bologninicosta, recensione: La cattività

L’amore doloroso diviene tale perché osteggiato dalla società

Al Teatro Testaccio di Roma, dal 10 al 12 giugno, la produzione teatrale Bologninicosta, autogestita e indipendente, presenta il suo Showcase con RomeoeGiulio e La cattività. Il primo, reduce da un sold out al Teatro Abarico di Roma lo scorso gennaio verrà riproposto in questi giorni, mentre il secondo è al suo esordio.

RomeoeGiulio è una performance sempre in movimento sia perché – a sei mesi di vita – ha già alle spalle riconoscimenti e premi sia perché, ogni volta che viene riproposta al pubblico, varia il proprio mood, il quale scaturisce dalle continue prove.

La cattività, presentata nella Sala Gabriella Ferri, è inteso come rinascita e resurrezione, dopo che l’autodistruzione ha condotto l’umanità al fallimento. Due spettacoli molto diversi: seppure distanti comunicano un unico desiderio, coltivare l’amore. Gli aspetti sono molteplici. I punti di vista che Sofia Bolognini e Dario Costa prendono in considerazione sono quelli rivolti al mondo omosessuale e il rapporto tra madre e figlia.

Attraverso il nostro racconto potrete scoprire il vissuto e lo sguardo rivolto a entrambi gli spettacoli attraverso  le nostre emozioni.

promo bologninicosta

 

 

 

 

 

 

 

La cattività. Non posso toccarti dentro

Alla sua prima assoluta romana, La cattività, sempre al Teatro Testaccio, debutta nella sala Gabriella Ferri, dal 10 al 12 giugno.

Già presente alla rassegna Migramenti off, progetto finalizzato al teatro di nicchia organizzato dalla Regione Calabria e MIBAC, rivolto al teatro under 35 e agli artisti premiati in Festival italiani, per agevolare una ricerca verso i giovani più talentuosi.

Dal testo di Alessandra Cimino, Bloody Mary, La cattività è scritto da Alessandra Cimino in scena con Giorgia Narcisi, dirette da Sofia Bolognini con Dario Costa come Live Sound Stage Performer. Il testo parla della tragedia di un amore perduto o mai ritrovato, della depressione, e del suicidio utilizzando un linguaggio netto, tagliente, ruvido e esplicito.

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Il concetto di Teatro Contemporaneo, oggi, va allargandosi sempre più. L’attore, in quanto tale, unisce alla recitazione, anche la danza e le arti figurative. In La cattività assistiamo a un esempio di questo genere. Miriamo a comprendere come si possa definire il rapporto madre-figlia – nascita, vita, malattia, morte – indagando sui dubbi esistenziali e le difficoltà di essere qui.

La cattività si concentra sulla ricerca teatrale che fa dialogare la composizione musicale live, video-installazione, e il movimento del corpo lasciato libero di esprimere le proprie emozioni, contestualizzate al momento. Sul palco due corpi distesi attendono di accendersi. La poesia contamina parole: viaggia delicata, concitata, assurda, crudele e dolce al tempo stesso per raccontare un dramma che attanaglia. Il rapporto madre-figlia.

Musica elettrica, inquietante. Le attrici sul palco si trascinano. Legate si dimenano e si liberano, per poi re-incastrarsi nei cavi neri, che le avvolgono. Labirinti emozionali – cordoni ombelicali -dentro i quali si sviscera un rapporto da rimodellare. La rabbia è sfogata. Come farsi sentire se quel qualcuno comprende solo la sua voce? Cosa si nasconde dietro un rapporto madre-figlia? Corpo, azioni, contatto.

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Due i microfoni. Le voci sono amplificate, agitate, affannate, comunicano sofferenza. Una meccanica sonora è accompagnata dalla musica dal vivo sul palco. Suoni metallici di sottofondo – sibilo – si confondono con le voci: un’eco che non distinguiamo bene, ma che ci rimanda sensazioni di inquietudine. I giochi di luci delineano le figure tra il loro chiaro-scuro.

Movimento. Quello del corpo e quello dell’anima creano sincronia. Legarsi e slegarsi, continuo e persistente. Non si sa mai dove porta il rapporto conflittuale, e se mai si aggiusterà. Basterà a colmare i vuoti interiori? Per trovare consolazione parole e domande rimbalzano. Perdersi per ritrovarsi. Il rifiuto e il senso di non accettazione, si allontaneranno mai? Come quello del giudizio?

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Verso la fine, la sofferenza. esclama: ‘Non posso toccarti dentro’. Grido che rimbomba. Anima? La nostra? Dentro le proprie scelte si è sé stessi. Perché scegliere di essere vuol dire perdonare sé stessi e gli altri. Acquietare la lotta con l’inferno interno che morde e fa mancare il respiro.

Questa la nostra lettura de La cattività intesa da bologninicosta come una ripresa da un incubo post apocalittico dal quale liberarsi affinché ci si possa riappropriare della bellezza. Una liberazione: il distacco dai conflitti interni e esterni. La pace individuale, così, attraversata e vissuta con consapevolezza per la propria persona che fa sbocciare un fiore rosso.

Annalisa Civitelli

SELEZIONE UFFICIALE E PARTECIPAZIONE

RomeoeGiulio. International Theatre Festival “Faces without masks” 2016, Skopje (Macedonia); Festival “Visioni Shakespeariane” di Firenze.

SOLD OUT

RomeoeGiulio. Quattro repliche al Teatro Abarico di Roma, due al Teatro Bertolt Brecht di Formia (LT), una al Teatro Valle di Chiaravalle (AN).

AWARD FOR BEST DIRECTOR

Sofia Bolognini. International Theatre Festival “Faces without masks” 2016, Skopje (Macedonia).

GRAND PRIX FOR THE BEST PERFORMANCE

RomeoeGiulio. International Theatre Festival “Faces without masks” 2016, Skopje (Macedonia).

CANTIERI INCIVILIovvero anche l’attore va in Paradiso

E’ la terra rozza che fa per te. Un terreno barbaro, un laboratorio di intenti pronto ad accogliere artisti incivili. bologninicosta indice una open call rivolta agli attori in rivolta. È aperto a tutti coloro che hanno dimestichezza con l’immaginazione e la ricerca artistica.

È una prima piattaforma di indagine sul tema del lavoro nel mondo dello spettacolo. Un dispositivo teatrale strutturato per immaginare corpi sociali e spazi di emigrazione spontanea. Uno spaccato di presente messo sotto sequestro. Un primo appuntamento verso la costruzione del nuovo lavoro bologninicosta.

L’esperienza si concluderà con l’allestimento di una breve performance sotto forma di primo studio che andrà in scena domenica 12 giugno in apertura dello spettacolo delle 20 presso la Sala Rossa del Teatro Testaccio.

Ai selezionati verrà richiesto di elaborare una performance della durata massima di tre minuti e mezzo a partire dalla microdrammaturgia inviataci tramite mail. NON è NECESSARIO imparare il testo a memoria, né eseguire il brano per intero: il candidato è totalmente libero di sbranare, usurpare, sodomizzare il testo a proprio piacimento. Posso essere utilizzati supporti musicali e ogni altro ciarpame scenico che il candidato ritenga necessario.

www.bologninicosta.com

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