Intervista a Sergio Battista

Sergio Battista: “C’è bisogno di un cambio di marcia nel rispetto della figura femminile, o meglio, verso le persone di sesso femminile”

Dalla musica alla fotografia, un passo, questo, lungo chilometri. Dalle esperienze musicali, infatti, Sergio Battista si avvicina all’arte fotografica sempre più con passione.

Fotografo già da venti anni affina la sua espressione artistica dedicandola agli esterni e alle foto di scena, con un occhio particolare rivolto al teatro.

Il suo percorso lo ha portato a esporre in diversi contesti con mostre personali e collettive. Le più recenti a Milano (maggio 2016) presso lo SpazioGMArte con “Luci e ombre sul palcoscenico” e a Barcellona con “Humans” alla Galleria Background (marzo – aprile 2017).

Artista sensibile e sempre attento a ciò che lo circonda predilige “fotografare ritratti, musica dal vivo e performing art” mentre, di recente, “La voce delle donne”, progetto sul quale lavora da un anno, finalmente vede la luce con l’esposizione presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma. Correlato alla mostra è un libro che vede ventuno ritratti al femminile con affianco il testo, pensiero di ogni donna dedicato al proprio universo.

Crearsi una propria strada non è di certo facile, ma Sergio dimostra, con volontà e costanza, che sogni e interessi si possono trasformare in qualcosa di grande.

“La voce delle donne– considerazioni al femminile riguardo alla violenza di genere”, un progetto che vuole indagare il dramma della violenza sulle donne. Come mai hai scelto di intervenire su una tematica cosi delicata e controversa?

Perché credo, purtroppo, ce ne sia bisogno. Ti fornisco alcuni dati: dal 2006 al 2016 le donne vittime di femminicidio in Italia sono state 1740, nel 2017 siamo circa a 30 mila, e sono numeri che purtroppo cambiano velocemente. Credo sia necessaria una sensibilizzazione.

Il 26 maggio ci sarà alla Camera dei deputati un convegno intitolato ‘La violenza contro le donne nel web e offline: prevenzione e contrasto”. Pensi che la politica faccia abbastanza per risolvere questo problema? Quali misure potrebbe attuare per contrastare un fenomeno cosi dilagante?

La politica, soprattutto quella italiana, è sempre in ritardo rispetto ai movimenti sociali. Comunque è altresì vero che qualcosa è stato fatto, ma sono del parere che il problema riguarda più la sfera culturale. C’è bisogno di un cambio di marcia nel rispetto verso la figura femminile, o meglio, verso le persone di sesso femminile.

Il tuo progetto è solamente in parte fotografico. L’idea è quella di raccontare questa storia, che ne racchiude tante altre, in un libro e attraverso parole e immagini. Ce ne parli?

Volentieri. Nello specifico è un progetto espositivo ed editoriale di fotografia e scrittura, la parte fotografica è stata curata da me, mentre la scrittura è opera delle 21 partecipanti al progetto. Ho dato loro “pagina bianca”, completa libertà di espressione per parlare di tutti quei condizionamenti, quelle pressioni che quotidianamente da donne, spesso sono costrette a vivere. Ne sono venuti fuori testi densi di contenuti e di emozioni che ci portano nel territorio della consapevolezza, della libertà di scelta, nell’importanza dell’educazione.

Quando e dove potremo trovarlo?

La presentazione del progetto con esposizione della mostra fotografica  e reading ci sarà sabato 20 maggio alle ore 16,30 presso la Casa Internazionale delle Donne, in via della Lungara, 19 a Roma. Mentre l’uscita del libro è fissata a fine giugno.

Come hai scelto i soggetti di questa personale? Chi sono queste donne che hanno prestato il loro volto e quali storie vogliono tramandare?

Sono le donne che incontriamo per strada, al supermercato, sono le nostre colleghe, donne di varie professioni e differenti età. Ho iniziato a pescare nella cerchia delle conoscenti, poi spesso loro stesse mi hanno portato loro amiche. Inoltre il progetto vede anche la partecipazione di due attrici figlie d’arte come Arianna Ninchi e Silvia Siravo.

Parlaci di te. Chi è Sergio? E che rappresenta la fotografia per te?

Sergio è una persona convinta che bisogna fare qualcosa ovunque ci siano condizioni di squilibrio e realtà dove la libertà di scelta viene negata. E questo è un tema che mi appassiona molto. Mi tocca emotivamente, e la fotografia, che pratico soprattutto come fotografo di scena e come ritrattista, può aiutare molto ad emozionare, a far giungere un messaggio, a sintonizzare emotivamente su un problema. L’immagine attraverso gli occhi arriva al cervello e li iniziano i collegamenti, le suggestioni. Si comincia a pensare. Mettere in moto il pensiero, in fondo, è il compito di tutte le arti.

Prossimi appuntamenti? Che strada percorrerà questo progetto?

Dopo la presentazione del 20 maggio, a giugno ci sarà la presentazione del libro, poi probabilmente altre presentazioni e altri eventi. L’agenda è ricca di potenziali appuntamenti. Per chi vuole essere informato tutte le informazioni verranno date sulla pagina Facebook “La voce delle donne.

Marta Scandorza

 

 

 

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