Come te

Il crescendo emotivo delle fragilità femminili

Testo attuale, ben interpretato, e capace di mostrare, con realismo, le varie sfumature dell’anima femminile e del rapporto tra donne, spesso rivali e complici al tempo stesso. Uno scontro/incontro, quindi, tra due universi femminili diversi e al tempo stesso complementari.

Al Teatro dei Conciatori di Roma, dal 22 al 3 aprile, ha debuttato Come te, il nuovo originale spettacolo scritto da Maria Letizia Compatangelo, diretto da Donatella Brocco e interpretato da Gianna Paola Scaffidi, Marina Magoni, Igor Mattei.

Fulcro dell’azione scenica, è il confronto/scontro tra due mondi femminili molto diversi e al tempo stesso complementari: la donna matura, Lea, che dopo il fallimento del suo matrimonio, ha deciso di puntare tutto sulla carriera lavorativa, e la giovane, intraprendente, intelligente Irina, acerba ma allo stesso tempo determinata a raggiungere i suoi obiettivi a qualunque costo.

Il contesto del confronto sembra un banale colloquio lavorativo, che lentamente porterà le due donne a svelarsi nell’intimità, rendendole nemiche, ma inevitabilmente vicine: odio, rancore, risentimento, rivalità, pregiudizio, si risolveranno in un’insolita e sorprendente complicità femminile.

Gianna Paola Scaffidi

In questo confronto generazionale e caratteriale, non esistono ruoli prestabiliti,  ma un gioco delle parti che cambia direzione di continuo: inizialmente Irina, giovane mamma alla disperata ricerca di impiego, sembra fare di tutto per fare breccia sul suo “futuro capo”(nascondendo altri obiettivi); poi, svelata la vera identità della giovane (amante del marito), è Lea ad essere colpita e a subire inevitabilmente la situazione, fino alla sconvolgente richiesta di Irina, che capovolge nuovamente i ruoli.

Sentimenti femminili contrastanti ma verosimili e una complicata rete di rapporti familiari, rendono il testo originale e poco prevedibile: nessuna delle due donne è realmente come sembra, e dietro le loro fragilità,  l’una può riconoscersi e specchiarsi nell’altra.

I dialoghi tra le due sono un crescendo emotivo, lento ma sempre più profondo: un complicato conoscersi che le porta, sul finale, ad esplodere, vomitando l’una sull’altra rancori, risentimenti, delusioni e amarezze della vita.

Una ragazza già troppo cresciuta e provata dalla vita, e una raffinata donna in carriera apparentemente cinica e dura, ma ancora capace di mettersi in gioco, sembrano trovare, dopo un difficile dialogo, un punto d’incontro.

Un collage indefinito di emozioni come tradimenti, odio, malattie, e rinascita, lega infatti  le due donne, accomunate, sopratutto, dalla coscienza di una grande forza al femminile, che trova, nell’alleanza, il punto di svolta finale.

L’ago della bilancia di questo complicato scontro/incontro tra universi femminili, è Carlo, figlio di Lea, figura maschile che rimane volutamente sullo sfondo della vicenda, ma che costituisce il punto di contatto tra le due donne.

Come te si rivela un testo attuale, ben interpretato, capace di mostrare, con realismo, le diverse sfumature dell’anima femminile e del rapporto tra donne, spesso rivali e complici al tempo stesso.

Sarah Mataloni

 

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