Antonio Menichella

Quando l’espressività grafica sposa l’impronta scultorea

Sorprendente e innovativo è il linguaggio fatto di immagini e caratterizzazioni del mondo dei mass media. Pittura, fotografia, scultura e grafica, queste le espressioni di un artista giovane e talentuoso. Antonio Menichella e la sua arte, rimando alla Pop Art con semplici tocchi, stimoli del caos quotidiano.

Il panorama artistico italiano contemporaneo è vivace e extemporaneo. I linguaggi moderni offrono spunti interessanti, di impatto e di interesse notevole. Soprattutto se proviamo a soffermarci sulle tecniche adoperate e sullo stile.

Dal 2002, Antonio Menichella, giovane artista pugliese, è portatore di novità con espressione che rimanda alla Pop Art.

Movimento artistico nato tra America e Europa negli anni ’50 e ’60. Attraverso la definizione pop questo tipo di arte identifica un linguaggio che tutti conoscono. Mass media, pubblicità, TV e cinema, mondi delle immagini tipiche della società consumistica. Varie e diverse le tecniche. Ci si avvale di fotografie, collage, assemblages, sculture in gesso.
Anche gli happening e i gesti teatrali erano eco e, improvvisando, l’artista creava l’opera d’arte davanti ai suoi spettatori.

Le origini, di sicuro dovute alla crisi dell’arte non figurativa, hanno portato gli artisti a ricercare nuove espressioni figurative che attingessero da forme della vita quotidiana, tanto che tutte le immagini prodotte dai settori dei mass media, divennero protagoniste e fonte di espressione.
Gli artisti, così, si cominciarono a interrogare sulla riproducibilità dell’arte. Se o come mantenere l’esclusivo carattere dell’opera d’arte o se farla conciliare con la realtà dell’epoca industriale. Nacquero, in questo modo, diversità di stili e tecniche.
Meccanicità e recupero delle avanguardie del ‘900 divennero le principali.

Antonio Menichella è nato a Foggia. Classe ’76, dedica la sua attività alle arti visive. Si muove tra pittura, scultura, fotografia e grafica con colori sgargianti, vivi e, con illustrazioni che rimandano a vecchie pubblicità. Di messaggi reconditi se ne scovano. All’interno dei quadri l’attuale viene espresso come una ricerca della fantasia, un evadere dalla realtà per un vivere migliore, cercando di aiutare l’essere umano a elevarsi e a ricercarsi.

Lo sguardo interno coadiuva l’osservazione verso le donne.

Durante gli anni 2002-2005 i loro volti diventano simboli di epoche, rievocazioni dell’arte, la seduzione è provocante e il pop indicativo. Tra il 2006-2010 all’oggi scopriamo sfaccettature di colori, rimandi a mondi infantili, volti con le cuffiette e, credo, stimoli che mettono in risalto cervello e denaro, come fossero perdizione e sonnolenza del nostro quotidiano.

Antonio Menichella definisce la sua arte irrequieta capace di interpretare stati d’animo riguardanti la società attuale, che probabilmente appartengono un po’ a tutti. Già dal 2002 partecipa ad esposizioni, rassegne nazionali e internazionali.

Espone al Museo Pino Pascali di Polignano a Mare (BA) oltre che a Roma, Milano, Madrid, Napoli, Trani e altre città proseguendo la sua collaborazione con gallerie e gruppi artistici.Poliedrico, Antonio Menichella, compare anche in TV per alcuni programmi circa attività artistiche di laboratorio.
Nel 2009 vince un concorso riguardo la progettazione del marchio/logotipo per il Laboratorio Urbano Bollenti Spiriti e intraprende l’attività di docente insegnando disegno e Storia dell’Arte, Arti visive e Linguaggi artistici/visivi.

Avendo avuto l’opportunità di visitare il Sito Web dell’artista ( http://www.antoniomenichella.com ), ciò che ho trovato di forte impatto sono la sua espressività grafica e la sua impronta scultorea. I suoi progetti comunicano energia e precisione, mentre le sue lampade come la sua originale scacchiera sono innovative e ideati con materiale quali metallo e bulloni. Voci dinamiche, quasi come a uscir fuori dal suo corpo per urlare questo sono io, queste sono le mie voci interne, la mia espressione.

Visioni diverse che comunicano la sua vera strada e che si adattano anche agli ambienti architettonici che trovano sempre nuove soluzioni.

Ci auguriamo di poter assistere a un’esposizione romana per conoscere da vicino sia Antonio Menichella che le sue opere, degne di un’impronta decisa e simbolica di questo caos quotidiano che offre mille stimoli ai quali poter attingere.

Annalisa Civitelli

Recensione pubblicata su La Nouvelle Vague il 13 novembre 2014

Antonio Menichella. Quando l’espressività grafica sposa l’impronta scultorea

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