Intervista a Pino Quartullo

Aver fatto architettura è stato molto importante per acquisire una procedura standard, che è fondamentale per ogni cosa si voglia creare in arte

“Quando eravamo repressi 3.0” compie 26 anni. Dopo una lunga storia alle spalle, la commedia è in scena al Teatro Ghione di Roma dal 19 al 30 ottobre. Ci viene riproposta in chiave moderna e il tema delicato che viene affrontato è quello dello scambio di coppia.

Fenomeno diffuso già negli anni Settanta e Novanta, ancor oggi vive attraverso la rete e i tanti siti web in cui vengono postati molti annunci. C’è chi prova per la prima volta, mentre invece alcune coppie ne fanno addirittura uno stile di vita tradendosi consensualmente, credendo, in fondo, che  questa pratica possa migliorare i propri problemi.

Un viaggio che ci conduce in un mondo particolare: un assurdo che si vede fare ad altri facendoci così accostare a un genere di vita e di argomenti ai quali non siamo avvezzi.

Pino Quartullo ha, quindi, rivoluzionato la sua commedia, e per l’occasione lo abbiamo incontrato. Andiamo a scoprire insieme quali sono i suoi pensieri.

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Dall’architettura alla recitazione. Quanta strada e quanta differenza?

La facoltà di Architettura è stata molto importante per me, perché in qualche modo mi ha fatto scoprire delle coordinate e dei parametri progettuali che poi, qualsiasi cosa ho fatto nella mia vita – in maniera progettuale e artistica – mi sono ritrovato.

Quando, come studente di architettura, dovevo progettare una chiesa oppure un ospedale o un’abitazione, partivo da una ricerca su tutto quello che storicamente è stato fatto riguardo a uno specifico edificio. Quindi esaminavo tutte le chiese, tutti gli ospedali e tutti gli altri edifici, che fino al quel momento erano stati costruiti, per avere una storia dell’edificio. E poi facevo una ricerca sul territorio, cioè del luogo in cui questi progetti venivano collocati.

Quando si affronta un personaggio o si deve scrivere una sceneggiatura o fare una regia, in qualche modo ci si documenta in modo simile, perché si va a fare una ricerca delle varie versioni di quel determinato spettacolo e di come è stato messo in scena, per capire come altri registi hanno fatto la loro regia. Inoltre, mi adeguo agli attori e al luogo in cui si deve fare lo spettacolo (teatri, architetture o spazi all’aperto); quindi, a seconda di dove viene fatto lo spettacolo, cambia la regia dello stesso.

Anche quando devo interpretare un personaggio, come attore, vado a vedere le precedenti interpretazioni, per lavorare sul personaggio, immaginando tutto quello che è stato descritto nel testo e che è fondamentale per quel personaggio.

Aver fatto architettura, quindi, è stato molto importante per acquisire una procedura standard, che è fondamentale per ogni cosa si voglia creare in arte.”

Quindi il teatro e il cinema sono un po’ come costruire?

Certo. Ogni opera cinematografica o teatrale è comunque una costruzione, è sempre qualcosa che si crea. Poi rimane un edificio in mattoni, ne può derivare un supporto digitale, una pellicola oppure il video di uno spettacolo teatrale.

Purtroppo il bello e brutto del teatro è che passa come l’uomo, passa e finisce, ma è forse questa la cosa più magica del teatro, irripetibile, che si vive in quel momento e basta.”

Dalla regia cinematografica a quella teatrale: quali le differenze?

E’ più facile per me dire dal teatro al cinema, in quanto spesso ho fatto delle opere teatrali che sono passate al cinema. Quest’ultimo ti racconta con le immagini, è il regista che decide cosa il pubblico deve vedere. Egli stesso narra in maniera chiara ed evidente dei particolari.

In teatro è lo spettatore che fa gli stacchi sugli attori, decidendo di guardare un attore invece di un altro, di guardare un particolare della scenografia o di distrarsi e ascoltare la musica dello spettacolo.

E’ il punto di vista del regista che è diverso: in teatro è il pubblico che decide cosa guardare, al cinema è il regista che lo stabilisce.”

Perché riproporre un soggetto già messo in scena e scritto 26 anni fa?

Questa commedia, “Quando eravamo repressi”, è stata rappresentata nel ‘90/’91, poi ripresa nel ’98 da un’altra compagnia formata da Chiara Noschese, Giampaolo Morelli (L’ispettore Coliandro) e Federica Di Martino; alle origini c’erano Alessandro Gassman, Francesca d’Aloja  e Lucrezia Lante della Rovere.

Questa nuova edizione naturalmente racconta che negli anni la problematica dei giovani che hanno il calo del desiderio non è cambiata, ma aumentata, semmai. Perché sempre più spesso, sempre prima i giovani oggi conoscono e hanno tutto, non avendo né limiti né proibizioni.

Anche il modo di fare sesso, recentemente, è molto cambiato, grazie a delle applicazioni sul cellulare che permettono di farlo ovunque e con chiunque. Questa facilità odierna tra le persone di fare sesso è incredibile. Questo bruciare le tappe, forse, porta a una stanchezza maggiore, magari facendo un’indigestione dovendosi, poi, purgare.

Ritiene che lo scambio di coppia possa veramente aiutare a risolvere i problemi della coppia stessa?

E’ divertente vedere come oggi le coppie ventenni sentano un po’ la noia del rapporto, sentendosi un po’ prigioniere, forse perché subentra anche il calo dell’attività sessuale. Quindi molte coppie che si vogliono bene, invece di tradirsi, come spesso accade da ambedue le parti, nel caso dello scambio di coppia decidono di tradire insieme, ossia di fare sesso con altre persone di comune accordo.

Questo può sembrare perverso, e per assurdo è anche un modo leale che può ravvivare la relazione. Non so se sia risolutivo, anzi penso che peggiori la situazione ed è quello che ho voluto raccontare nella mia commedia.

Quello che conta, a mio avviso, sono i rapporti sentimentali, l’amore e le relazioni tra le persone, al di là del sesso e di quanto e come se ne fa.

Circa le due coppie di giovani, ve ne è una alla prima esperienza e l’altra fa lo scambio tutte le settimane, e nonostante i litigi e le varie fasi per vivere lo scambio di coppia, penso che i sentimenti vincano su tutto al di là del sesso.”

Annalisa Civitelli

 

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