Intervista a Francesco Borrasso

Francesco Borrasso: ” … “
Scrittore affermato già da tempo, esordisce con … Dalla penna fervida e impegnata, fin da bambino ama immaginare storie …
Ciao Francesco! Siamo venuti a conoscenza del tuo libro, “La bambina celeste”, tramite il video della blogger Giulia Ciarapica e, di conseguenza, ci siamo incuriositi. Ci siamo chiesti così se, tra le righe, parli di una tua esperienza personale
Prima di tutto volevo ringraziarvi per esservi interessati al mio romanzo. Non è un libro autobiografico, non nel vero senso stretto del termine; in quanto non ho vissuto in prima persona un’esperienza simile. Come credo sappiate, ogni pagina scritta è inevitabilmente frutto di qualcosa di personale che l’autore, più o meno direttamente, espone. Il tema centrale del romanzo è il lutto, che prima o poi prende spazio nella vita di ogni persona; ho attinto a piene mani da vicende più o meno dirette per provare ad esternare tutta una serie di pensieri e stati d’animo, i quali, inevitabilmente, vengono fuori da questi eventi. Ci ho provato raccontando una situazione contro natura: la perdita di un figlio. Il messaggio fondamentale che desidero far arrivare ai lettori è che “La bambina celeste” è più che altro una storia d’amore“.
La tua scrittura è molto poetica e tocca l’anima, dunque, è data da un’emozione o deriva da uno stile che già ti appartiene?
Soffermandoci sullo stile di scrittura del romanzo, posso asserire che di base, la mia maniera di scrivere, che definite “poetica è toccante” rappresenta la mia maniera di mettere le parole sulla carta; e quando dico “parole sulla carta” lo dico in senso reale, sono uno di quelli che ancora scrive con l’inchiostro, e solo in un secondo momento, passo tutto sul computer.
Molti mie racconti si possono trovare sul sito Nazione Indiana“.
Il tema trattato è molto delicato vuoi parlarcene?
 
A questa domanda, in parte, già ho dato una risposta; qui si parla di cancro, ma è solo un punto di partenza; la scomparsa di una persona cara, l’impossibilità di andare a ricercarla in giro per il mondo, tutte le domande che restano sospese e tutti i perché che rimarranno comunque, per sempre, senza risposta, sono la base di partenza di ogni esperienza di lutto.
Ma ogni morte che ci colpisce direttamente racchiude in se l’amore, ogni lutto contiene in se una storia d’amore, ed è forse, la morte, l’unico per sempre“.
Abbiamo scelto il tuo libro perché in estate, tempo di vacanze, si ha più tempo di dedicarsi al relax, quindi alla lettura. Il tuo testo aiuta proprio a far capire l’importanza dei legami affettivi: cosa senti di esprimere a chi ha perso qualcuno di importante nella sua vita?
Io ho avuto una perdita importante, ho dovuto quindi intraprendere un percorso molto duro; dove ogni ricordo che c’era significava in pratica rivivere quella persona, riviverla senza poterle dare un abbraccio. Nel nostro cervello c’è una piccola parte che si chiama “Amigdala” ed è un po’ la scatola nera delle emozioni umane, tutte le cose che nella vita sentiamo e proviamo, restano immagazzinate lì dentro, e prima o poi, nel corso della nostra esistenza, vengono fuori, probabilmente nei momenti più impensabili. Quando noi ricordiamo o immaginiamo un evento o una persona, il nostro corpo sente e si comporta come se quel ricordo, quell’evento, stesse realmente riaccadendo di nuovo.
Noi ci sono consiglia da dare, né punti dai quali partire per affrontare un lutto, ognuno di noi, nel suo dolore, è fondamentalmente solo, e forse, il momento della perdita è quello in cui un essere umano si sente completamente staccato dal mondo. Quello che posso dire è: amate, vogliate bene, quando c’è il tempo giusto per farlo; non fatevi bloccare da paranoie e pensieri inutili; la vita è breve, quando una persona fa parte della vostra vita, datele il peso che merita, non potrete sapere quando ne dovrà uscire“.

 

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