La cena delle verità

Il segreto è servito

Amore, bugie e verità inconfessate sono gli ingredienti di portate dal retrogusto amaro, bocconi difficili da digerire conditi di malinconia e rimpianti. Dulcis in fundo, un finale inatteso che stravolge ogni previsione

_dsc6017Tra gli spettacoli del Fringe Festival 2016 non è passato sicuramente inosservato La cena delle verità, un testo di Francesco Rizzo portato in scena dalla compagnia Cantine Teatrali grazie a Sandro Calabrese e Nora Godano, con la regia di Andrea Di Vincenzo.

Un soggetto intrigante, quasi cinematografico, interpretato da ottimi protagonisti che ci guidano in un susseguirsi crescente di eventi, fino all’inaspettata climax conclusiva.

Giunti ad un punto di non ritorno nella loro vita matrimoniale, due coniugi decidono di darsi un’ultima possibilità per salvare il proprio legame rivolgendosi ad un grande luminare della psichiatria, il quale assegna alla coppia, come terapia, l’organizzazione di una cena nella quale le portate saranno i loro segreti. Tre per ciascuno.

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In una stanza dotata di vetro unidirezionale, i due allestiscono il tavolo con grande cura, preparando, nei rispettivi vassoi, i piatti da servirsi reciprocamente. Qualche battuta ironica come antipasto, altre rivelazioni inaspettate a seguire e, per entrambi, il piatto forte che stravolge il loro destino servito, ovviamente, alla fine.

Impossibile distogliere l’attenzione dalla scena per l’intera durata della pièce: Nora Godano e Sandro Calabrese dimostrano una sintonia perfetta tanto nella gestione del ritmo della recitazione quanto nell’uso del corpo e degli oggetti di scena.

Il testo, mai banale né tantomeno scontato, ha un ritmo sempre e intenzionalmente sostenuto e cadenzato, che cattura l’attenzione dello spettatore guidandolo nella narrazione della vita e delle vicende della coppia.

Eccellente anche la scelta estetica in merito all’allestimento scenografico. Tutto, dagli arredi agli oggetti fino ai costumi, è semplice, lineare e al contempo studiato e curato nei minimi dettagli e impreziosisce lo spettacolo conferendogli un tangibile valore aggiunto ( splendida la Godano in abito lungo rosso fuoco ).

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Il testo di Francesco Rizzo evidenzia efficacemente le difficoltà di coppia riscontrabili nella nostra generazione: l’incomunicabilità, il cinismo, il sarcasmo di alcune espressioni verbali, i rinfacci, la mancanza d’intenti comuni e di volontà, la presenza – assenza reciproca che ritorna nella domanda “Ci sei veramente? “.

Tutto ciò condiziona negativamente la capacità di entrambi di guardare nella stessa direzione superando i fisiologici momenti di crisi, ai quali spesso viene dato un peso superiore a quello reale, causando esiti infausti, pur tuttavia evitabili.

La cena delle verità è quindi uno spettacolo che merita la giusta menzione dal punto di vista del contributo artistico nel Fringe 2016. Una performance efficace e convincente, che speriamo fornisca anche degli adeguati spunti di riflessione allo spettatore, quale è il compito specifico di un’espressione artistica antica come il teatro, nell’eterna analisi delle imperscrutabili vicende umane.

Elena D’Elia

Foto: Sergio Battista

 

 

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