Sospetti

L’inconfondibile stile De Feo

Battute e sketches, emblematici e caratterizzanti, rendono la pièce teatrale un insieme di stravaganza e colori. Le canzoni, sempre incluse nei testi di Lorenzo De Feo, che si distinguono tra ilarità ed osservazione del mondo circostante, sono esempi di lavoro laborioso e rielaborazione fantasiosa dei testi.

Sospetti. Il testo inedito di Lorenzo De Feo è molto ironico. Antonio Lupi lo ha riletto traendone uno spettacolo. Alla sua prima regia recita accanto a Junia Tomasetta e Antonio Diana. Il Teatro Millelire di Roma, così, regala un po’ di risate fino al 27 aprile.
Nel foyer, prima della performance, mi sono goduta un po’ delle ultime prove sonore picchiettate dal flauto di Andrea Salvi e dalla chitarra di Angelo Magnifico, riconoscendone la canzone di Zigo-Zago e le musiche felliniane.

La scenografia, un separè stile cimitero, piccole mensole alle pareti con sopra vasetti di fiori e centrini antichi, di per se è già una parodia e evidenzia un vetusto spazio abitativo. Due sedie di legno bianco si guardano ed un tavolo laterale alla scena sulla destra con il quale, poi, si gioca. Una fatiscente casetta presa in affitto da due amici di vecchia data. Un uomo ed una donna, senza nome. Li si può identificare con uno qualsiasi, nella fantasia. Ben delineati dai colori che sfoggiano, sgargianti, turchese, lui e rosa shocking, lei. L’ipocondriaco e la vamp. Le parrucche indossate si mescolano nell’insieme come i tanti eccessi su temi attuali che riescono a donare al pubblico l’idea assurda della vita immersa nella TV, tra il Grande Fratello ed i comunicati di Al-Quaeda.

I due personaggi sono esagerati, fumettistici, una messa in ridicolo delle persone mondane e quasi di certo un richiamo alla stravaganza di oggi giorno dove la semplicità viene meno, ingegno di un osservatore acuto e sagace.
Antonio Lupi sfoggia una voce da baritono e una recitazione in tema, che sarebbe stata più idonea se supportata da una spalla più dinamica, reattiva, frizzante e con più esperienza. Mentre Antonio Diana, che quasi al termine entra in scena, è stato abbastanza convincete nel suo ruolo, chiave di svolta nel far comprendere le dinamiche della storia.

In effetti un po’ più di ritmo durante l’interpretazione avrebbe funzionato meglio, perché il testo lo permette e, forse, un po’ costretto non è stato ben sviscerato. Anche se, attraverso i cambi scena, l’impressione del movimento è stata abbastanza netta. Il gioco cromatico delle luci ( Tony di Tore ) si sviluppa dal rosa, al rosso, al verde e al giallo accompagnando tutti gli spostamenti sul palco con sincronicità.

Ogni sketches diventa occasione di canto caricaturale, un gioco di parole su canzoni conosciute. Sarà perché ti amo, Papaveri e papere, Finché la barca va, La donna è immobile, Parole, parole, parole e sulle musiche di Mission Impossible e La Pantera Rosa. Le porte del separè si aprono per far apparire i due musici, reminiscenza di vecchi spettacoli ispirati al Quartetto Cetra degli anni 60.

La convivenza dei due amici è un prendersi in giro, battute che volano dalla bocca di ognuno dei due. Video cassette da parte della padrona di casa sono dei comunicati stampa dove ella detta regole per vivere in casa in dialetto calabrese. I conviventi ci scherzano ironizzando al massimo sullo stato della vecchia e sul perché dei video comunicati. Rimane un mistero chi li consegna e sul finale, a sorpresa, si svelerà. Come di consueto si caratterizza lo stile De Feo.

Ho trovato particolare la chiusura della pièce teatrale. Ogni componente del gruppo si presenta ad uno ad uno dietro il sipario aperto e chiuso per l’occasione.

Credo, inoltre, che lavorando meglio e spingendo più su ritmo, dinamismo, vocalità e su una recitazione più vibrante e vigorosa lo spettacolo risulterebbe più energico e donerebbe al pubblico momenti eclatanti di divertimento puro e assicurato. Perché la scrittura di Lorenzo De Feo è impronta necessaria per sviscerare e mantenere quel sarcasmo che serve per ridere di questo mondo così contorto, macchinoso ed un po’ sciocco. A volte.

Annalisa Civitelli

Licenza Creative Commons


Quest’ opera di

https://brainstormingculturale.wordpress.com/
è concesso in licenza sotto la
Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported

Based on a work at brainstormingculturale.wordpress.com

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...