Simone Weil

Un incontro con Simone Weil

Marta Scelli ci ha donato un altro momento subliminale mediante il monologo incentrato sull’ideologia di Simone Weil. Un approfondimento, quale, ha saputo aumentare la ricerca rivolta alla filosofia e alla politica che bisognerebbe riportare su piani sociali e meno chiassosi.

Abbiamo scoperto Simone Weil grazie a Marta Scelli.

L’attrice che già avevamo avuto modo di vedere qualche settimana fa nell’impresa titanica de Il viaggio nella divina commedia, si esibisce, fino a 10 novembre all’interno del suggestivo Teatro Stanze Segrete a Roma,con il monologo Di nessun partito. Un testo impegnativo che aiuta a comprendere l’ideologia della filosofa francese. Uno straordinario incontro straordinario tra filosofia, misticismo e politica.

Diretta da Massimiliano Giovanetti, l’attrice declama pensieri che la scrittrice francese ha lasciato come sue impronte culturali.

Ci si perde fra voce calzante e candide gestualità dentro una scenografia essenziale. Una sedia, delle scale, facenti parti della struttura del Teatro stesso, ed uno schermo che proietta diversi video di sfilate dell’esercito, facce di politici attuali e di tempo fa, manifestazioni, spezzoni di Cina, giovani ragazzi che si allacciano felpe colorate, hip-pop, che sembrano scene di pubblicità.

Verità, giustizia, democrazia e libertà; quattro parole cje aprono porte e concetti infiniti. Si gioca con esse basandosi sul testo de il Manifesto per la soppressione dei partiti politici (1950). Simone Weil lo ha scritto facendo sua la filosofia di Rousseau. Marta Scelli, con eleganza, la espone. La democrazia diretta è una forma democratica nella quale i cittadini sono legislatori ed amministratori del bene pubblico, in quanto popolo sovrano. Rinascita, libertà, bene, tutto ciò che non è male e la voce del popolo. La dissertazione sull’ampio significato di ciò che è bene e ciò che è male diviene travolgente spazio. Parla a se stessa di fronte gli specchi.

Disquisizioni si rendono compenetranti, la virtù è vizio, il bene un fine, i fatti un mezzo. Il parere del popolo riguarda la vita pubblica, questa posizione già è democrazia, diventa forza caotica delle passioni collettive. Il partito politico è una macchina di crescita, senza alcun limite, dove la collettività prende il sopravvento sull’essere pensante.

Confronti ed idee sono strumenti dell’umanità per creare dialogo e scambi, Ciò che non esiste del tutto non è mai limitabile…. Simone Weil contesta la propaganda che è persuasione, non è coscienza, asserimento dello spirito…

Combatte per la verità, la quale a mente sgombra, desiderandola, trova luce e attenzione. E’ anima, non c’è sofferenza, al contrario della menzogna che richiede afflizione.

E’ un dilagare di assertività, imponendo l’attenzione sull’ascolto per mettere a fuoco ciò che ne scaturisce senza essere ridondanti.

Un verso poetico funge da sipario: “…se riuscissi a vedere il paesaggio…”.

Il proseguo, sul finale, diventa incanto.

Spunto di vita e presenza politica, il quale nella realtà attuale, probabilmente, potrebbe essere attuabile mediante passione, perseveranza, lotta e azione. Le giuste cause per un cambiamento possibile.

Annalisa Civitelli

 

 

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