Infiniti mondi, Harold&Co – Improvvisazione Teatrale

Colori, musica e immaginazione

Propagazione di passaggi visivi, narrativi e sonori. Un immaginario collettivo, sia da parte di chi recita sia dalla parte di chi osserva. Riflessioni, pensieri e chiavi di lettura differenti, perché non siamo tutti uguali. A ognuno il suo sogno.

Vebavolant, dal latino. Due parole unite insieme, verba volant. Un’assonanza per attribuire questo termine all’associazione culturale romana Verbavolant. Le parole volano, il significato. Rimanda all’impronta che l’Improvvisazione Teatrale vuole dare sotto le sue più svariate voci e forme.

L’associazione culturale Verbavolant, nata nel 2002, ha come obiettivo la diffusione dell’Improvvisazione Teatrale. Vanta di un corpo docenti con esperienza ventennale, è affiliata all’associazione nazionale Improteatro e collabora con la compagnia teatrale QFC (Quella Famosa Compagnia). Organizza molti spettacoli, versatili e divertenti, sia in teatri sia in altri locali della Capitale.

L’8 e il 9 maggio l’associazione Verbavolant e la cooperativa Mestieri del palco hanno presentato la compagnia QFC Teatro in Harold & Co. In effetti le parole sono volate all’interno del Teatro Hamlet di Roma.

Harold, uno dei format più conosciuti e longevi di improvvisazione teatrale al mondo, si distingue per la sua profonda visione della vita, per le sue vicende e per le possibili strade da intraprendere. E’ uno spettacolo che mostra tante storie diverse, tante vite, tanti mondi possibili. Due serate composte da due cast differenti e da Omar Galvan, ospite d’eccezione, argentino e uno dei più celebri improvvisatori del mondo.

L’accordo è chiedere al pubblico delle parole per trovare il giusto attacco. 7 attori sul palco, entrano a uno a uno. Azione. Correre per stirare e il gioco inizia. La musica accompagna la performance. Inventiva, filo continuo per immedesimarsi dentro altri mondi, altri luoghi, altri usi.

Le transizioni, fondamentali, essenza per passare da una vicenda all’altra. La fantasia è d’obbligo, altrimenti non si viaggia. Molte, così, le storie che si sono dipanate mantenendo concentrazione e interpretando vari personaggi. Ogni attore si prende il suo ruolo. Avviene e tutti si aiutano a vicenda. E’ un sentire comune. Forse la magia esiste.

Il pubblico ha vissuto variegati spazi e circostanze. Una cena aziendale per una promozione, 200 lire hanno ricordato stazioni, treni, viaggi e stragi. Un carillon fa vivere un po’ di nostalgia. I gay, in discoteca, emarginati dal mondo etero. La storia di Anna, il suo genio dentro il ferro da stiro e i suoi desideri, per poi ritornare alla realtà. Genitori separati si contendono il bimbo, il quale si interroga sulla sua nascita legandosi poi alla psicoterapia. Una transizione fa volare in Cina, a una partoriente. Quella che segue fa atterrare in Inghilterra ove uno scrittore uccide il suo personaggio, lo fa rinascere e gli fa incontrare l’amore della sua vita.

Ammaliante e vivace la recitazione di tutti gli attori. Ha donato un senso di pulizia sia riguardo le voci sia per i movimenti ben intersecati tra loro. Deborah Fedrigucci stupisce per la sua perfetta dizione, mentre alcuni componenti del cast avrebbero dovuto spingere un po’ di più con le loro voci, risultate un po’ flebili in alcuni tratti della recitazione, ma comunque capaci di toccare le corde dell’anima.

Un mettersi in gioco che la compagnia composta da Deborah Fedrigucci, Alessandro Cassoni, Daniele Marcori, Massimo Ceccovecchi, con la partecipazione di Cecilia Fioriti e Fulvio Maura e la special guest Omar Galvan, ha reso al pubblico facendo scoprire un mondo nascosto e guidando verso il sogno nella serata dell’8 maggio.

Il finale è un susseguirsi di presenze sul palco. Gli attori ci salutano con il proprio personaggio vissuto e inventato all’istante. Una creazione fluida e ininterrotta, eco di un’evasione particolare la quale ci insegna che la fantasia va esercitata ogni giorno per trovare quel sole che sembra estraniarsi dalla vita di tutti i giorni.

Il 9 maggio, sul palco un altro cast formato da Mariadele Attanasio, Susanna Cantelmo, Renato Preziuso, Giorgio Rosa, Tiziano Storti e sempre Omar Galvan, special guest, per altre uniche storie che chi non ha visto può solo immaginare su un chissà.

Annalisa Civitelli

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