Principesse e sfumature. Lei, lui & Noialtre

Siamo mai abbastanza?

Durante la manifestazione si colgono sempre le innumerevoli possibilità di conoscere persone e di osservare l’andamento attuale del teatro off. Tutto ciò è inevitabilmente fonte di riflessione, e fornisce nuove prospettive per trarne il meglio nella descrizione del loro mondo interiore

_DSC5552Ci troviamo di fronte a Chiara Becchimanzi. Lei, giovane attrice, dinamica, energica e multitasking si presenta in accappatoio bianco e una crema per il viso tra le mani. Sul palco una sedia, un paio di scarpe nere con il tacco, due porta abiti che fungono da separè, e un leggio con su una giacca di pelle. Rigorosamente in nero, Chiara ci introduce nel mondo complicato dei sentimenti e del sesso. Quello odierno.

Principesse e sfumature. Lei, lui & noialtre, presentato dalla Compagnia Valdrada, nata nel 2010, è un testo elaborato e ironico. L’artista stessa collabora con Giulia Vanni e Monika Fabrizi (under 35) per costruire una cultura libera, accessibile e partecipativa che si avvicini alle giovani generazioni. Versatile, abbraccia diversi campi teatrali – satira, movimento espressivo, commedia, musica dal vivo e stand up comedy – mescolandoli con ironia e attenzione al gioco teatrale, inventando nuove regole.

Con questo spettacolo scopriamo una Chiara poliedrica e piena di entusiasmo. Mettendoci davanti a confronti generazionali, la favola del bello esplode fra gli stereotipi generazionali, con i quali siamo cresciute noi donne.

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Immaginando di essere eterne Principesse, nasce, in questo modo, il gioco del non accontentarsi, mito delle generazioni degli adolescenti negli anni ’80 – ’90. Lo specchio passato si rivolge a quello del futuro, e la rincorsa del bello e della perfezione moderna capovolgono e distorcono l’immagine del nostro senso femminile.

Esempi sarcastici di una felicità indotta nonostante non ci siano le condizioni sono le telenovelas – Topazio – e le favole – Pollyanna e Cenerentola – per farci interrogare sul perché essere felici a tutti i costi.

Oggi giorno, infatti, non si può paragonare la felicità alle condizioni lavorative attuali e all’amore, per il quale le controversie sono innumerevoli e, di base, la comunicazione è labile. Con un’ottima mimica e presenza scenica Chiara Becchimanzi gioca con sé stessa e con il pubblico, improvvisando e sfondando la quarta parete.

50 sfumature di grigio, best seller che ha venduto innumerevoli copie, è messo a confronto con i capisaldi della letteratura. Neanche a parlarne, perché il libro difetta di grammatica, di momenti erotici e di sensualità che appiattiscono il gergo dell’amore e del sesso.

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Travestendosi da professoressa, e ricordando un po’ la forma caricaturale della Marchesini con la sua Merope Generosa, indossa un paio di occhiali fucsia, investendo sulle espressioni facciali e interpretando il passo del libro, quale sembrerebbe essere quello più esplicativo e significante.

Da qui un mare impetuoso indaga i vari comportamenti, sia femminili sia maschili, a letto. Dalla prima esperienza in poi: nel momento dell’atto amoroso quante attenzioni dare e come darle. A chi pensare e quanto tempo trascorrere con il partner, se questi non corrisponde all’esatta immagine che desideriamo?

Assistiamo a questo decalogo durante una seduta di psicoterapia. La voce fuori campo, di Beatrice Burgo, simula la voce della dottoressa con la quale l’attrice si interfaccia. Benché la corsa sia apparire a tutti i costi, il punto focale dello spettacolo è appunto il senso di essere sé stessi, senza rubare i segni del tempo alla nostra personale bellezza.

Metaforicamente, Chiara Becchimanzi, insegnante di teatro per bambini, ci fa riflettere sul finale. Un esercizio che ama fare con i suoi allievi, è invitare a salire su una sedia tutte le bimbe, le quali aspettano di essere salvate dai Principi.

Rivoltando l’ottica, le bambine-principesse, sembrano stupirsi della scelta. Mai dire mai, perché anche una Principessa può impugnare la spada a suo modo. Basta saperlo fare per non essere sottomesse e crearsi la propria indipendenza al di là dei modelli-immagini cui siamo assoggettati ogni giorno.

Uno spettacolo che possiamo definire energico e movimentato nel quale le risate fioccano e il pubblico diventa parte attiva di ogni azione sul palcoscenico.

Elena D’Elia – Annalisa Civitelli

Foto: Sergio Battista

 

 

 

 

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