Come vi piace

Raffinatezza in scena

Linearità, recitazione intensa, canto e danza fanno della trasposizione shakespeariana un ottimo prodotto teatrale. Gli interpreti sono presenti sul palco: un insito senso dello spazio non fa perdere loro l’orientamento. A ognuno il suo personaggio, recitato con dedizione

Shakespeare ammalia ancora nella nostra epoca così complicata e contorta. In occasione dei 400 anni dalla sua morte, Come vi piace, grazie allo sguardo di Ilaria Testoni che ne cura la regia e l’adattamento di Glenda Ray, è ambientata in Germania il 7 aprile 1933, al nascere del nazismo.

Lo spettacolo, inserito all’interno della sezione Giovani – Un futuro nel teatro della Compagnia Mauri Sturno, vede professionisti del mondo teatrale lavorare insieme a giovani attrici e attori per accompagnarli al teatro professionistico.

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Al Teatro Arcobaleno di Roma, dall’11 al 29 maggio, in scena Mauro Mandolini, Orlando, Laura Garofoli, Rosalinda, Camillo Marcello Ciorciaro, Touchstone, Ilaria Amaldi, Celia, Barbara Lo Gaglio, La Duchessa, Roberto Di Marco, Silvio, Michela Giamboni, Febe, e Paolo Benvenuto Vezzoso, Oliver.

Come vi piace, commedia pastorale, basata sul romanzo Rosalynde di T. Ledge, segue le vicende di Rosalinda in 5 atti. Nella Foresta di Arden, quale rappresenta la purezza di madre natura, si rifugia e si innamora, fuggendo al corteggiamento dello zio. Il contrasto tra vita di corte e di campagna è palese come i giochi dialettici tra aristocratici e contadini. I valori sono evidenti e la figura femminile emerge forte, tenace e intelligente, per prendere il controllo della sua vita.

Il contesto creato e voluto dalla regista, coadiuvata da Roberto Di Marco, è l’interno di un teatro. Tutti i personaggi-attori sono uniti dal fervore delle serate di cabaret, ma quando la dittatura nazista insorge, sempre più infelici, decidono di fuggire e cercare fortuna altrove in quanto l’arte e il libero pensiero, messi a tacere, si fermano.

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L’intensa recitazione coinvolge dall’inizio alla fine senza interruzione alcuna. Tutti gli attori portano la voce con ritmo e professionalità. La linearità dell’insieme non lascia spazio a distrazioni, bensì ci trasporta all’interno degli intrecci amorosi, sempre presenti nelle opere shakespeariane.

I valori sono sempre evidenziati attraverso il senso dell’aiuto gli uni con gli altri, il ruolo della fortuna, gli equivoci, contraddizioni e giochi di parole; la follia fa inseguire l’amore con astuti e ingegnosi escamotage, mentre i versi rivolti a chi occupa il cuore rendono forte la speranza di essere ricambiati.

La scenografia d’epoca, a cura di Bruno Vitale, è semplice: un baule, una radio, due sedie e uno specchio caratteristico dei camerini. Ci si muove dentro con consapevolezza e un insito senso dello spazio.

Giochi di luce (Pietro Sperduti) e prospettici dialogano con cura, rendendo la performance accattivante e frutto di un lavoro meticoloso, caratterizzandola. Tra proscenio e palco le scene emergono, ogni singola figura, tra chiaro-scuri, spicca nelle sue fattezze e indosso costumi stile anni ‘30, a cura di Cinzia Ungaro.

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Varie arti si mescolano semplicemente. Canto, recitazione e danza (coreografie – Ilaria Amaldi) fanno degli interpreti i veri padroni del palco, all’altezza del loro mestiere e ognuno dentro il suo personaggio: chi timido, chi impacciato, chi ostile, chi audace, chi remissivo, chi arrendevole, chi forte, chi coraggioso, chi autoritario, chi fedele in ciò che crede.

L’unica pecca è la scelta poco consona di accoppiare Rosalinda e Oliver, i quali, per un’età scenica lontana, non rimandano all’idea di amanti e complici perfetti.

Il Bardo ci comunica sempre la sua realtà. I suoi messaggi, eredità di oggi e del futuro, sono lo specchio di desideri, i quali, in qualche modo guidano l’amore, sempre dietro l’angolo e pronto a sorprendere cuori sofferenti.

Sfumature, equivoci e tormenti trovano, alla fine, un equilibrio e una via per sopravvivere e ricominciare.

Perché tutto il mondo recita una commedia, e la Fortuna svolge una parte determinante

Annalisa Civitelli

Foto: Manuela Giusto

 

 

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