Un’ora di treno per mille racconti tra Roma e Napoli

Lungo i binari si sbroglia l’immaginazione

Alla prima edizione del Teatro Marconi Festival 2017 molti i linguaggi teatrali, musicali e presentazioni di libri caratterizzano i pomeriggi e le serate organizzate. Una manifestazione dunque ricca e poliedrica, la quale vuole differenziarsi ed essere innovativa sotto tutti i punti di vista

Il luogo: un’ipotetica stazione dei treni. Da qui si dipana un viaggio tra la Capitale vera e propria, e quella del Sud, partenopea. Gemma Topazio e Ciccio Cameo interpretati dai rispettivi Francesca Nunzi e Marco Simeoli ci introducono all’interno di storie e di leggende, fatte di fantasia, di comicità e di varietà, impronte stilistiche ineguagliabili dello spettacolo.

Al pianoforte digitale Andrea Bianchi, che accompagna gli attori e introduce le dieci tappe del tragitto lungo le rotaie. Quindi storiecomportamenti, gelosia, silenzio-arte muta, gestualità, poesia, a letto, inferno poetico, favole e finale, sono le nostre fermate, ognuna con le proprie caratteristiche.

Si decrivono così luoghi comuni e rapporti di coppia; i modi di fare, invece, sono quelli che si adottano quando si affronta il percorso in treno. Il verso in cui si viaggia ci fa considerare l’atteggiamento di chi agisce all’incontrario. L’arte muta è quella dei gesti – universali – con la quale ci si può comprendere in ogni caso e in ogni luogo, che si fonde con i modi di dire e il loro significato. Si ripropongono, inoltre, scene riprese dalle comiche in bianco e nero (Chaplin, Stanlio&Ollio, Francesca Bertini), lasciando in noi un quesisto curioso: “La parola è poi così indispensabile?“. Con la furbizia, al contrario, si ottiene tutto, mentre la volgarità “dipende da chi ne parla e da chi ne scrive“.

“Un’ora di treno per mille racconti tra Roma e Napoli” dunque, nel riproporre macchiette ed esempi di avanspettacolo, dona un misto di recitazione e di canto, grazie al quale i protagonisti ci fanno visitare Roma e Napoli, nei meandri dei loro vicoli, della storia, degli aneddori e delle leggende, ma anche attraverso i dialetti, facendoci così respirare la tradizione unica e inscindibile.

Roma si dedica alle serenate, Napoli, invece, si avvale di molta inventiva. La musica melodica è la colonna sonora che Simeoli e Nunzi intonano alla perfezione: “Ninna nanna di guerra” di Trilussa, declamata con un’ottima portata di voce, in contrasto con le liriche di Eduardo dedicate ad Anna Magnani e a Roma.

“Quanto sei bella Roma”, “Er barcarolo Romano”, “L’angolo buio”, “Er travestito”, “Serenata a ponte”, “Core ingrato”, “Nina si voi dormite”, sono alcuni dei brani eseguiti e letti con un timbro di voce assolutamente vibrante.

Si coinvolge altresì il pubblico mediante un ritmo incalzante, che mai stanca, ma bensì desta noi astanti tra assoli e momenti in cui la coppia si incontra. Un quadro che prende spunto dal cinema, dai versi e dalle mille sfaccettature delle due città conosciute nel mondo.  Dall’ ‘800 ad oggi un excursus in cui vive anche la parodia delle odierne “star” e dove, tra le righe, una critica sottile è rivolta alla situazione sociale di cui soffre il Paese, ormai da tempo.

Annalisa Civitelli

Foto: Civitas Creativa

 

 

 

Teatro Marconi Festial Estate 2017

12 e 13 luglio

Un’ora di treno per mille racconti tra Roma e Napoli

di e con Francesca Nunzi e Marco Simeoli 

pianoforte digitale Andrea Bianchi

 

 

 

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