Il dono di Liszt

Sentire per far sentire

All’insegna di un grande progetto, il grande compositore, ci racconta aneddoti ed esperienza della sua vita, accanto al suo servitore Onorino. Così, Riccardo Bàrbera e Felice Della Corte interpretano i due protagonisti, descrivendoci vicende e concerti del pianista nella cornice esterna del Teatro Marconi, in occasione della rassegna estiva

Musica, letture ed evocazioni immergono il pubblico in una vita passata, ricca di esperienze. Un pianoforte a coda è suonato egregiamente da Andrea Calvani, ha invece sublimato le partiture di Liszt.

Non tutti sono avvezzi alla musica classica, ma questa rappresentazione adatta anche ai più giovani, la si può considerare una sorta di studio e di approfondimento: ci avvicina a melodie diverse dalle contemporanee, comprendendo quanto quest’ “arte dei suoni” sia la base di cui beneficiamo attualmente.

Riccardo Bàrbera (Liszt), Felice Della Corte (Onorino) e Andrea Calvani (Liszt al pianoforte), donano un quadro suggestivo, attraverso il quale viviamo i continui viaggi, concerti e contatto con il pubblico dell’Abate Franz Liszt. Tocchiamo così luoghi (Italia e non solo), città, ambienti, usi e costumi contestualizzati, contrattazioni, incontri con personalità illustri, alcune delle quali hanno portato Liszt al successo, abituandolo a comporre.

Le voci calde dei due attori si articolano tra dialoghi, monologhi, scene con l’amichevole partecipazione di Davide Sacco e Giulia Menici, mentre nell’aria si propaga la fluidità del suono: quei virtuosismi di cui il compositore è stato precursore e indiscusso protagonista dell’Ottocento. Inventore, infatti, di un nuovo modo di suonare, affidava le sonorità ai pollici, lasciando libere le altre dita, per destreggiarsi con arpeggi e ottave.

Ciò che denotiamo è il forte senso del viaggio, la poesia insita nel testo e le domande che il pianista si poneva riguardo la musica – “Cosa è la musica?” – inseguendone l’ispirazione spirituale, la cui essenza è la religione. Un’artista dunque mai stanziale, che scioglie il suo pensiero in note. Incentra le sue dissertazioni sulla filosofia, sul significato di arte e di pittore, paragonando lo strumentista, che vagabonda per il mondo, all’attore, artista ambulante.

L’uso della quarta parete è d’impatto. All’interno Bàrbera sfoggia una gamma vocale intensa e forgia gestualità vicine alla Commedia dell’Arte; Della Corte lo troviamo adatto alle letture grazie alla sua portata di voce profonda; Giulia Menici anche, possiede una voce dal timbro nitido. Al contrario, Davide Sacco, dovrebbe affinare dizione e doti recitative.

La pièce, da perfezionare, di fatto è stata un esperimento (replicata poi il 31 luglio). Peccato però averlo saputo solo alla fine: magari si poteva far assistere gli astanti gratuitamente, affinché ricevere dei pareri su come migliorare la performance. Avremmo evitato le scene sul palco; il “botta e risposta” tra i due performer, piuttosto è stato interessante: un’apertura che già delineava i contorni di un disegno scenico da mantenere.

Noi abbiamo sognato con le partiture più famose: “Giochi d’acqua a Villa d’Este”; “I preludi”; “Consolation”“Love dream – Sogno d’amore”, dai suoni dolci, andanti e moderati, a quelli più vivaci e improvvisati.

Lo spettacolo si conclude con la lettura di un canto della Divina Commedia e dei video proiettati sui muri dei palazzi circostanti, che hanno reso l’insieme davvero emozionante. Sogno e desiderio del pianista, quello del “concerto perfetto”, che voleva unire l’opera di Dante Alighieri alle sue musiche. Purtroppo le difficoltà tecniche dell’epoca non resero possibile l’installazione. Oggi, grazie alla tecnologia, la “performance sinestetica” ha preso vita offendo agli astanti qualcosa di insolito e di innovativo.

Annalisa Civitelli

Foto: Civitas Creativa

 

 

Teatro Marconi Festival Estate 2017

27 luglio

Il dono di Liszt

di Riccardo Bàrbera

regia Paolo Pasquini

con Riccardo Bàrbera e Felice Della Corte

con l’amichevole partecipazione di Davide Sacco e Giulia Menici

assistente alla regia Agnese Ciaffei

al pianoforte Andrea Calvani 

 

 

 

 

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