Chi mi manca sei tu

Il poeta fonico

All’interno della prima edizione del Teatro Marconi Festival, il 18 luglio scorso abbiamo percorso le tappe della vita del cantautore Rino Gaetano. Marco Morandi e Claudia Campagnola hanno ricreato così le atmosfere musicali che vanno dagli anni ’70 agli ’80, riscoperte solo dopo la morte prematura di Gaetano

Giorgio Amendolara (tastiera), Menotti Minervini (basso), e Umberto Vitiello (batteria e percussioni), compongono l’ensemble che accompagna i due protagonisti nell’omaggio a Rino Gaetano. Il pubblico così viene catapultato in un viaggio di narrazione e canzoni che hanno contribuito a fare la storia della musica italiana.

Rino Gaetano, ironico e graffiante, appartiene alla sfera della musica d’autore, che lo ha sempre contraddistinto sin dall’inizio della sua carriera. I generi pop e pop-rock sono invece quelli cui rivolge le versatili sonorità, legate ai testi dallo sfondo sociale e dal particolare “nonsense“.

La serata trascorre in modo piacevole grazie all’excursus che riprende le interpretazioni dei successi più conosciuti che Marco Morandi riesce ad interpretare calibrando la sua voce abbastanza profonda in modo del tutto personale. Tuttavia ci saremmo aspettati più preparazione rispetto le sue doti canore, e proprio per questo, forse, sarebbe idoneo perfezionare il timbro vocale.

Si passa così dai ritmi tipici italiani della musica leggera a quelli un po’ freschi, eco dei caraibici (mambo) come in “I love you Marianna” a “Hai Maria”, a quelli cadenzati (E Cantava le canzoni”), dolci e soft evidenziati in “Tu, forse non essenzialmente tu”, con alcune incursioni elettroniche e rivisitazioni in chiave jazz, come per esempio in “Cogli la mia rosa d’amore” e “La ballata di Renzo” (uno dei primi 45 giri, ma mai pubblicato, e assolutamente avveniristico).

Ascoltando attentamente le melodie ci si accorge poi di quanta capacità e versatilità vi siano nella scrittura musicale dell’artista: diversificare le armonie nella stessa canzone per creare un dialogo tra le basi musicali e gli stessi ritornelli.

Claudia Campagnola è parte integrante della storia. In perfetto stile anni ’70, tra jeans, fasce colorate fra i capelli, camice a quadri, zeppe e gonne lunghe, racconta gli esordi del “mito“, e non solo. Dal Folkstudio agli incontri con Venditti, De Gregori e Gino Paoli (che lo identificava come “Un amico che mi diverte tanto“), alla vita di notte ai bar, microcosmi considerati lo sguardo su tutto. Inoltre, l’amore per la poesia e le rivisitazioni dei versi, erano parte della vita di Rino.

La figura di Gaetano, vista come “cantautore proletario” e “poeta fonico” (definito così da De Gregori), dalla puntuale metrica e nostalgica, ben definita in “Sei ottavi” (qui la Campagnola accompagna Morandi nel duetto), è riuscito a rimandarci immagini di un quadro politico e sociale ostico: un decennio in cui povertà, salari bassi, mancanze, emigrazione, costituenti, senso rivoluzionario, realistico e di giustizia, sono frutto di una puntuale osservazione. Nun te reggae piu'”, infatti, sembra essere più un “manifesto” di contestazione rispetto a ciò che non andava. Viene  da chiedersi, di conseguenza, se qualcosa durante il corso di questi anni sia cambiato.

I nomi di donna, al contempo, sono fonte di ispirazione per raccontare dei fatti: “Aida”, “Gianna” e “Berta” sono testi simbolo. “Chi mi manca sei tu”; Spendi Spandi Effendi”; “Mio fratello è figlio unico”; “Sfiorivano le viole”; “Il cielo è sempre più blu”; “Escluso il cane”, completano l’insieme.

Un connubio, dunque, incentrato tra descrizioni, musica e vita del cantautore differente dagli altri, che ha cominiciato a cantare per hobby, e ha fatto della canzone un mestiere, scegliendoselo da solo. Dalla semplicità disarmante – considerata però complicata da molti – dove tematiche prese in prestito dall’esitenza, dalla poesia e dalle donne, trovano intreccio mediante un respiro dolce e ipnotico.

Annalisa Civitelli

Foto: Miriam Taurino

 

 

 

Teatro Marconi Festival Estate 2017

18 Luglio

Chi mi manca sei tu

scritto e diretto da Toni Fornari

con Claudia Campagnola e Marco Morandi

tastiera Giorgio Amendolara

basso Menotti Minervini

batteria e percussioni Umberto Vitiello

 

 

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