fresi Toni Fornari versatili, poliedrici e creativi hanno donato un quadro di come i vecchi tempi possono innestarsi anche nel contemporaneo, proponendo e reinterpretando la satira (al quel tempo censurata) a mo del Quartetto, stravolgendola e adeguandola ai giorni nostri.

Attivo a partire dagli anni quaranta, Felice ChiusanoGiovanni “Tata” Giacobetti,  Lucia Mannucci Antonio Virgilio Savona, sono considerati il gruppo più longevo nella storia della musica italiana dagli anni ’40 in poi.

Molti i brani e gli sketches eseguiti, i quali ci fanno pensare che i Cetra erano ben preparati, forniti dunque di un bagaglio culturale molto ampio. Infatti attingevano da tutto e particolarmente, tra TV e radio, i quattro artisti sapevano concedersi al pubblico generosamente, guadagnando così l’appellativo di professionisti, per intrattenere il popolo ad arte. Al Quartetto Cetra si deve infatti l’anticipazione di mode e di generi musicali in Italia, soprattutto per quanto riguarda il rock and roll.

Voci alquanto fluide e armoniose confluiscono in virtuosismi vocali dai motivi allegri e dai testi umoristici, ma sempre ricercati.

Le tre voci all’unisono si incontrano ricordando le ritmiche del “doo-wop” (rinforza il canto solista mediante armonie musicali sincopate e cori, intese più come imitazione degli strumenti d’accompagnamento che come voci vere e proprie), creando contemporaneamente suoni e basi musicali, alle quali si inseriscono polifonie e contrappunti.

L’esperienza interessante che abbiamo vissuto grazie alla visione di questo spettacolo godibile è stata imparare, acquisire informazioni e vivere, per la prima volta, un’epoca vivace e piena di contaminazioni. La regia di Antonio Fornari rende l’insieme brillante e omogeneo, mentre il supporto di Cristiana Polegri al sax e al clarinetto arricchisce la performance.

Inoltre le scenette attingono alle opere di Shakespeare, in questo caso il “Giulio Cesare” e l’“Otello”, in cui i tre interpreti si mascherano e giocano, recitando a modo loro i versi riscritti, affinché farci divertire. Ed ancora, le poliedriche esibizioni canore fanno sfoggio di rapidità e rallenty, quasi come un disco rotto, il quale fatica a riprendere i suoi giri.

I brani “Un disco dei Platters”, “Abbassa la tua radio”, “Un bacio a mezzanotte”, “Donna”, “Vieni vicino…Dammi la mano” (sigla dello storico programma TV “Studio Uno”), “Vecchia America”, “I ricordi della sera”, il medley (“Bellezza in bicicletta”“Marameo”“Baciami piccina”), e quelli dedicati ai più piccoli come “Marcellino”, “Mille lire al mese” e “La vecchia fattoria” sono un quadro storico unico, che viene completato con i racconti e gli aneddoti di Fresi e Fornari.

Annalisa Civitelli

Foto: Civitas Creativa

 

 

Teatro Marconi Festival Estate 2017

6 agosto

Cetra…Una volta

regia Antonio Fornari

con  I Favete linguis: Stefano Fresi, Emanuela Fresi Toni Fornari

sax e clarinetto Cristiana Polegri

 

 

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