Intervista a La Falegnameria dell’attore

L’arte non è altro che il massimo strumento per rendere la creatività possibile

La Falegnameria dell’Attore si può definire un luogo dove gli allievi imparano il mestiere dell’attore seguendo un percorso mirato, definito e personale.

Sotto la direzione artistica di Gigliola de Feo, di formazione romana, allieva e poi assistente a Roma di Giulio Scarpati, e di Andrea Fiorillo, di formazione napoletana, allievo dello storico Teatro Sancarluccio di Napoli, La Falegnameria dell’Attore mira ad essere uno straordinario laboratorio permanente per le nuove reclute.

andrea-fiorillo-e-gigliola-de-feo-2Perché avete scelto questo nome e come nasce la Falegnameria dell’Attore?

Ci conosciamo da un bel po’ di anni, ci siamo incontrati per la prima volta sul set di un film, il primo per entrambi, e da lì è nata una fraterna amicizia, anche se poi ognuno di noi ha proseguito sulla sua personale strada artistica. Ci siamo ritrovati dopo un po’ di tempo, da allora, e intanto eravamo cresciuti come attori e avevamo fatto esperienze di docenza altrove. Ci siamo detti: è ora di fare di nuovo qualcosa insieme! …così è nata la Falegnameria dell’Attore, qualcosa che ci rappresenta pienamente, che racconta di noi, della nostra voglia di condividere questa “furiosa” passione per la recitazione con gli altri.

Ci siamo seduti ad un tavolo ed abbiamo cominciato a pensare ad un nome che raccontasse la nostra concezione del mestiere di attore. Questo magnifico lavoro lo si costruisce per ognuno in modo del tutto personale, gradatamente, senza fenomeni da catena di montaggio, bensì come appunto si fosse in una falegnameria, dove si taglia, si lima, si cesella, finché il manufatto non è esattamente come deve essere. Ed è così che é nata la nostra “bottega”.

Come vivete il momento creativo vero e proprio?

Il teatro, così come il cinema, fanno parte di quella ritualità di cui l’uomo ha profondamente bisogno, è ciò che gli antichi chiamavano catarsi, quella purificazione del simile con il simile, la liberazione delle passioni proprie dello spettatore con le passioni rappresentate. Tutto ciò ha un principio di fondo, che è la propria autenticità, la spontaneità, la naturalezza dell’espressione, delle emozioni. Partendo da questo, ci si lascia alimentare dalla vita, da ciò che ci succede intorno, per renderlo ancora più vero attraverso la rappresentazione stessa. Bisognerebbe spendere una vita intera per tornare bambini, affermava Picasso.

La verità è che tutti all’inizio siamo bambini e creativi, in modo spontaneo e molto naturale, senza alcuno sforzo. Purtroppo il processo educativo e di socializzazione causa gravissimi blocchi e inibizioni ed invece di sviluppare la creatività innata dei bambini stessi, la inibisce progressivamente. Ma il blocco delle capacità creative, l’inibizione del “fanciullino” che è in noi, come lo chiamava Giovanni Pascoli, non è definitiva e irreversibile. E l’arte non è altro che il massimo strumento per rendere tutto ciò possibile!

Come vi siete avvicinati alla realtà scolastica teatrale e cinematografica?

Da ormai un bel po’ di anni insegniamo nelle scuole, quasi come se fosse stato un processo naturale passare dall’essere allievi a maestri. Ma come tutti continuiamo ad imparare, a cercare in noi stessi e negli altri quella verità che è linfa per il nostro processo artistico e didattico, che fortunatamente non ha mai un traguardo prefissato.

Quale è il vostro target e che riscontro di pubblico avete avuto fino a questo momento?

Non esiste un target di pubblico, perché nel cinema e nel teatro c’é la vita, e la vita non va a compartimenti stagni, per fortuna. Ci segue chi si incuriosisce per ciò che facciamo, per il modo in cui raccontiamo, per la voglia che abbiamo di condividere. E spero che questa curiosità negli altri aumenti sempre di più, ed in noi non si fermi mai.

Prossimi progetti?

La Falegnameria dell’Attore non è solo scuola di recitazione, per il secondo anno consecutivo siamo anche produzione teatrale in partnership con Miramarefilm. Saremo in scena al Nuovo Teatro Sancarluccio dal 24 al 27 Novembre con un nuovo spettacolo scritto e interpretato da Gigliola de Feo con Pina Giarmanà, per la regia di Andrea Fiorillo. Racconteremo la vera storia di Penelope e Didone, con molti sorrisi e qualche lacrima, tutto quello che a scuola non vi hanno mai detto 

Sarah Mataloni

 

 

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