Arrugas – Rughe

sarò la tua fidanzata se mi porti su una nuvola

Al Nuovo Cinema Aquila è stato proiettato per la seconda volta il film di animazione spagnolo Arrugas – Rughe nel mese di settembre 2013.

Una frase che induce al sogno.
Due bimbi piccoli, coraggiosi, romantici ed innamorati salgono in cima alla torre di un campanile. Una grande nuvola si avvicina ed è come toccarla e salirci su. Lei a lui dice: Imbroglione!

Un’animazione 2D di grande impatto visivo ha riscosso, in Italia, molto clamore sin dallo scorso Maggio, e tuttora circola nelle sale cinematografiche di alcune città, quali Milano, Bergamo, Ancona e Napoli. Racconta l’anzianità, il suo correre contro il tempo, ove si aggrovigliano pensieri, dimenticanze, preoccupazioni ed abbandoni dentro speranze di guarigione.

Rughe, dopo averlo visto, offre differenti punti di vista, diverse chiavi di interpretazione, nelle quali si spazia con piacere dialogando con le persone accanto.
E’ un esperimento coraggioso, animato poi! Una panoramica delicata e tragica allo stesso tempo riguardo un argomento delicato: l’Alzheimer.

Una casa di cura ben tenuta ed accogliente ospita persone anziane. Dimenticate, abbandonate, ci si ricorda di loro in occasione delle feste comandate.
Emilio è il nuovo arrivato. Accolto da Miguel, cinico personaggio, nasce un’empatia tra i due, la quale alla fine si rivela saggia, fonte di cambiamento, di insegnamento e di Amore.
Miguel cerca in tutti i modi di combattere la solitudine, soprattutto di non farsi assoggettare dall’anzianità cercando di combatterla, anche con la fantasia.
Emilio, ex direttore di banca, accetta la situazione con speranza, paura e sconforto. Suo figlio non ce la fa a prendersi cura di lui. Così all’interno della casa di cura segue Miguel, suo compagno di stanza, iniziando il giro turistico della clinica. Un luogo ben tenuto e ricco di amenità. L’incontro con la piscina è incanto. Diventa ricordi di gioventù, diventa vita, diventa rinascita. Ci si tuffa, un risanamento dell’anima e del corpo a ritrovare virtù di felicità e di forza nel potercela fare, ancora.

La memoria, però, inganna. I ricordi svaniscono. Non ci si ricorda le azioni. I movimenti sono lenti, ma nonostante tutto si cerca di rimanere concentrati sulle scene. Dissolvenze e fotogrammi scorrono tra presente e passato. Emilio piccolo, timido ed impaurito, la coppia innamorata da bimbi, l’elegante Signora che viaggia verso Istambul a fumare su un vagone di un treno, vestita in modo elegante.
Momenti di condivisione di pranzi, cene, feste, discorsi che toccano, che sensibilizzano, che fanno vibrare corde interiori a far scaturire interrogativi su come e se e quali strutture di ricovero scegliere, se sono idonee e giuste; le inquietudini degli anziani, il loro essere rinchiusi ed abbandonati. Non più liberi della loro vita, ma dentro gabbie ad essere assistiti e non più indipendenti.

Un’animazione, Rughe, che offre al pubblico adulto un contatto con il sociale dimenticato, di cui quasi nessuno parla, quello nascosto e silente. Il quale, trovo, bisognerebbe risvegliare attraverso attenta e acuta informazione ben mirata. Dal punto di vista dei bimbi è la storia di un’amicizia che non si dissolverà, mai.

I colori vivaci trovano spazio e vivono all’interno dei pensieri e dei movimenti che il regista, Ignacio Ferreras, ha voluto donare ad ognuno dei personaggi della storia lasciandola fluire in modo delicato. Credo, Rughe, si possa definire una conquista: Vincitore di premi nel 2012, a basso budget economico, riesce ad incantare, nonostante porti con se piccole imperfezioni, le quali, non emergono. Invisibili, riescono a non essere protagoniste. Viaggia trascinando il pubblico, portandolo ad un livello superiore di percezioni, di riflessioni, di variegati argomenti, non tralasciando valori di amicizia, di amore e di fantasia, che vivono in fondo all’anima di ognuno di noi.

Annalisa Civitelli

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