Desert

Un viaggio acustico

Proporre un album di sola musica non è semplice. Certamente bisogna già avere alle proprie spalle cinque album ed essere un polistrumentista affermato. Questo è l’esempio del jazzista Del Gaudio che esce con il suo ultimo lavoro, in cui le corde diventano la sua espressione

“Desert” di Felice Del Gaudio, bassista e contrabbassista, si affaccia all’orizzonte del panorama musicale italiano come una forte evocazione. Prodotto da Can Can Music Publishing rimanda a paesaggi mediterranei, confinanti proprio con la nostra Penisola ricca di fascino e di storia, e non solo.

“Prayer”, il brano di apertura, infatti, ce lo comunica a chiare lettere. Tra fiati, strumenti a corde pizzicati e passaggi tamburellati, ci fa evadere verso un mondo orientale ben definito. Si possono benissimo immaginare donne che ballano la danza del ventre con i loro tipici costumi colorati e svolazzanti.

L’ascolto prosegue con “La Via Lattea” dai ritmi più sostenuti. Si apre con dei glissati suggestivi ma invoca paura e incertezza; “U cupi cupi”, al contrario, va verso sonorità tradizionali in cui, oltre le corde, costantemente presenti, spiccano incursioni picchiettate in sottofondo.

“Dido dado – song for Anthony” è breve e interamente dedicato alle corde del contrabbasso, mentre in “Buon Compleanno” si contempla. Sembra infatti di stare in piedi a osservare un campo sterminato di grano al vento. Si viaggia. Si va lontano. Se si chiudono gli occhi, si immagina qualsiasi cosa. Anche la lentezza.

“Namaskar” vive di sonorità orientali. Lo strumento qui protagonista è più cupo, chiuso in se stesso, con il quale l’autore gioca donandoci melodie stridule. “Desert”, che dà il titolo all’album, sembra essere un “inno” alla freschezza. Tra percussioni ed elettronica l’insieme va ad amalgamarsi mediante delle vibrazioni profonde. L’uso delle spazzole rende tutto più delicato.

“North Sun” – ospite Enrico Guerzoni al cello – è da considerarsi vibrante; “Wadi Rum” – ospiti Alfredo Laviano alle percussioni e Antonio Del Gaudio alla chitarra – riserva al fruitore una musica intima. Le corde spiccano e le spazzole sulle percussioni accompagnano la delicatezza del brano.

“Asylum” – ospite Teo Ciavarella al piano – chiude l’ultimo lavoro di Felice Del Gaudio. Qui è tutto più intenso, soprattutto grazie all’apertura del piano che, a nostro parere, è uno strumento che coinvolge sempre. I due strumenti, pianoforte e contrabbasso, così si uniformano dolcemente in un’armonia che scompiglia i sensi. Si vola. Lontano. Ci si lascia trascinare.

“Desert”, dunque, è prettamente acustico. Per di più intenso, educa a inebrianti sonorità. Da ascoltare in solerte silenzio e intimità, è di fatto molto meditativo, inducendo quindi il fruitore alla contemplazione.

Annalisa Civitelli

 

Desert

di Felice Del Gaudio

Prayer; La Via Lattea; U Cupi Cupi; Dido dado – song for Anthony; Namaskar; Desert; North Sun; Wadi Rum; Asylum

Ospiti: Teo Ciavarella (piano) in Asylum, Enrico Guerzoni (cello) in North Sun, Alfredo Laviano (percussioni) e Antonio Del Gaudio (chitarra) in Wadi Rum

 

 

 

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