Alice

Un’adolescente dei nostri giorni alla ricerca del suo posto nel mondo

Il teatro come luogo di catarsi umana e spirituale, catalizzatore di energia, spazio dove l’impossibile diventa possibile: se non si può fare a meno di crescere, allora dobbiamo a noi stessi la possibilità di trasformare il rischio di ogni cambiamento in opportunità di riscatto esistenziale

_DSC3814All’interno della Rassegna Dominio Pubblico – la città agli under 25, al Teatro India di Roma, il 4 giugno si è esibita la compagnia Dynamis con lo spettacolo fuori concorso Alice.

Liberamente tratto dall’omonimo racconto di Lewis Carroll, lo spettacolo, nato all’interno del progetto ArtisticaMENTE Mi fanno male i capelli, è ideato e sostenuto dall’associazione Amici dei Bimbi Onlus grazie all’incontro tra il laboratorio teatrale del Teatro Vascello di Roma e il reparto di Neuropsichiatria dell’ospedale Bambino Gesù. Due importanti entità romane di grande valore sociale con l’obiettivo di restituire a questi giovani la dimensione di una vita piena in cui realizzarsi senza paura di mostrarsi per come si è.

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La scelta del testo come quello di Alice non sembra casuale, considerato l’obiettivo del progetto stesso. Tutti conoscono la storia di questa bambina che spesso sembra fuori dal mondo per curiosità e acume, il non volersi piegare alle convenzioni, il sentirsi sempre in colpa per qualcosa. Il suo coraggio, che è poi anche il nostro, va oltre l’immagine distorta che lo specchio e la gente le restituiscono. Nel cercare a tutti i costi di non soccombere alla logica dell’incoerenza e delle assurdità della vita, cerca il suo posto nel mondo restando sempre sé stessa.

Dall’ingresso del primo attore sul palco, percepiamo che è una performance dall’identità artistica e psicologica molto definita: via via che la storia prende forma, veniamo coinvolti in un vortice di emozioni e di assurdità come avviene per la piccola Alice, interpretata da ben otto differenti ragazze che si alternano nella recitazione.

Il viaggio è costellato dalla presenza di alcuni dei personaggi della storia originale: i fiori, Pinco Panco e Panco Pinco, la Regina Bianca e soprattutto la temibile Regina di Cuori. Ognuno restituisce ad Alice un’immagine deformata, distorta, assurda, illogica e irrazionale di lei e della vita. Alice è troppo colta, ignorante, felice, triste, educata, saccente. Tutto fuorché stessa, ma non si arrende mai.

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Dal punto di vista scenico, la spontaneità dei venti ragazzi, durante l’esibizione, è opportunamente sostenuta e rinforzata dall’uso di espedienti teatrali interessanti, efficaci e funzionali a trasmettere contenuti emotivi e psicologici. L’uso del pannello di fondo su cui proiettare le immagini dei personaggi, deformate da una webcam, può essere inteso non solo come accorgimento estetico, ma anche metafora del dismorfismo che spesso accompagna il nostro osservarci e sentirci osservati e giudicati dagli altri, sintomo di uno stato percettivo alterato.

Musica e filmati evidenziano un testo di per sé innovativo dandogli forza ed espressività. Interessante la scelta della scenografia associata a un buon disegno luci, così come la particolarità del fiocco azzurro sulla testa di ognuna delle otto differenti Alice, rendendole ben identificabili.

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Toccante è, infine, la proiezione finale dei filmati che raffigurano i protagonisti in momenti della loro infanzia. Un plauso particolare, oltre che a tutto il cast, va alla bravissima Regina di Cuori, divertente nel suo esprimersi in dialetto romanesco, e alla giovanissima flautista che, nell’imitare l’onomatopea degli insetti che ronzano intorno ad Alice, dà prova di grande bravura dal punto di vista tecnico ed espressivo con il traverso.

Alice, spettacolo affascinante e a tratti magico. I ragazzi, portando in scena loro stessi, vedono svanire i loro timori e riescono a lasciarsi andare alla vita. Anche Alice, alla fine di questo viaggio, ritorna sulla Terra. Forse ha capito che ne vale la pena e che, nonostante tutto, la vita va vissuta in ogni istante. Proprio come la Regina di Cuori le rivelerà, c’è un solo segreto per superare il difficile percorso che porta ognuna di noi a sentirsi una regina: Alice, sii te stessa!

Elena D’Elia

Foto: Sergio Battista

 

 

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