Il Brasile in musica: Tom Jobim e Vinicius de Moraes

Un concerto che, all’insegna della compostezza e della sobrietà, rimanda tradizioni, intimità e malinconia poetiche eleggibili. Grazie ai compositori che osservano e attingono a sentimenti e emozioni, per le loro composizioni, l’aspetto intimistico e malinconico dei testi si palesa a livello sonoro.

Lo scorso 12 marzo al Teatro Palladium di Roma, una sola data per un sabato pomeriggio trascorso all’ascolto delle sincopate melodie brasiliane portate in auge da Noemi Nori.

Circondata dai musicisti, Camilla Onelli tromba, Domenico Alfieri batteria e percussioni, Fabrizio Nesta basso elettrico, Francesca Gagliardi tromba, Giovanni Todini percussioni, Sonia Bertocci percussioni, e Valerio Natoli chitarra e voce, Noemi Nori, grazie alla sua estensione vocale, ha  davvero espresso calore, protagonista indiscusso di questi ritmi avvolgenti e nostalgici.

Un percorso che ci ha avvicinato alla tradizione musicale brasiliana, attraverso le melodie di Antonio Carlos Jobim e Vinicius de Moraes, padri fondatori della Bossa Nova. Noemi Nori & Brasil ’87, una formazione nata nel 1987 per opera di Valerio Natoli, raccoglie intorno a sé musicisti e ex alunni appassionati del genere musicale brasiliano.

La musica popolare brasiliana, o più semplicemente MPB, è un insieme di generi popolari, di  musica leggera e contaminazioni con altri stili che l’hanno resa riconoscibile e oramai a se stante. Samba, Bossa Nova e Embolada sono i tre generi con i quali il Brasile viene vissuto e conosciuto in tutto il mondo.

In Il Brasile in musica: Tom Jobim e Vinicius de Moraes siamo entrati in contatto con la Bossa Nova, nata in Brasile alla fine degli anni ’50. Derivazione della samba, dalla forma così detta samba canção, culturalmente si ispira alla rive gauche francese, alle atmosfere minimaliste tipiche delle melodie europee e statunitensi dell’epoca, e in particolar modo a quelle della rinascita economica e nazionalista del Paese di Juscelino Kubitschek.

I precursori del genere musicale de la Bossa Nova sono considerati Antonio Carlos Jobim, Vinicius de Moraes e João Gilberto. Compositore e musicista il primo; il poeta De Moraes, e il cantante e chitarrista il terzo. Inizialmente, però, questo genere musicale fu criticato a causa dell’influenza culturale nordamericana, in quanto negli accordi simile al jazz.

Della nostra esperienza risalta il fluttuare sulle particolari note soffuse, lente  e spesso incalzanti, grazie alla chitarra e alle percussioni; spalancando le porte all’immaginifico mentale, luoghi e versi poetici diventano dimensioni nelle quali perdersi. Dai toni nostalgici e dolci, perché il portoghese del Brasile si presta a queste evocazioni, e le sinuosità vocali di Noemi Nori hanno di certo evidenziato l’aspetto intimistico dei testi.

Alcuni, quelli famosi, Mar Del Plata, Águas De Março, Wave, Brazil, Corcovado, Garota di Ipanema, Desafinado, Samba de Uma Nota So, ormai considerati veri e propri capisaldi di impronta jazzistica, sono stati introdotti dalla voce di Valerio Natoli deliziandoci di versi poetici sui quali le canzoni si basano.

La cultura musicale brasiliana è stata ripresa anche da cantautori e cantanti italiani, come per esempio Ornella Vanoni, Mina, Mia Martini, Fiorella Mannoia, Ivano Fossati, Sergio Endrigo e Fabio Concato. Le canzoni, hanno davvero rinfrescato la nostra memoria grazie alle contaminazioni attuali, e La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria ne è stato un esempio.

Un concerto, quindi, che all’insegna della compostezza e della sobrietà, rimanda tradizioni,  intimità e malinconia poetiche eleggibili grazie ai compositori che osservano e attingono a sentimenti e emozioni, per le loro composizioni.

Annalisa Civitelli

 

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