Mario Venuti – Mario Meets Jazz con gli Urban Fabula

Quando il pop incontra il jazz

 Due generi musicali instaurano un dialogo. Esperimento riuscito sul palco del Quirinetta Caffè Concerto. Cornice di molti eventi originali, vede l’unione di varie professionalità provenienti da ambienti musicali diversi, accostandosi con passione e raffinatezza

 Nell’elegante location, nel cuore della Capitale, Mario Venuti si è esibito lo scorso 27 aprile proponendo al pubblico il suo nuovo progetto: Mario Meets Jazz con gli Urban Fabula.

Lo spazio adibito ai concerti, rinasce in seguito a un processo di riqualificazione dell’area urbana, offrendo un intrattenimento di vario genere: dalla musica al teatro, alla danza, al cinema e alle arti visive.

La musica, protagonista del programma del Quirinetta Caffè, verte tra l’elettronica, l’indie, il rock, il folk, il pop, il jazz, fino ad abbracciare anche realtà sperimentali. In questo caso il pop incontra il jazz, e il trio siciliano degli Urban Fabula – Seby Burgio (piano) – Alberto Fidone (bass) e Peppe Tringali (drums) – ha accompagnato il cantautore di Siracusa in modo impeccabile.

Due generi musicali hanno così instaurato un dialogo grazie a questa unione. Esperimento in cui ognuno – con la propria arte e la propria professionalità – ha donato energia vitale mediante brani classici, pop e jazz ri-arrangiati per l’occasione.

L’ottima interpretazione di Venuti, favorito dal suo timbro vocale basso e particolare, si è amalgamata con eleganza ai ritmi jazz, i quali non richiedono molti acuti; mentre la sintonia del trio jazz spinge le espressioni sonore ai massimi livelli, sia nelle esecuzioni sia negli assolo di ogni strumento – caratteristica fondamentale delle composizioni jazz – per rincontrarsi poi nella melodia originaria.

Il gioco di luci si interseca in modo dinamico, creando chiari-scuri originali, identificando le figure umane come ombre nere fisse sul palco. Immagini si confondono nei testi poetici e pieni di vita. Un’osservazione che viaggia tra amore e società ove tutto avviene subendo una trasformazione, e a cui il cantautore conferisce uno status di serenità.

Baby you can drive my car dei Beatles apre il sipario sul concerto. Mario Venuti canta successi italiani e stranieri: da Tenco a Night and day – Cole Porter –, Ovunque sei, Everytime we say goodbye, Il mondo, Give me some love, Arrivederci, e Estate. Tra un brano e l’altro riconosciamo anche le sue composizioni, e la bossa nova di Jobim.

L’apice la viviamo con Veramente – una delle canzoni famose di Mario Venuti –, ritmo sincopato e energico che jazz e pop creano armonizzando le corde dell’anima. I gorgheggi si adattano al ritmo e il contrabbasso, suonato con l’archetto, dona il sottofondo giusto.

Un pianoforte a coda verticale, una batteria e un contrabbasso suonati con impeccabile professionalità, fanno sì che questo tipo di serate diventino veri e propri punti d’incontro per i diversi tipi di musica presentati.

Bisognerebbe davvero imparare e ripartire da qui. Forse caratterizzare la musica, dandole nuove impronte di vita, per non scadere nella mediocrità di questi tempi.

Annalisa Civitelli

 

 

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