Ottonidautore

Un concerto variopinto a teatro, cinque ottoni in scena

Una congiunzione di Arti, un filo conduttore che il Kopò è in grado di sostenere e divulgare. Musica, cibo e foto all’interno di uno spazio piccolo e grazioso. Atmosfera gentile, senza fronzoli che offre al pubblico particolari eventi.

Metti un aperi-cena a teatro. Al Kopò di Roma un’intuizione interessante per diffondere musica e convivialità. Il 28 febbraio Ottonidautore Brass Quintet si è esibito con i propri strumenti. Sergio Battista, trombone, Francesco del Monte, tromba, Daniele Masella, tromba, Lorenzo Del Sorbo, che ha sostituito in questa occasione Simone Graziani, corno e Claudio Romano, tuba, quintetto nato nel 2010 che tuttora ama divertirsi e divertire il pubblico con un pizzico di sperimentazione mediante il suono degli ottoni.

Il Quintetto, sin dalla sua nascita, ha partecipato a numerosi concerti in Italia e all’estero. Molti i consensi di pubblico e favorevoli le critiche da parte della stampa. La partecipazione a concorsi nazionali di Musica da Camera, come il concorso Città di Grosseto, Città di Colleferro, Comune di Pignataro Maggiore, ha portato Ottonidautore Brass Quintet ad essere presente anche a vari eventi culturali (l’Oscar del Vino, progetto Spazio della Memoria e per il Teatro Flaiano), tant’è che ancora promuove eventi e spettacoli, anche originali, proponendosi in chiave differente in ogni circostanza.

Versatili musicisti i cinque si sono espressi proponendo pezzi classici aprendo la performance con un brano di stile dixie. Il brano Just a closer a walk, inizia con tono malinconico, in quanto tipico degli accompagnamenti dei funerali, trasformandosi in swing, poi, un ritmo più veloce.
L’excursus storico musicale è stato esplicato in maniera magistrale da Francesco del Monte, il quale a conclusione di ogni brano si è rivolto agli astanti con classe.

Le danze rinascimentali sono seguite con Reinnassance Dance (Tylman Susato) della scuola veneziana di Andrea e Giovanni Gabrieli, musica antifonale, quasi stereofonica. La Battle Suite, dell’autore tedesco S. Scheidt, ha sottolineato l’importanza dello stile contrappuntistico, degli accordi sonori, tema enunciato dalle voci degli strumenti, ove le due trombe hanno suonato in piedi per far comprendere che, in origine, esse dovevano essere distanti per interpretare la musica donando un effetto stereofonico circostante. Di seguito Bach, l’architetto della musica, famoso per la sua opera, L’Arte della fuga, ed emblema dell’epoca barocca, con Fuga in fa minore, ottimo esercizio per tutti i vari organici, anche se non proprio adatto ai fiati.

Ottonidautore Brass Quintet si è espresso in modo più fluido verso la fine. Il ritmo jazz-swing rientra nelle sue corde. Ognuno si è sentito più sciolto, dinamico e divertito. Tra il brano di Kamen, Quintet, dalla colonna sonora di Robin Hood, West Side Story, di Bernstein, grande compositore e direttore di orchestra, anche di Santa Cecilia, Five for Five (Medley) di Gershwin ed infine Tiger Rag Traditional, hanno dato rilievo all’anima scanzonata ed ironica dei loro strumenti. Si sono intuiti diversi ritmi e toni, quasi come voci umani delle due opere scritte da Gershwin e Bernstein.

Ho trovato l’atmosfera accogliente, in uno spazio piccolo ed arioso allo stesso tempo. Probabilmente sarebbe stato adatto un ambiente all’aria aperta o più grande per presentare la musica in maniera trascinante, non circoscrivendolanel quadrato nero, rendendo la sonorità più ampia. Ma, tutto ciò, nonostante, è stato reso gradevole dal candore e dalla gentilezza delle persone e dei musicisti.

Colgo l’occasione per invitare il pubblico e chi volesse passare al Kopò a visionare alcune fotografie esposte sia nel foyaer, sia nella sala del teatro. Si tratta di una piccola mostra di Sergio Battista, il quale si diletta con i suoi scatti sia in b/n, sia a colori. Quattro foto in b/n evocative e rappresentanti Roma, le altre, a colori, ritoccate con programmi specifici, quasi psichedeliche, che toccano corde emotive, le quali rimangono dentro al solo sguardo.

Annalisa Civitelli

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