Sono morti ma non se ne sono accorti

Noi siamo insoliti

Nei tempi moderni risuonano vecchie abitudini. Il vivere, il rinascere distaccandosi da internet, incubatore di insolite nozioni, di vite private, gettate su una piazza vasta, mai ristretta fatta di pochi e solidi legami. Tranne che, a volte, si creano giri vorticosi per creare qualcosa di esplosivo.

La scenografia è semplice. Leggii disposti per le letture, musiche di sottofondo, luci, a cura di Mauro Boninfante, a tempo su sfondo nero. L’e-book, Sono morti ma non se ne sono accorti, Sogno Edizioni, scritto a distanza e a quattro mani dalla giornalista Rai Mariaceleste de Martino e Giovanni Smeriglio con prefazione di Patrizio Roversi, è stato presentato al Teatro Millelire di Roma nell’unica data del 12 maggio per la regia di Bornalbini.

Il senso? Molte immagini e situazioni raccontate e declamate da Giulia Bornacin e Michele Albini. Dizione perfetta e studiata, si percepisce, i diversi idiomi recitati ne sono testimoni.
L’apertura ironica è in stile presentatrice TV descrive situazioni attuali quali, per esempio, il mondo dei social network.

Quattro i brani scelti e letti con impronta recitativa professionale. Quattro i dialoghi che accompagnano gli astanti dentro il mondo odierno, quasi come una sorta di studio sociologico fatto di osservazione tramite occhi attenti che scrutano intorno.
Una prostituta ed un cliente, un sacerdote ed un peccatore, cuore e testa, una mamma ed un feto in un utero esterno.
Le dimensioni, che le letture suggeriscono, sembrano quasi surreali, metafisiche. Invitanti a sfogliare tutto il libro il quale titolo rimanda, di per se, all’essere parassita, intrappolato dalle omologazioni sociali che non liberano.

Facebook rispecchia la difficoltà di comunicazione di oggi giorno composta dalle chat, dove nessuno si vede. Si crea, così, una fantasia, si immagina ciò che si trova dall’altra parte.
Dissertazioni che si concentrano tra il vasto mondo dell’Amore dove il sentire è questione essenziale. Di stile.
Il perdono, il credere, il controllo, il non lasciarsi andare perché è da deboli, la voglia che porta verso la conquista e il desiderio, il tradimento. Un’infinita moria delle persone coinvolte sempre più nel mondo virtuale senza più concentrazione del proprio Io, della propria persona, soffermandosi all’apparenza.

Una prostituta ed un cliente contrattano un incontro. La conversazione telefonica e l’incontro da vicino sono motivi scatenanti di dialoghi percettivi, mi devi sentire, verso chi si riconosce giocandosi le proprie confessioni.
L’alchimia, l’attrazione, la voglia immediata di stare insieme, giocando sull’incastro, dove trovo me stessa. Due soli che stanno bene insieme con un oltre dove il concetto di libertà trova spiegazione dentro ognuno di noi in modo differente.

Un prete ed un peccatore si liberano delle proprie confessioni. Dal suicidio, ai pensieri di morte, alla discussione sul perdono e sul perché Dio può avere tanto potere da decidere il destino delle persone che anche il suicido può essere considerato una deviazione di percorso.

Il dialogo sublime, ambientato a New York. Occhiali da sole indossati dal cuore per un look da figo. Ritmato, accenti da dottoressina, lei e da ganzo, lui. L’importanza o meno del controllo, del mantenersi saldi di fronte alle emozioni quali non dipendono dalla testa, ma dal cuore. I battiti sono delle illusioni che danno solo il tempo.
Ci vuole testa per scoprire la via della salvezza.
Chi è il vero leader tra i due?

Ultima e densa conversazione spaziale dell’anno 2181. La parola è divenuta codice e l’anima artificiale. Una mamma che parla con il feto esterno. Essa vive una gravidanza fuori dal suo corpo, può vedere ciò che accade al figlio, dal suo concepimento fino alla sua nascita.
Racconta di un mondo senza sofferenze, dove tutti sono felici e sereni, dove non si vive nessun odio. Quasi un mondo ovattato, sterile al male, preservato, per non ferirsi oltre.

Una scrittura piacevole, quindi, che induce alla lettura di tutti gli altri racconti. Invita a riprendere vecchie e sane abitudini. A riprendere a vivere. Fuori dal web, si intende. Dove il concetto di amicizia lo si interpreta come il legame stretto, sempre presente, fatto di parole.

Per diventare se stessi, riprendersi se stessi dentro il vero mondo.

Annalisa Civitelli

Recensione pubblicata su Momento Sera il 19 maggio 2014

Sono morti ma non se ne sono accorti

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