Peggio per me

Ci hanno tolto anche il sacrosanto dolore di pancia…le cosiddette pene d’amore!

Uscito nei cinema italiani lo scorso 12 luglio, “Peggio per me”, diretto da Riccardo Camilli, è un esempio di un cinema semplice e retrò. Si ripercorrono, infatti, i retroscena di un’infanzia ormai lontana, sospesa in un tempo immobile, ma che insegna a riconquistare i valori della vita, le proprie forze e la sicurezza in sé

Francesco, il protagonista, è un uomo di mezza età sopraffatto da un’esistenza che gli sta franando addosso, al centro di una rovina che sembra inarrestabile e privo ormai di ogni risorsa per poterla fronteggiare. Fallito il suo matrimonio, abbandonato dalla moglie Anna (Tania Angelosanto), disprezzato dalla figlia dodicenne Chiara (Marianna Pistilli), perso il lavoro da insegnante di sostegno, è sul punto di arrendersi, abbandonandosi alla decisione di un gesto sconsiderato. Improvvisamente, però, una luce dal passato, la voce del bambino che è stato, lo costringe a rivedere il suo presente, questa volta attraverso una diversa prospettiva.

A metà tra una visione leopardiana e pascoliana della vita, Francesco (Riccardo Camilli), riesce a recuperare quello stato di grazia e quella leggerezza esistenziale propria dell’infanzia, dialogando con il sé bambino. Vince infatti, via via, quello stato inerziale di morte interiore e pessimistica visione della realtà, tipico dell’adulto che ha visto ormai traditi e disattesi tutti i suoi sogni e le sue speranze, recuperando così la fiducia in se stesso e nel proprio avvenire.

Ed è proprio dalle scene iniziali, in cui due bimbi vengono ripresi mentre giocano a registrare sul mangianastri immaginarie televendite, che lo spettatore si trova a vivere un senso nostalgico della vita, metafora che accompagnerà l’intera narrazione. Sarà la voce di uno dei fanciulli – il Francesco bambino – a risuonare nella durata del lungometraggio e ad esprimere ciò che pensa all’uomo adulto che è diventato.

La vicenda, sorretta da una sceneggiatura efficace e capace di esprimere una “romanità” ironicaamaramente sarcastica, rende i personaggi autentici senza mai trasformarli in caricature; racconta quella sorta di cammino interiore che il protagonista percorre visitando tutti i luoghi fondamentali dell’esistenza umana: la realizzazione lavorativa; i rapporti sentimentali; il rapporto paterno – quello filiale -; l’amicizia, senza tralasciare di raccontarne l’imponderabilità e la magia.

La pellicola, realizzata a zero costi, si avvale di una scrittura agile e ricca di contenuti vicini alla nostra contemporaneità, grazie anche all’efficace interpretazione di personaggi ben delineati. Accompagna le loro vicende la fotografia di Alessandro Milo, essenziale ma capace di restituirci, anche durante i silenzi, frammenti del loro mondo interiore e degli ambienti in cui si muovono.

Presentato in anteprima nazionale  al “Taormina Film Fest” (2017), “Peggio per me” è stata definita a ragione una commedia esistenziale nella quale Riccardo Camilli (a cui appartengono soggettosceneggiatura, regia e montaggio del film) esplora con intelligenza, leggerezza ed ironia tutti gli aspetti dell’esistenza umana, così come i sentimenti e le inquietudini che percorrono la società contemporanea, nella cornice di un confronto tra epoche, i mitici anni Ottanta e il mondo di oggi, all’interno del quale tuttavia non trova spazio nessuna ideologia.

Nell’universo di Camilli troviamo solo esseri umani impegnati in un’eterna ricerca di amore ed autoaffermazione, a volte sconfitti e narcisisticamente ripiegati su se stessi e i sui loro mali, spesso incapaci di guardare e comprendere l’altro.

Il protagonista Francesco, lontano dal suo coetaneo Carlo (Claudio Camilli), ma ancora di più dallo “splendido quarantenne” di morettiana memoria che in “Caro diario”, con atteggiamento ancora proattivo, rivendicava a sé la fiducia in quegli ideali che la sua generazione “imborghesita” aveva sacrificato sull’altare del successo sociale, è ora costretto a cercare solo in se stesso le ragioni della propria rinascita.

Perché nel suo mondo fatto di macerie, in cui tutto è ormai crollato, dai rapporti personali a qualsiasi possibilità di realizzazione sociale, la disillusione è ormai diventata amara rassegnazione e ha quasi completamente trasformato ogni volontà di azione in nichilistica quanto generica fiducia nella benignità del fato.

Simona Bernardini

 

 

Peggio per me

scritto e diretto da Riccardo Camilli

con Riccardo Camilli, Claudio Camilli, Tania Angelosanto, Angelo Orlando, Alessandra FerroMarianna PistilliAngela CiaburriSara Magoni, Laura Nardi, Stefano Martinelli, Arianna Bonardi, Alessandro Manici, Simone Destrero e Ferruccio Lanza

i piccoli Paolo Galli e Silvio Cafini

con la partecipazione straordinaria di Angelo Orlando

montaggio Riccardo Camilli

fotografia Alessandro Milo con la collaborazione di Daniele Misischia e Jovica Nonkovic

musiche Francesco Tresca

canzoni Fabio Versillo

aiuto regia Alessandro Milo e Giorgia Sciarra

prodotto da Riccardo Camilli per McFly

distribuito da Distribuzione Indipendente

genere Commedia (2017)

durata 113 minuti

 

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