Intervista a Anen’ Amar’

Anen’ Amar’: “La musica va oltre il linguaggio, non importa se un pezzo è cantato in dialetto, italiano, inglese o che altro”

Abbiamo incontrato l’artista Anen’ Amar’. Napoletano di origine, emerge per le sue sonorità rap e battenti. I suoi testi sono un esempio di un “grido” contro una società malata, e che andrebbe necessariamente rimodellata sotto molti aspetti. Una personalità eclettica e attenta all’ambiente, Anen’ Amar’ fa sua una versatilità particolare, che adotta in campo musicale. Quest’ultima gli permette di interagire con altri artisti e di sviluppare i testi mediante un’oculata osservazione di quello che lo circonda.

Anen’ Amar’ grazie alle sue melodie e ai suoi testi riesce a coinvolgere chi ascolta. Ci si immerge così in un viaggio quasi onirico, poiché armonie tradizionali, rap, pop-elettrico e blues sono una commistione di suoni, riuscendo davvero a smuovere le menti e far toccare loro altre dimensioni.

Andiamo a conoscere più da vicino l’artista attraverso le sue parole.

 

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Perché “Mare di Plastica”?

Mare di plastica è uno dei brani che compongono il doppio cd. Racconta dell’inquinamento in cui versano i nostri mari, problematica che sento molto perché vivo in una zona abbastanza devastata da questo punto di vista”.

Commistione di linguaggi: inglese e napoletano. Ci spieghi come mai questa scelta?

E’ stata una scelta naturale dopo aver conosciuto Alexander LEX Benedetto il mio produttore. Lui è italo americano ed è diventato parte integrante del progetto. Unire il dialetto napoletano all’inglese dà un maggiore respiro a tutto il lavoro, un senso di “internazionalità” anche se forse è stato un po’ un azzardo”.

Contestazione: davvero pensi che il mondo stia zitto e non sappia reagire al male, di conseguenza a tirare fuori la sua voce?

Diciamo che non tutti decidono di far sentire la propria voce. Il problema, se vogliamo ampliare il discorso, è legato al fatto che alcuni pongono le loro esigenze davanti ad ogni cosa senza tener conto dei danni che possono provocare. E ci sono altri, per fortuna, che decidono di denunciare ed alzare la voce”.

Per chi non conosce il dialetto napoletano quali consigli daresti a chi desidera avvicinarsi a questo idioma, per comprendere i testi delle canzoni?

La musica va oltre il linguaggio, non importa se un pezzo è cantato in dialetto, italiano, inglese o che altro. Il napoletano è una vera e propria lingua, forse potrebbe essere d’aiuto ascoltare le canzoni di Enzo Avitabile e Pino Daniele”.

I titoli dei brani: variano dal poetico alla dimensione personale, toccando, per esempio, anche la  “Fuga di cervelli”. Come uscire da questa “gabbia” che si è creata e rivoluzionarla?  

Non so dirti come si possa uscire da questa gabbia. Fuga di cervelli parla proprio di questo, di giovani laureati che sono costretti a lasciare il proprio paese per avere uno sbocco lavorativo”.

Sonorità pop-elettroniche, poi, di sottofondo, le tipiche del Sud, come anche qualche tocco blues, e armonie tradizionali. Quali le tue influenze musicali?

Ho sempre ascoltato tutti i tipi di musica, dal rap al blues al rock alla musica d’autore. Se una canzone è bella lo è a prescindere dal suo genere musicale. Tra gli artisti con i quali sono cresciuto sicuramente ci sono Pino Daniele, Enzo Avitabile, Bob Marley, Pink Floyd, The Doors e poi tanto rap americano”.

cover-anem-amarIl rap: secondo la tua opinione, perché questo genere musicale si accosta di più alla strada, contestualizzando la società per criticarla?

Il rap è una forma di denuncia, non potrebbe partire se non dalla strada. Ognuno poi decide cosa raccontare, c’è chi “denuncia” lo Stato, chi la chiesa, chi altro…”

“Anem’ Amar’ ”: che vuol dire?

E’ la prima canzone che ho scritto, significa semplicemente Anima Amara e rispecchia me stesso, il mio essere”.

Vocalità dure e battenti come martelli. Che volete comunicare con il vostro modo di cantare?

La voglia è proprio quella di urlare tante cose, non a caso uno dei 2 cd compreso in Mare di plastica si chiama Tambur’ e guerr’. L’intento era quello di far sentire le nostre voci forti proprio come un tamburo”.

Ci racconti come è nata la copertina del disco? Sembra quasi che la tua mano si allontani dall’esterno e voglia rinchiudersi in un mondo tutto suo o lo voglia, forse, acchiappare.

 La copertina nasce dalle foto fatte da Mario Schiano, rielaborate poi dal grafico Francesco Paura Curci. E’ stato un lavoro di squadra, l’intento era quello di richiamare un po’ come immagine Mad Max”.

Annalisa Civitelli

 Foto: Mario Schiano

 

 

Anem’ Amar’

presenta

Mare di plastica

Crediti

Produzione artistica Alex “Lex” Benedetto

Produzione esecutiva Victor Benedetto

Registrato presso Beat Box da Alessandro Aspide

Etichetta Apogeo Records/Clapo Music

Distribuito da Edel Italia

Artwork Francesco Curcio

Foto di copertina Mario Schiano

 

 

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