Tre once di lana nera

C’è molta bellezza lassù

 La voce mette in evidenza il testo grazie alla sperimentazione e alle infinite capacità vocali dell’artista, che interpreta una vicenda fatta di solitudine e di stelle. Un distacco e un ritorno; i ricordi si sviscerano in un ambiente che, pulito, è immenso da osservare: il cielo e le sue stelle

1-logoUna ragazza è seduta alla sua scrivania: in compagnia dei suoi appunti, delle sue carte. Si trova all’interno di un Osservatorio. Ha ricevuto una lettera e deve lasciare il lavoro: mette ordine per chi verrà dopo di lei. Riordina anche i suoi ricordi.

Tre once di lana nera, al Roma Fringe Festival 2016, è una nenia. Scritto da Emanuele Principi e diretto da Giacomo Troianello, è un’esibizione priva di movimento, ma interessante perché crediamo sia un ottimo studio sulla voce e le sue molteplici possibilità.

Grazie all’interpretazione di Maria Chiara Tofone, possiamo affermare che il testo portato in scena ha un’impronta drammaturgica ben definita.

2-logo

Silenzi, echi, urla, respiri. Lei attende le consegne dal paese. Pretende che gli altri ascoltino e conoscano il suo mestiere. Lei sa tutto sulle stelle: sull’isolamento e sulla pulizia del cielo. Lo ammira nel suo profondo blu e sente l’aria pulita e fredda. Perché lassù funziona così.

Un lavoro che mette in evidenza la solitudine e Maria Chiara Tofone ne delinea il carattere e il concetto come per il senso di frustrazione. Peso che si palesa quando il lavoro giunge al termine: perché “Un mestiere quando tu lo fai per tanto tempo, si diventa quel mestiere”.

Il monologo è ricco di poesia e rivolge domande a sé stessi e al prossimo. Ci si legge disperazione. La separazione da un luogo abitato per tanto tempo, infatti “Tornare a casa sembra così relativo”.

3-logo

La performance dona immagini. Posizioni e i giochi di luce la rendono quasi perfetta, poiché ogni azione è statica. Tutto si svolge da seduti, tranne qualche breve momento di cambi di scena. Purtroppo questa è una grande pecca, in quanto il tempo non scorre veloce come dovrebbe.

Una pièce sperimentale, dove certo si evincono conoscenza del lavoro all’interno di un Osservatorio e preparazione attoriale, ma che sarebbe risultata sicuramente più dinamica e incisiva se lavorata in diversa maniera, con dialoghi e con l’inserimento di altri personaggi.

Annalisa Civitelli

Foto: Civitas Creativa AC

 

 

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