Intervista a …

Luca Basile, Tommaso Arnaldi e Emenelgildo Marciante: “Il cambiamento non è una questione di crisi. Il problema è la mentalità”

In occasione dello spettacolo “Il Colloquio”, successo parigino di Serge De Silva, andato in scena al Teatro de’ Servi di Roma, fino al 4 giugno, Brainstorming Culturale ha incontrato i giovani protagonisti. La piacevole chiacchierata si è trasformata in un quadro collettivo di idee e sperimentazioni, le quali hanno dato modo di confrontarsi circa la nostra situazione sociale e le proprie professionalità, ampliando la discussione sulla preparazione di ognuno.

                     

Una commedia dissacrante, “Il Colloquio”, che al contempo nasconde un dramma insito e fa ridere tanto lasciandoci anche molti spunti di riflessione, viene considerata dai tre protagonisti un trampolino di lancio per il “sistema commedia” in Italia. Diventa così un escamotage per poterla concepire come tale.

Andiamo a scoprire le opinioni di Basile, Marciante e Arnaldi

Il Colloquio torna in scena dopo un anno circa: che cosa è stato modificato?

Luca Basile: Siamo più maturi, c’è una sinergia già avviata; sono cambiate la cornice, infatti siamo in scena al Teatro dei Servi, e le dimensioni dello spettacolo, che è passato ad uno step successivo ed è diventato totalmente maturo.

Tommaso Arnaldi: Sono cambiati i movimenti scenici, le scenografie di Cristina Gasparrini, che ha creato una bellissima sala d’attesa con sfondo e parete bianco, l’illuminazione di Christian Bove che ci ha messo del suo. Ci sono delle dinamiche più adulte per i personaggi, è stato asciugato tutto quello che prima poteva essere dispersivo. Abbiamo un costume che viene direttamente dal cast parigino.

Ermenelgildo Marciante: È maturato lo spettacolo dal punto di vista interpretativo, abbiamo ancora di più assorbito i personaggi e quindi ci divertiamo e troviamo più sfumature.

Che cos’è cambiato per voi a livello personale e lavorativo?

Tommaso Arnaldi: Ogni anno si impara qualcosa di più. Rispetto a quando si è più giovani, soprattutto in questa fase della vita, dai 28 ai 35 anni, si capiscono tante cose che prima erano parole al vento. Lo dico da più piccolo della Compagnia. Quest’anno ancora di più ci ha dato tanto. Tutti e tre i personaggi hanno un peso specifico più importante e si va sempre più vicino a quello che l’autore ha detto quando è venuto a vedere la commedia a Roma, la quale è un dramma prestato alla commedia: si ride infatti, malgrado i personaggi siano …, non per far ridere e basta. Non è una comicità fine a sé stessa.

Luca Basile: Siamo arrivati dopo un anno di lavoro durante il quale tutti quanti siamo stati coinvolti in altri progetti, a livello personale. Riprendere “Il Colloquio” rappresenta da una parte una sorta di revival e dall’altra è lanciata verso il futuro. Sono assolutamente convinto di questo progetto: può essere uno di quei lavori pionieristici per cambiare il “sistema commedia” in Italia, per renderlo più fine e complesso.

Ermenelgildo Marciante: La cosa bella è che questo spettacolo è passato dalla scuola elementare all’esame di maturità e ora aspettiamo la laurea ad honorem.

Cosa amate di più dei vostri personaggi?

Ermenelgildo Marciante: Di Luca Leggenda mi piace la sua tenacia, che credo sia uno dei problemi di questo momento storico. Le persone più valide purtroppo molto spesso non vengono premiate per il loro valore, per via di una raccomandazione, di sfortuna e altri fattori che sappiamo bene. Lui ci tiene e combatte, anche con modi poco ortodossi, a volte. Lui ha studiato, vale e pensa che le persone che valgono meno di lui passano avanti e non è giusto. Amo la sua tenacia.

Tommaso Arnaldi: Di Sergio Sangria ammiro la sua onestà e i principi morali, i quali mi sembra rispecchino proprio quelli che mi hanno fatto crescere, grazie alla famiglia di mia madre e quella di mio padre. Lei mi diceva che non bisogna mai farsi mettere i piedi in testa da nessuno, mentre mio padre ribadiva che la sera bisogna sempre potersi guardare allo specchio.

Luca Basile: Di Franco Nessuno amo l’innocenza e l’ingenuità, quest’ultima portata all’estremo. Sembra il “Candido” di Voltaire. Un personaggio del genere quasi non esiste, sembra fuori dal mondo e questo mi affascina.

Che cosa ricordate del provino che avete fatto per questo spettacolo?

Luca Basile: È nato tutto da noi, ci siamo innamorati subito tutti e quattro di questo progetto. Il resto si è sviluppato grazie al rispetto reciproco.

Tommaso Arnaldi: La cosa bellissima di questo progetto è che ci siamo ritrovati sin dal primo giorno: tre persone diverse e con tre personalità differenti. Già dal primo giorno infatti sembrava ci conoscessimo da una vita. Questa è stata una forza. Difficilmente mi sono trovato cosi bene a recitare con qualcuno, con tutto il cast.

Ermenelgildo Marciante: Non c’è stato un vero e proprio provino perché è un progetto che nasce da Virginia Acqua, la regista che ha trovato il testo e insieme a Luca Basile hanno deciso di produrlo. Io sono stato chiamato in un secondo momento e ho deciso di entrare nella produzione con loro perché già dall’inizio mi era piaciuta molto l’idea. Tommaso fa parte della scuderia di Virginia e ci siamo subito trovati bene. C’è feeling a livello attoriale, l’umanità è stata davvero forte tra noi tre. Purtroppo manca in questo ambiente, ed è bello trovare persone valide che sanno come comportarsi.

Se poteste scegliere di essere i protagonisti di un film di un grande regista, chi scegliereste e perché?

Tommaso Arnaldi: Se fosse americano mi piacerebbe lavorare con David Fincher, è il mio regista preferito. Se fosse in Italia, invece, sceglierei Salvadores, perché trovo sia uno di quelli che riesce a rompere lo schema: “parliamo solo dell’Italia”, ma parla dell’essere umano in generale. Sono cresciuto con i suoi film e  le trovo della favole molto credibili.

Ermenelgildo Marciante: Scelgo Garrone: mi piace molto come regista e come coglie l’umanità dei suoi personaggi.

Luca Basile: Come genere mi piace Ozpeteck, mi piacerebbe davvero poter far parte di uno dei suoi film. Diciamo anche Almodovar.

Secondo voi quanto potere hanno i giovani nella società?

Ermenelgildo Marciante: Ai giovani purtroppo piace avere la pagnotta pronta e si nascondono dietro alle scuse. Non tutti ovviamente, però alla maggior parte piace piangersi addosso. La cosa più grave è che vogliono tutto troppo presto. Ho 35 anni ma sono andato via di casa a 18 anni e ogni giorno fatico perché so che le cose non arrivano un giorno dopo l’altro, a meno che non ci sia un colpo di fortuna, come è successo a Scamarcio o altri. Vogliono tutto troppo presto: la società è un po’ questa, magari vai ad un talent e poi cadi nel dimenticatoio.

Luca Basile: I giovani non hanno potere perché c’è un problema culturale. L’Italia si è trovata nella stagnazione e il cambio culturale non c’è stato. La nostra generazione è abituata ad appoggiarsi, avere aspettative molto elevate come era stato per chi ci aveva preceduto e questo fa ancora più male. Alla nostra età la gente poteva costruire, usufruire di mutui, mentre ora non è possibile. Vista la situazione, non siamo abituati a combattere, siamo in salita ma non mentalmente. E si tende ad appoggiarsi sui propri genitori, prima fonte di ricchezza.

Tommaso Arnaldi: Il potere è pari a zero, a meno che non ci si sappia vendere. Ho avuto una casa di produzione per due anni e siamo riusciti a trovare piccoli sponsor per produrre un film che è costato poco, ma erano tutti fondi privati. Ma ci è sempre stato chiesto di fare false fatturazioni. Il potere di tutti è zero, non solo dei giovani. Ci sono pochissime eccezioni, come Ivan Silvestrin, un grande regista. Se vuoi fare il giovane produttore è veramente complesso. Un applauso a chi, come Matteo Rovere riesce a farcela in un certo modo: anche lui finisce dietro alla macchina da presa, ma la sua vena artistica è grande e si vede, come nell’ultimo film, pregevole e diverso dal solito. Anche lui però prima ha dovuto costruire una carriera da produttore per poi arrivare a quel punto. Spero che non sia così, ma sono un po’ cinico su questo.

Secondo voi qual è la speranza per il futuro, quale può essere un qualcosa che può portare ad un cambiamento?

Tommaso Arnaldi: L’unica cosa che potrebbe risollevare il tutto è quello che è successo in Argentina dove, da un giorno all’altro si bloccano i bancomat, lo stato va in fallimento e tutto si può riprendere; al contrario, l’Italia è tenuta in stallo. La speranza siamo noi, bisogna far diminuire l’ignoranza, perché è quello che ci distrugge. Noi siamo schiavi dell’ignoranza e se un popolo iniziasse a studiare e informarsi invece di dar retta alle bufale si renderebbe conto che paghiamo il 60% di tasse e abbiamo le strade distrutte, la spazzatura in mezzo alla strada, gli ospedali che non funzionano. Con quello che paghiamo di tasse  dovremmo avere un mondo alla Wallie con le macchine che ci aiutano a fare tutto. La speranza siamo noi, aprendo la testa. Che è quello di cui parla “Il Colloquio”: aprire la testa studiando e non facendosi abbindolare.

Ermenelgildo Marciante: Il cambiamento non è una questione di crisi. L’Italia non entra in crisi perché ha una stabilità economica che altri paesi se la sognano. Il problema è la mentalità.

Luca Basile: Forse questa crisi potrebbe essere la soluzione, passare attraverso di essa per cambiare qualcosa e risollevarsi.

 Un consiglio a chi affronta un colloquio di lavoro

Luca Basile: Crederci. Se ti aspetti che ci credano gli altri per te, non ti presentare neanche!

Tommaso Arnaldi: Trasformare la competizione in unicità, almeno per quanto riguarda il nostro lavoro. Nel nostro mestiere c’è unicità e se la si tira fuori, ci si differenzia. Se il regista sta cercando quel tipo di energia, meglio tirare fuori se stessi che essere la copia di qualcun altro.

Ermenelgildo Marciante: Prepararsi. Se fai il banchiere, ad esempio, devi studiare. Siamo in un mondo di improvvisati, il bar è l’esempio classico: molti lo aprono e chiudono dopo un mese. Quindi la parola chiave è preparazione.

Zuleca Rienti

 

 

 

 

creative commons

 

Quest’ opera di

https://brainstormingculturale.wordpress.com/
è concesso in licenza sotto la
Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported

Based on a work at brainstormingculturale.wordpress.com