Il Premio Strega

Tra passato e presente

Lo scorso 6 luglio si è tenuta la premiazione della Settantunesima (LXXI) edizione del Premio Strega nella splendida cornice del Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma. Manifestazione promossa dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con BPER Banca e Toyota Motor Italia, ha visto come vincitore Paolo Cognetti, con il romanzo “Le otto montagne” edito da Einaudi. Occupandoci di libri abbiamo così approfondito la storia di questo Premio fino a descrivere l’ultima edizione 2017 

E’ il premio letterario più prestigioso d’Italia, gode di grande fama in Europa e nel mondo: stiamo parlando del “Premio Strega”, concorso letterario che si disputa annualmente e che assegna la vittoria all’autore/autrice di un libro pubblicato tra il 1° aprile dell’anno precedente ed il 31 marzo dell’anno in corso. Deve il suo nome a Guido Alberti, proprietario della casa produttrice del Liquore Strega. All’interno del salotto letterario di Maria e Goffredo Bellonci, si istituì il premio a Roma, nel 1947, ricollegandosi anche alle storie sulla stregoneria di Benevento e risalenti ai tempi dell’antichità classica.

Siamo nel dopoguerra ed è dunque facile immaginare come il Premio diventi un traino per il mondo della cultura italiana, distrutto dalla dittatura fascista e dal conflitto. Nel salotto letterario della Bellonci, cominicarono così a riunirsi amici, giornalisti, scrittori, artisti e letterati, come anche persone appartenenti a diverse fazioni politiche: una partecipazione comune di fronte al al dolore e all’incertezza del futuro. Molte idee presero forma ed alcune delle opere premiate, appartenenti al mondo della letteratura classica e contemporanea italiana, sono divenute di fatto anche colonne portanti della letteratura mondiale: da “Il nome della rosa” di Umberto Eco, che ha venduto in tutto il mondo cinquanta milioni di copie, a “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. 

L’ultima edizione ha visto vincere, lo scorso 6 luglio, Paolo Cognetti con “Le otto montagne”, romanzo che racconta il valore dell’amicizia e degli incontri e l’amore per le alte vette. Era il favorito della vigilia e ha confermato i pronostici con 208 voti. All’autore è stato inoltre assegnato anche il Premio Strega Giovani, targa consegnatagli dall’Amministratore Delegato di BPER Banca Alessandro Vandelli. Al secondo posto, ben distanziata con 119 voti, “La più amata” di Teresa Ciabatti, mentre al terzo si conferma Wanda Marasco con 87 voti per “La compagnia delle anime finte”. Al quarto troviamo Matteo Nucci con “E’ giusto obbedire alla notte” con 79 voti, infine al quinto Alberto Rollo con “Un’educazione milanese” con 52 punti.

La giuria, composta da 660 votanti, è così suddivisa: 400 Amici della Domenica (chiamati cosi dal giorno prescelto in passato per le loro prime riunioni); 40 lettori vengono poi selezionati dalle librerie indipendenti italiane dell’Ali, ai quali si aggiungono 200 intellettuali e studiosi – italiani e stranieri – scelti da 20 istituti italiani di cultura all’estero, più 20 voti collettivi espressi da scuole, università e biblioteche.

A presiedere il seggio di consueto è il vincitore dell’ultima edizione: in questo caso Edoardo Albinati,  premiato per “La scuola cattolica”.

Voglio salutare i miei amici della montagna. Viva la montagna“, ha detto sul palco Cognetti, ritirando il premio – la grande bottiglia del liquore Strega – che ogni anno viene data al vincente. “Questa vittoria – ha aggiunto – la dedico proprio alla montagna che è un mondo abbandonato, dimenticato e distrutto. Io mi sono votato a cercare di raccontarla, a fare il portavoce. A cercare di fare il tramite tra la montagna e la pianura e la città“.

Ha poi continuato: “Sono molto critico nei confronti dell’eccesso di comunicazione che viviamo oggi e trovo maggiore profondità in cose diverse dai social. Non sono un eremita, ma ho due anime: una che ha a che fare con la vita nelle metropoli, l’altra che mi spinge verso la solitudine di certi paesaggi”.

Tutti e cinque i romanzi prendono forza dal luogo dove sono ambientati: il libro di Nucci descrive un’umanità marginale, nei recessi del fiume Tevere; la Ciabatti ambienta la sua storia a Orbetello, conducendo un’analisi introspettiva volta a capire chi era veramente suo padre; la Marasco , invece, parla di Napoli rappresentandola come una grande madre; con Rollo, infine, andiamo a Milano, maestra di decenza, rigore, attaccamento al lavoro.

La serata della premiazione è stata condotta dalla giornalista Eva Giovannini ed è andata in onsa su Rai3, in seconda serata.

 

Qualche curiosità…
  • Il primo autore a ricevere il Premio Strega è stato Ennio Flaiano con il libro “Tempo di uccidere”, nel 1947
  • A settant’anni dall’istituzione, dieci donne hanno vinto lo Strega: la prima donna protagonista fu Elsa Morante nel 1957, seguita da Natalia GinzburgAnna Maria OrteseLalla RomanoFausta Cialente, Maria BellonciMariateresa Di LasciaDacia MarainiMargaret Mazzantini e Melania Gaia Mazzucco
  • Soltanto lo scrittore Paolo Volponi ha vinto due volte il Premio: sia nel 1965 con “La macchina mondiale”, sia nel 1991 con “La strada per Roma”
  • Nel corso del tempo, tuttavia, il Premio Strega subisce delle piccole modifiche: fino all’edizione del 2014 esso era assegnato ad un solo scrittore, in quanto non si erano mai verificate parità allo spoglio dei voti. Nel 2006 però, a pari merito con “Caos Calmo” di Sandro Veronesi, anche la Costituzione della Repubblica Italiana ha ricevuto un Premio Strega onorario, al di fuori della classica competizione
  • Gli effetti commerciali della gara sono importanti: la vittoria comporta l’attraente prospettiva di un incremento del 500% di copie vendute

Matilde de Bisogno

 

 

 

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