Considerazioni finali

La II rassegna del Marconi Teatro Festival, che si è svolta appunto nello stesso teatro romano – dal 4 al 29 luglio – quest’anno non ha avuto guizzi esilaranti e qualitativamente validi rispetto la precedente.

Si sono comunque alternati sul palco esterno e interno artisti e spettacoli di vario genere: letture, musica, monologhi, improvvisazione teatrale, poesia e varietà hanno deliziato in ogni caso il pubblico pervenuto.

Confessiamo purtroppo che non abbiamo seguito tutte le rappresentazioni in programma ma possiamo a ogni modo esprimerci circa quelle che ci hanno colpito maggiormente.

“La foto del Carabiniere”, scritto, diretto e interpretato da Claudio Boccacini, è un forte richiamo al teatro dallo sfondo sociale: già andato in scena in vari teatri, abbiamo tenuto a seguirlo in quanto curiosi e attenti a ciò che accade nel vasto panorama teatrale.

“Oggi sposo”, di e con Matteo Cirillo, invece, riserva un candore e una delicatezza che descrivono il mondo dell’amore, nel raccontare una storia personale e dolorosa; la poesia, con il “collettivo” #LaPoesiaSalveràIlMondo, colpisce le nostre coscienze: “La poesia ai tempi di youtube” e “Li morti de Roma” sono letture di liriche di grandi poeti sia italiani, sia stranieri, sia scritte in dialetto, accompagnate da qualche brano suonato alla chitarra. Due pièce che hanno saputo catturare l’attenzione di tutti, per imparare qualcosa in più rispetto il tema preso in considerazione.

Anche “Schermi sonori” è un esperimento ben riuscito che unisce la musica delle colonne sonore di film alla parola, per descriverne la trama. “Il Paese dei ciechi” grazie alla brillante voce di Paolo Triestino ci trascina fin dentro la storia scritta da Wells.

Altre performance, al contrario, come l’improvvisazione di De niù sciò” (nonostante la presenza di Tiziano Storti), “A volte un gatto”, “Il circo invisibile” e “Il buco” non sbalordiscono e non sorprendono: alcuni testi si palesano deboli ma recitati egregiamente; altri non riescono a eccellere ed emergere nel giusto modo; mentre gli argomenti trattati sono poco innovativi e incisivi.

L’atmosfera nell’insieme è stata però piacevole, come spesso accade durante tali manifestazioni ma a volte le platee non riempivano tutti i posti a disposizione. Noi però non ci professiamo critici esperti: sicuramente quest’anno abbiamo notato un cartellone debole e poco coinvolgente. Confidiamo dunque nel prossimo anno, sperando in proposte più forti e di carattere, che possano veramente stimolare la nostra attenzione.

Annalisa Civitelli

 

 

 

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