Arnoldo Foà

Foà lascia un vuoto nel teatro italiano

Poliedrico uomo, si dimena in modo sublime tra teatro, poesia, scrittura ed uso della voce. Ha conosciuto la storia, il fascismo, ha combattuto per far si che il mestiere da lui scelto lo rendesse un grande umile attore

Roma, martedì 14 gennaio 2014 – Il numero 11 nel panorama artistico non sembra essere di buon auspicio. Personaggi come Fabrizio De Andrè e Mariangela Melato sono morti lo stesso giorno a distanza di anni. Sabato 11 gennaio, a Roma, anche Arnoldo Foà ha deciso di andare a fare loro compagnia. La camera ardente è stata allestita il 13 gennaio dalle 10 alle 19 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, dove 16 si è tenuta la cerimonia laica per l’ultimo saluto. La moglie Anna Procaccini ha espresso il desiderio di voler seppellire il marito nel Cimitero Acattolico di Roma con la speranza che diano consenso positivo. Molti messaggi di cordoglio da parte di persone illustri, quali Veltroni che ha detto: “Non dimenticherò mai il suo sguardo ironico, il suo sorriso. Ricordo che era la ‘voce’ alla radio di Federico Garcia Lorca. Milioni di persone ad ascoltarlo. Testimonianza di un paese che è migliore di quello che sembra”. All’ex Sindaco della Capitale si è aggiunto il pensiero del ministro dei Beni Culturali e del Turismo Bray, “Protagonista della vita culturale italiana del 900, Foà ha riassunto in se molteplici doti artistiche esprimendosi sempre con grande sensibilità. Sono vicino alla famiglia in questo momento di dolore”.

Arnoldo Foà ha lasciato un grande vuoto nella cultura italiana all’età di 97 anni. Nato a Ferrara nel 1916, appena ventenne si trasferisce a Roma. Frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia dopo aver abbandonato gli studi di economia e commercio. Durante l’università si diletta nella recitazione teatrale presso la scuola “Luigi Rasi” sotto la guida di Raffello Melani. Foà persevera nel suo costante interesse, ma nel 1936, essendo egli ebreo, a causa delle leggi razziali fasciste, gli viene impedito di lavorare e di terminare la frequentazione al Centro Sperimentale. Tramite nomi fittizi, tra i più famosi Puccio Gamma, Foà sostituisce gli attori malati nelle loro parti. Pompiere è il termine che in gergo veniva utilizzato per questo ruolo. Foà lavora con compagnie teatrali prestigiose, tra le quali Cervi-Pagnani-Morelli-Stoppa e Ninchi-Barnabò. Nel 1946 si rifugia a Napoli dove comincia a lavorare come capo-annunciatore e scrittore della Radio Alleata PWB. Comunicherà la notizia dell’Armistizio dell’8 settembre 1943. Alla fine della guerra Foà torna a calcare le scene teatrali con importanti compagnie collaborando anche con Visconti. Insieme alla Compagnia del Teatro Nazionale (Teatro dell’Opera di Roma) lavora per Guido Salvini e nel 1945 entra nella Compagnia di Prosa della RAI svolgendo la sua attività fino agli anni ’80.

Foà sarà presente in teatro, in televisione e nel cinema. Personaggio poliedrico, è riuscito ad interpretare con passione, incisività ed attento studio opere di autori greci, di Pirandello, di Goldoni, di Shakespeare e tanti altri, nonché da regista, recitando La Pace di Aristofane, Diana e la Tuda di Pirandello. Si deve ad Arnoldo Foà la fondazione dell’EIAR e della Radio RAI. Partecipa a molte trasmissioni in cui dibatte con autori, registi ed attori, tra cui Cervi, Ninchi e Morelli. Dagli anni ’50 diventa anche doppiatore prestando la sua voce, dal timbro inconfondibile, per numerosi documentari e ad attori famosi. Autore di libri e lettore di poesie, Arnoldo Foà è stato un attore completo a livello artistico. Le giovani leve magari, perché no, potranno cominciare a conoscerlo per assaporare sapori antichi e nostalgici di vecchi modi di lavorare e calcare le scene. Eleganza ed umiltà sempre da prendere in considerazione per chi volesse essere ricordato come un grande attore.

Annalisa Civitelli

Articolo pubblicato su La Città Metropolitana il 14 gennaio 2014

Foà lascia un vuoto nel teatro italiano

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