Ciclopi, Terra di nessuno

Guarda il mondo. Non ti va di conoscere il mondo?

Ciclopi, Terra di nessuno è uno spettacolo tratto da uno studio sul testo de Lo zoo di vetro di Tennessee Williams. La drammaturgia è curata da Daniela Dellavalle e l’adattamento e la regia da Paola Tarantino, coadiuvata da Elena Fazio.

Emanuela Valiante, Carolina Cannetti, Massimiliano Frateschi e Fausto Morciano gli interpreti in scena. Dentro una bolla, ognuno dentro il suo spazio. La scenografia è ariosa, aperta, all’interno delle Carrozzerie_n.o.t. – Nostra Officina Teatrale di Roma dove si è svolto l’evento il 16, 17 e 18 gennaio 2014.

Il rettangolo che racchiude la scena, dove recitano i quattro personaggi, delinea ambienti interni ed esterni. Un salotto, una camera e, nella fantasia, l’impalcatura adibita per un’altalena suggerisce l’idea di un giardino, aria aperta dove guardare le stelle ed esprimere desideri. La struttura, poi, diventa l’interno della fabbrica.

La Valiante, ottima ironia e dizione perfetta, incalza con forza la parte di mamma, Amanda Perrone dimenandosi tra step e vendite telefoniche da casa. I prodotti di bellezza della Bottega Naturale, però, non hanno molto successo. Ex ballerina della TV è costretta ad abbandonare il suo sogno. Il marito con un secco addio ha lasciato la famiglia.

Amanda ha due figli, Tommaso e Gilda. Massimiliano Frateschi e Carolina Cannetti si calano perfettamente nei loro ruoli a combinarsi di quell’amore fraterno che li lega.

Tommaso lavora in una fabbrica che pare inquinare la città ed il suo territorio. I funghi son rosa e le fragole verdi. Il suo stipendio è l’unico sostentamento della famiglia. Gilda, ritardata, vive nel suo mondo con il suo amico di peluches, il topino Sparky. Carolina Cannetti, si intuisce, ha davvero svolto un meticoloso lavoro di ricerca dandole la possibilità di muoversi in modo particolare, curando anche la dizione. Quei ritardi mentali, che, a volte, chi vive accanto a noi, non è in grado di sostenere.

La storia si intreccia bene donando riflessioni, un insieme di argomenti sui quali si aprono dibattiti infiniti. Temi reali, giochi politici, la non presa di coscienza dei problemi, il non vederli, la disoccupazione. Il sogno della musica da rincorrere e Tommy, con il suo sax, vuole girare il mondo portando con se Gilda per farla cantare.

Suggestivo il gioco del mappamondo, palla di gomma che si illumina. La responsabilità di Tommy è controllare una luce rossa della fabbrica. Vuole dare le dimissioni, ma Fausto Morciano, nella parte del suo amico, Jimmy, vuole dissuaderlo offrendogli una nuova possibilità. Lui è sindacalista, si butta in politica, carico ed affabulatore. Offre soldi al suo amico, ma Tommy rimane fermo sulla sua idea, vuole scappare via, inseguire la sua musica. Amanda aspira a sistemare Gilda e Tommy invita Jimmy a cena. Jimmy riconosce Gilda, con la quale giocava da bambino. Si rende conto della situazione e fugge via. Tommy scappa, Gilda rimane nel suo ambiente e ad Amanda, sconcertata e persa nella situazione, non rimane altro che ricominciare.

Trappole dalle quali uscire. Il dimenarsi, la fatica giornaliera, la solitudine dentro la quale ognuno vive. La ricerca del dialogo e della parola con le persone vicine. Il senso di leggerezza dato dal gioco sgargiante di colori, accostamenti vivaci, arditi, ricorda i toys dei fumetti, di un mondo fantastico.

Ci si chiede, soprattutto, se e quando si sarà capaci di svegliarsi da un incubo che si trasformerà in realtà. Quando si sarà capaci di combattere e non ostacolare la forza per uscire fuori dalle proprie prigioni. Ed ecco che spuntano ali per volare verso il proprio sogno. L’evasione del cuore, da curare e coccolare, da acchiappare, accompagnata dall’ultima frase recitata e sfumata in dissolvenza dalla musica. Don’t worry, life its easy.

Annalisa Civitelli

 

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