Intervista a Pio Spiriti

Altrettanto importante, non dal punto di vista pratico ma da quello psicologico ed artistico, è l’interpretazione del significato simbolico del cielo, gli elementi, ed i corpi celesti che, non a caso, sono sempre stati una fonte primaria di ispirazione per i poeti, pittori e musicisti.

Trascinati da una musica trascendentale che rievoca il mare scopriamo la persona di Pio Spiriti. L’immersione nelle sonorità così evocative ci presentano il violinista, polistrumentista, arrangiatore e compositore quale è, guidandoci verso un senso storico che l’artista sente insito in lui e ricerca attraverso le melodie.

Sin dall’età di 8 anni inizia a studiare musica con Orazio Di Pietro, famoso jazzista di Latina. Nel 1992 si diploma in Violino sotto la guida del Maestro Fausto Anzelmo, per proseguire poi il perfezionamento con altri illustri Maestri.

Nel corso della sua carriera entra in contatto con il pianoforte, la chitarra, e la fisarmonica, tanto da avvicinarlo al pop e renderlo, in tal senso, poliedrico sotto molte sfaccettature musicali. Infatti, dal 1996 si discosta dall’intensa attività sinfonica concertistica da solista, per approcciarsi al mondo della musica pop italiana e internazionale.

La sua presenza, sia in TV sia in concerti, lo conduce a collaborare con molti artisti, tra Cocciante, Zero, Morricone, Pausini, Concato, Antonacci, Venditti, Ruggeri, Morandi, De Gregori, Mannoia e tanti altri; ma la collaborazione più incisiva inizia nel 1993 fino al 2013 con Claudio Baglioni, come violinista ufficiale, e al quale dona tuttora il suo sapere.

Cinque le registrazioni CD live come violinista polistrumentista nelle registrazioni dei tour: Crescendo (2003/04); Cercando (2004); Tutti qui tour (2007); Q.P.G.A. Tour (2008); Granconcerto tour (2008/09); Concertopera Tour (2009); e cinque registrazioni DVD di cui l’ultimo One Word Tour (2010), con la possibilità di calcare i palchi più importanti del mondo come Melbourne Concert Hall, Olympia di Parigi e Royal Albert Hall di Londra. Infine, Capitani Coraggiosi, che vede la coppia artistica Baglioni – Morandi sui grandi palchi italiani e internazionali.

Come la sua presenza artistica nell’ultimo brano in cammino dal progetto Con Voi, lavoro discografico di Claudio Baglioni dell’ottobre 2013.

Pio Spiriti, però, oltre che collaborare con i grandi, viaggia anche per conto proprio grazie al suo ingegno. Nel 2000 nasce il progetto ArcoPiano – Live Music Moment, con il quale, insieme a Louis Tarantino, svolge un’attività rivolta ad allietare momenti speciali delle nostre vite. Tra violino e pianoforte ci si potrà perdere nella magia della musica, sia classica sia da DJ set, per momenti conviviali. Inoltre ricevendo consensi positivi da parte della critica, considerandoli spiazzanti, eleganti e di grande talento.

All’attivo due CD: nel 2011 il suo esordio con Triskell: il Concerto (ed. musicali Videoradio/Raitrade); nel 2015 Fai Spazio al Cuore, un coinvolgente quadro interpretativo di colonne sonore con due inediti (Fai Spazio al Cuore e Lungo la strada).

Di seguito l’intervista

 

Melodie strettamente legate a immagini. Una musica impegnata, romantica, e profondamente positiva. Non rimanendo in superficie penetra toccando i sentimenti. Quanto valore ritiene possa avere tutto questo bagaglio portato dalle note che esprime?

Il criterio deriva da una scelta legata dal grandissimo valore e alla grande popolarità di queste composizioni, che definirei “epiche”. Il sodalizio delle due arti, (cinema e musica) a mio avviso raggiunge la quasi perfezione.

Il tutto miscelato da una voglia infinita di staccarsi anche solo per la durata del film dal mondo reale, cosi da catapultarsi in quel paradiso chiamato “amore” avvolti nella musica che emoziona.

Dall’ascolto di “Triskell: il Concerto” si svela un Oriente toccante e coinvolgente. Quale viaggio ha intrapreso per condurci fin lì?

Il viaggio di un’uomo, che corre verso la ricerca di un “tempo”, direi primordiale. Che si è nutrito e si nutre ancora dell’energia del sole che riproduce vita. La “Creazione”, il “mistero” per eccellenza!!

Rappresentato in una composizione musicale di tre tempi, “3”, Terra, Acqua, Fuoco, il “tre” che resiste dall’avvento del cristianesimo ad oggi in adozione al valore della “Trinità” ma anche al concetto di “esistenza” in generale.

3 le fasi solari (alba, mezzogiorno, tramonto)
3 l’età dell’uomo (infanzia, maturità, vecchiaia)
3 aspetti del tempo (passato, presente, futuro)
3 gli elementi del mondo (terra, acqua, aria) che con il loro movimento rappresentano il 4° movimento (il fuoco).

Il tutto rappresentato in questa inedita composizione dal titolo “Triskell” ad omaggiare il mistero della creazione.

Come vive e percepisce la situazione dei quei paesi in difficoltà in quelle aree così particolari?

 Credo sia difficilissimo rispondere con concretezza a questa domanda. Comunque la vivo con determinata preoccupazione. La percezione è quella di un senso di impotenza, le soluzioni proposte dagli stati del potere, sono ridicole e prive di logiche di sopravvivenza.

Potrei definirli “stati-attori” “lobbies-spregiudicate” e buonisti di facciata. In un mondo segnato dalla diseguale distribuzione della ricchezza, non si può prevedere una uguaglianza e giusta distribuzione di beni.

Questo porta a differenze abissali destinate ad aumentare gli squilibri quantitativi e qualitativi della vita qui sul nostro pianeta.

“Eden”: malinconia, sofferenza, un dolore non risolto, ascesa; “Fai spazio al cuore”: mondo orientale, viaggio, ricerca, intimità; “Lungo la strada”: spirituale. “L’altra faccia della Luna”: oscurità, tormento. A ogni musica leghiamo parole?

Assolutamente si.

Ogni composizione deriva da uno stato d’animo, da un desiderio di profondità e materia, lotta furibonda tra il bene e il male, distacco tra il “vivere” un esperienza e “sentirla” intimamente. E’ sempre “lei” che genera dubbi l’ inseparabile mente incommensurabile spazio dove viaggiare ogni giorno, per poi inesorabilmente perdersi li dove, comincia il Divino.

Per chi crede ci sia qualcosa al di là del cielo, ovvio.

Quanto del suo credere incide nei suoni? Misticismo e/o mistero?

 Direi determinanti e incalzanti.

Non si può caratterizzare un stato interiore se non si ha a disposizione una valigia piena di suoni con cui vestire i pensieri e le idee musicali. Di questi se ne è alla ricerca disperata e sempre di più, per ottenere i più grandi risultati. Quelli di appartenere e avvicinarsi con delicatezza all’orecchio ed al cuore degli ascoltatori.

Gli elementi e la Luna. Quanto valore?

Da sempre l’uomo rivolge lo sguardo al cielo e agli elementi, per trarne informazioni, ma anche emozioni straordinarie. L’alternanza giorno e notte ad esempio e il corso degli astri hanno aiutato gli uomini di ogni epoca a scandire il tempo, dirigere il loro cammino, quindi la capacità di interpretare i messaggi del cielo, la luna, riveste da sempre un’importanza pratica fondamentale.

Altrettanto importante, non dal punto di vista pratico ma da quello psicologico ed artistico, è l’interpretazione del significato simbolico del cielo, gli elementi, ed i corpi celesti che, non a caso, sono sempre stati una fonte primaria di ispirazione per i poeti, pittori e musicisti.

Anche per me lo è stato. I colori del cielo come il mare esprimono diversi sentimenti: l’azzurro indica la purezza e la felicità, mentre il grigio e il nero suscitano tristezza e malinconia. Il tramonto e l’alba, momenti di transizione verso la notte e il giorno, sono sempre stati interpretati dai poeti e artisti in genere come momenti di meditazione.

 La collaborazione con Baglioni in che modo ha favorito il suo accrescimento professionale, e nel modo di suonare cosi avvolgente su parole molto poetiche?

Claudio è un grandissimo artista, sia dal punto di vista musicale, sia su quello poetico. Credo ce ne siano veramente pochi che scrivono testi come lui. Se in più ci mettiamo che è rigoroso, pignolo, perfezionista, facciamo presto a capire che da lui si può solo che apprendere metodi e informazioni utili per l’accrescimento personale. Il bagaglio personale della musica bisogna averlo a priori.

Faccio sempre notare poi alle persone che mi chiedono di Claudio, che il mio ruolo con l’artista è duplice, infatti prima di diventare un suo musicista sono da sempre stato un suo fan, e quale migliore condizione può permetterti di lavorare oltre che con la testa  e le dita anche con il cuore.

Questo penso che Claudio lo abbia capito, e forse proprio per questo che ho un bellissimo rapporto anche con il mondo dei fans di Claudio.

Il duo Spiriti- Pagani? Ci parli di questa unione artistica.

Conosco Roberto Pagani dal 1998, insieme abbiamo iniziato una collaborazione che non è mai stata interrotta in tutti questi 16 anni di lavoro insieme. Questo significa che il feeling che ho con questo “amico”, prima di tutto, poi collega e artista è davvero straordinario. Persino i nostri nomi possono coesistere insieme creando assonanza e curiosità. Spiriti-Pagani.

Proprio Claudio, ci fece notare questa cosa, fu cosi che iniziammo a lavorare per un nostro progetto personale.

Musica a 360 gradi, dalla classica allo swing, dal pop alle colonne sonore, per chiudere con brani di nostra composizione. Questo fa si che nel periodo lontano dalle tournée  il nostro obiettivo è quello di portare in giro per l’Italia un po’ della nostra buona musica, con il sano gusto di poterla interpretare alla nostra maniera.

Venendo da una formazione classica, quanto incide la contaminazione del genere musicale pop? E oggi, perché la necessità di rielaborare colonne sonore famose?

La musica classica rimarrà per sempre lì, sull’olimpo per quanto mi riguarda. Intoccabile!!

Ma il fatto di essere partito da lì, mi ha aiutato tantissimo nell’incedere spedito verso un modo di fare musica probabilmente più diretto meno complicato. Il “pop” deve conquistare un pubblico passeggero e distratto, quindi deve essere frivolo e leggibile.

Questo ha aiutato anche il discorso di diffonderla, e quindi probabilmente più facile procacciarne lavoro. Anche se oggi la crisi incombe anche lì.

Nel mio specifico, le colonne sonore si avvicinano molto alla musica classica, per questo amo mettermi alla prova provando ad eseguirle alla mia maniera.

Oggi: la musica dove va? Viste tutte le modalità con cui se ne può fruire, questo non comporta un peggioramento o un livellamento delle prestazioni?

Mi piace pensare che questo espediente sensazionale possa continuare a rendere la vita degli uomini un bellissimo film di amore e passione. Spero davvero che non si perda mai la voglia di ascoltarla e praticarla, sarebbe la fine.

Il musicista e l’ascoltatore non appartengono a due diverse categorie socio-culturali. Per me il pubblico ideale è quello che ha tante facce e che si avvicina alla musica con tante e diverse motivazioni. Tutti capiscono a loro modo la musica. Penso addirittura che non ci sia un modo giusto e un modo sbagliato di ascoltarla: ci sono modi più semplici e modi più complessi.

Come Internet, la musica bisogna saperla usare e farla nostra!!

Che ne pensa della scelta di Fedez di lasciare la Siae per cedere i suoi diritti a Soundreef, nuova startup londinese e fondata dall’italiano Davide D’Atri?

La SIAE è un ente mal regolamentato avvolto da strati di nebulosa. Potrei definirla incomprensibile.

Per questo dico che non mi meraviglierei se da qui a breve tutti gli autori e compositori che non rientrino nel famoso “calderone” da dove si attinge solo per pochi eletti, optassero per la stessa scelta di Fedez.

Che ci può dire riguardo la sua esperienza di insegnante? Come considera la situazione scolastica odierna? E come i giovani possono essere contaminati dalla buona musica, visto che la mediocrità sembra avere voce grossa?

Sono felicissimo di far parte di questa categoria. Il motivo?

Semplice…

Il fatto di poterla insegnare, divulgare, farla ascoltare e persino praticarla, imparando ai miei allievi  a suonare uno strumento musicale. E’ come se in un certo senso, potessi tutelare la musica con le mie mani.

La scuola non vive certo di momenti entusiasmanti, ma spero e sono fiducioso sulla possibilità di essere ascoltati e compresi, sulla possibilità di mantenere integro questo confine e di non rimuoverlo.

La musica è “cultura” e per questo va salvaguardata.

 

Grazie a Pio Spiriti per il tempo che ci ha dedicato

Annalisa Civitelli

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