Le parole accanto

La poesia: un Universo che non si può spiegare, esiste

Michela Zanarella è al suo nono libro di poesie: “Le parole accanto”. Di origine veneta e romana di adozione, scrive liriche sin da giovane. Quest’ultimo, come lo definisce lei stessa, è “il libro più maturo” tanto da far immergere il lettore in un mondo intimistico e denso di una profonda osservazione

L’insieme di versi, che si propaga dalle pagine del testo edito da Interno Poesia e pubblicato grazie a un progetto di crowdfunding in collaborazione con Produzioni dal Basso, sembrano scaturire da ampie e delicate riflessioni rivolte a se stessi. Ma anche composte da una visione a tutto tondo della natura, dalla quale si può trarre sempre ispirazione.

Più che di liriche il volume si compone di cinquanta componimenti che a noi piace definire racconti. Essi abbracciano una moltitudine di mondi affettivi invasi di dolcezza e di calma, tanto invitanti al punto di catturare tutti in una totale immersione di suadenti emozioni e di versi intrisi di sole, silenzio, pace, vita, contatto, persone – gli amori più cari –, animali, montagne, mare e silenzio.

Attraverso queste istantanee gli stati d’animo, come la protezione, ci inducono a un ristoro lento e progressivo, coadiuvandoci a una personale meditazione delicata e sonora. Ci si lascia dunque andare in un mare infinito di parole ben pensate, unite con uniformità, che mai stanca ma attrae, per donare un’eco forte nell’intimo umano.

La Zanarella quindi descrive la genitorialità con delicatezza nella poesia “In lontananza”, dedicata al padre; la vita invece è espressa in “La vita ti cambia”, grazie alla netta immagine della maternità e la capacità, appunto, di donare la vita; rivede il fratello piccolo in “Diamoci ancora tempo”, in cui proprio il tempo sembra fermarsi di fronte al bene; i nonni rivivono in “Come ieri” e in “Tra i sassi e i ciclamini”, figure che, si percepisce, abbiano vissuto con tenacia, senza mai abbandonare la loro esistenza.

Nei versi di “Madre e figlia” il percorso alla vita è tangibile: si vivono una crescita e una maturazione verso questa virtù. La nonna viene sentita più che madre: “Potessi dirti adesso” è uno squarcio nei ricordi lontani, sempre vividi. Anche il cane scodinzola e abbaia tra le parole di “Corri nel vento”.

La silloge oltre a contenere la prefazione a cura di Dante Maffia,  eccelso poeta, romanziere e saggista italiano, che definisce la Zanarella come persona capace di svegliare le coscienze e di rinnovare la sostanza del mondo con il suo “Le parole accanto”, si conclude con la postfazione di Antonio Caponnetto. Egli definisce il testo una sorta di “poetica del ritorno”, come se essa parlasse al cuore e ai sentimenti di ciascuno attraverso il tessuto linguistico-espressivo di cui l’autrice fa buon uso, senza mai cadere nel banale.

Le poesie dedicate ai poeti più cari a Michela caratterizzano le personalità di ciascuno, per prenderne a prestito – come ispirazione – gli elementi peculiari della loro poetica, appunto. Si mettono così in evidenza  sia a livello della scrittura, sia della poesia stessa, i punti essenziali che hanno emozionato l’autrice ma che al contempo risaltano anche le descrizioni delle ambientazioni degli stessi. Il lettore sente l’insieme respirare nei versi.

L’intera opera fornisce dettagli attenti: metafore e immagini in cui ci si può specchiare, ascoltando infine anche la pesantezza del silenzio – “il tonfo del silenzio sulla pelle”, perché esso si sente dappertutto e definisce un’assenza.

Odori, sapori e morte, l’importanza del tempo, disegnano le esperienze della poetessa, che di strada ne ha già percorsa tanta e altra ne farà. “il latte di montagna”, “l’odore allegro delle mele” e “vite spente”, quelle che non ci sono più, è un modo sapiente di lavorare con le parole in piena libertà.

Vediamo inoltre mescolarsi tra le righe luce, ombre, buio, sole, nebbia, panorami montani, ambienti casalinghi, rugiada e ruscelli, che emergono con dovizia e delicatezza, mantenuti dunque vividi nella mente ed espressi grazie a un linguaggio alto e ricercato. Quello che appartiene alla poesia.

Perché essa è un Universo che non si può spiegare, esiste.

Ci si porta dentro, dunque, le parole che noi sentiamo più vicine al nostro essere, appunto “accanto“.

Annalisa Civitelli

 

Biografia

Michela Zanarella nasce a Cittadella in provincia di Padova. Classe 1980, sin da piccola scrive poesie. La sua prima pubblicazione è del 2006: “Credo”. Seguono “Risvegli” (2008), “Vita, infinito, paradisi” del 2009. Dopo due anni esce “Sensualità”, “Meditazioni al femminile” viene pubblicato nel 2012 e l’anno successivo esce “L’estetica dell’oltre”. Nel 2013 e nel 2015 sono gli anni de “Le identità del cielo” e “Tragicamente rosso”. Molte sillogi sono state tradotte in rumeno, inglese, francesce, arabo, spagnolo, serbo, greco, portoghese, hindi e giapponese. Giornalista pubblicista, ha ottenuto il Creativity Prize al Premio Internazionale Naji Naaman’s 2016. La Zanarella è inoltre ambasciatrice per la cultura e rappresenta l’Italia in Libano per la Fondazione Naji Naaman. E’ alla direzione di Writers Capital International Foundation. E’ inoltre socio corrispondente dell’Accademia Cosentina (1511) fondata da Aulo Gian Parrasio.

 

Michela Zanarella

Le parole accanto

Prefazione Dante Maffia

Postfazione Antonio Caponnetto

Interno Poesia Editore

Collana Interno Libri

Genere Poesia

Edizione 2017

Pagine 92

 

 

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