Minchia di re

Una “a” che diventa “o”: una storia di potere e libertà

Sicilia, fine Ottocento-inizio Novecento. La storia di un amore profondo e passionale tra due ragazze, un sentimento estremo in una terra piena di pregiudizi. Una donna che si trasforma in uomo e che inizia una nuova esistenza. Un romanzo delicato e potente, indimenticabile

E allora, sputerò a mare questi sguardi che mi inseguono dappertutto, gli occhi di chi mi maledice, perché non sono come i loro figli. Perché sono una femmina che ride, che gioca coi maschi. Perché corro con la faccia scossa dal vento da Punta Longa a Cala Nera. Senza scarpe. Con i piedi pieni di sangue. Io che so cos’è il piacere. Io che ho i brividi, e loro non sanno nemmeno cosa sono. Mi brucerebbero viva per i miei brividi di vita. Io sono come l’erba, gli alberi, gli insetti, i millepiedi. Libera, ma dannata a essere schiacciata”.

Molti pesci vivono una curiosa metamorfosi sessuale trasformandosi da femmine in maschi. Fra questi c’è la “viola di mare”, molto diffuso in Sicilia, che in questo passaggio cambia forma, livrea e colore. Un caso unico di ermafroditismo, che nell’Ottocento lungo le coste di Trapani veniva chiamata “Minchia di re”.

Mai titolo fu più giusto per questo romanzo di Pilati. Una storia di metamorfosi, col contenuto che resta uguale e la forma che cambia. Si respira l’isola nelle sue pagine: profumo di zagare, sale, lacrime, sudore come i suoi colori irripetibili, i sapori, il sole che brucia, il vento che plasma la roccia. Un posto dunque che condiziona e scandisce la vita di chi ci vive, come Pina.

Suo padre però non le perdona di non essere nata maschio, e la madre è totalmente succube del marito e così tragicamente fatalista, come erano all’epoca le donne meridionali. La ragazza cresce tra giochi con i coetanei maschi, lavori impegnativi e imposizioni paterne. La sua sembra un’esistenza normale e prestabilita, ma quando la sua vera natura farà capolino tutto cambierà.

L’incontro con Sara, una bellissima conterranea, le farà scoprire un lato di sé stessa sconosciuto e inconfessato. È amore a prima vista, reciproco e sincero ma proibito. Dove aver rifiutato un matrimonio combinato e di conseguenza essere stata tenuta prigioniera in casa per lungo tempo, con l’aiuto della madre, Pina convince il padre a lasciarla diventare il figlio maschio che ha sempre desiderato.

Con la complicità delle autorità locali e del paese, smette i panni da donna e si trasforma in Pino, riuscendo in tal modo non solo a sposare la sua amata ma a diventare un vero signore dell’isola. Ma non tutto filerà liscio. Il finale così crudo suonerà come provocazione al paese che ha taciuto la bugia nella quale Pina ha vissuto tutta la vita.

Mi piace guardare il sole quando sono in mezzo alle verdure. Mi apro gli occhi, mi metto le mani sui fianchi e sfido la luce. Fino a sentirmi bruciare il cervello. Non abbasso la faccia, perché lui mi deve scivolare davanti. Quello che conta è che io spengo il sole, con i miei occhi. E lui non c’è più. Allora ho vinto”.

Ispirato a una vera vicenda siciliana, il libro è forte e toccante ed affronta un argomento difficile e delicato come quello dell’omosessualità femminile. L’autore racconta una storia avvincente e vigorosa, malinconica e per nulla banale, trattando questo tema scottante con poesia, senza ipocrisie e bigottismo.

Scritto con uno stile schietto, con molti modi di dire dialettali proprio per restituire realismo alle vicende, “Minchia di re” si snoda attraverso un arco temporale raccontato attraverso flashback ed anticipazioni, nonproprio cronologicamente lineari.

Una storia fuori dagli schemi, tanto lontana nel tempo eppure così attuale, un amore vero e profondo, che può contribuire ad allontanare secolari pregiudizi, frutto di ignoranza e paure.

Matilde de Bisogno

 

Biografia

Giacomo Pilati è un giornalista e scrittore italiano. Ha scritto per diverse testate, tra le quali: “Il Giornale di Sicilia”, “Reporter”, “la Repubblica”, “Il Diario”, “Avvenimenti”, “Bell’Italia”, “Qui Touring”, “Gente Viaggi”, “Dove” e “Cucina e Vini”.

Per le sue inchieste giornalistiche ha vinto diversi premi e il 30 novembre 2012 è stato insignito dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica per motivi culturali. Dal 2000 cura, a San Vito Lo Capo, la rassegna di incontri letterari “Libri, autori e buganvillee”.

Nel 2009 dal suo romanzo “Minchia di re”, pubblicato nel 2004 e ristampato nel 2009, è stato tratto il film “Viola di mare”, vincitore nel “Nice film festival” di New York e del “Capri Peace Award”. Nel 2014 ha pubblicato “In Sicilia rewind” un cofanetto con 5 DVD che ripropongono alcune testimonianze di protagonisti della storia siciliana del Novecento. Nel 2016 ha pubblicato “Morsi d’Italia. Il bello e il buono. Itinerari sentimentali del gusto”, nel 2017 “Piccolo almanacco di emozioni”.

 

Minchia di re

Giacomo Pilati

Mursia Editore

Collana Graffiti

Genere Romanzo

Edizione 2004

182 pagine

 

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