Intervista a Ornella Amodio

Ornella Amodio: “E’ una pièce rivolta a tutti, uomini, donne, adulti”

“Cageless” è un Progetto Teatrale Multimediale. Al Teatro Arcobaleno di Roma sarà in scena il 10 settembre. Scritto e diretto da Ornella Amodio e Susanna Rienzi vede un connubio di arti (musica, teatro e appunto, multimedialità) in cui la storia di una donna viene risaltata.

Il messaggio reale che si vuole divulgare è che essere e sentirsi in gabbia, non vuol dire rimanere inermi, ne accolti ne compresi, bensì liberarsi da ciò che incatena e dare voce ad una crescita che possa esaltare la propria crescita personale. Quindi superare le paure, o quantomeno provarci.

Sul palco, insieme all’Amodio vediamo il Knup Trio (Emanuele Tomasi alla batteria, Francesco De Palma al basso, Fabrizio Boffi al pianoforte) e Andrea Filippucci alla chitarra, mentri ai cori sono Giulia Antonelli e Selene Di Domenicantonio (regista e montatrice dei video). Completano il quadro i Soundpost: Ornella Amodio (protagonista nello spettacolo e cantante nel disco), Susanna Rienzi (autrice delle musiche e dei testi), Enrico Masci (coautore in Resistance e in B.O.B.), Paola Ceoloni (coautrice in Colors) ed Elena Foschi (collaboratrice preziosa per la nascita del gruppo).

“Cageless” oltre che Progetto Multimediale è un disco, il quale è poi ampliato con monologhi e video, e appunto proposto in teatro. Prodotto dalla EvArt, associazione culturale che si occupa dell’organizzazione di eventi, dell’editoria e della musica e si propone di realizzare progetti rivolti sia ai singoli sia a centri, associazioni e istituzioni, mette insieme del materiale che riguarda le fragilità di tutti e forse ancora oggi presenti e ancor più accentuate al mondo oggi.

 

“Cageless” nasce come disco per poi diventare spettacolo teatrale. Come siete arrivate all’idea di unire musica e teatro?

Susanna un giorno mi ha fatto ascoltare dei brani che aveva composto. I testi erano in linea con un progetto che avevo in mente da un po’. E la cosa straordinaria è stata che i suoi testi dicevano le stesse cose che avevo in mente io. Così abbiamo unito le nostre forze ed è nato “Cageless.

Definite “Cageless” un progetto teatrale multimediale. Cosa deve aspettarsi con esattezza il pubblico?

È uno spettacolo che utilizza diversi linguaggi di comunicazione. Lo spettatore passerà
continuamente da un testo a una canzone a un video senza rendersene conto, come se stesse sul palco con noi. E’ una rappresentazione che parla alla gente ma allo stesso tempo la prende sotto braccio e la porta sul palco.

È uno spettacolo principalmente incentrato sulle donne o il senso di “gabbia” è relativo al genere umano?

No assolutamente. E’ una pièce rivolta a tutti, uomini, donne, adulti.

Sei un’artista molto poliedrica che unisce esperienze televisive e cinematografiche a quelle teatrali più sperimentali. Dove ti vedremo prossimamente?

Chi lo sa…magari per strada a parlare con le panchine. Spero di continuare in questa direzione
dove posso essere libera di esprimere quello che sento in quel momento. Soprattutto spero di
continuare a lavorare con Susanna perché è un continuo scambio. Ho imparato molto da lei. La
strada è lunga e molto varia.

Marta Astolfi

 

 

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