Coniugi.

Il paradosso dell’amore

La sfera affettiva, si sa, non sempre è di facile comprensione. Un girare intorno alle proprie debolezze contro sincerità e vulnerabilità. Le proprie scelte vengono difese seguendo etica e chiarezza con sé stessi, ma di fronte una consistente vincita, quali comportamenti entrano in gioco?

Lo stile francese della commedia di Eric Assous, Coniugi, regista e sceneggiatore nato a Tunisi, il quale vive in Francia, viene ripreso da Giancarlo Fares, che si sperimenta nel ruolo registico in ambito totalmente diverso da come lo conosciamo.

Al Teatro Nino Manfredi di Ostia (Roma) dal 19 al 31 gennaio, la possibilità di assistere a una performance ironica e tagliente.

Felice Della Corte, Roberto D’Alessandro, Francesca Nunzi, e Claudia Vismara danno vita a due coppie di amici, i quali, all’interno di un salotto si dimenano in vicende paradossali, intrecciandosi tra rincorse e idee assai complicate circa l’amore dei nostri tempi.

Patrizia e Saverio, Francesca Nunzi e Felice Della Corte, sono sposati e sembra che il loro matrimonio proceda al meglio. Umberto e Ornella, Roberto D’Alessandro e la moglie solo nominata, giocano, invece, sui loro difetti, e a tutto ciò che non li coinvolge più da tempo. Difatti si stanno separando.

Luana, giovane, Claudia Vismara, entra in gioco a sorpresa, facendo scoprire i sotterfugi taciuti.

Gli spazi temporali, passato, presente e futuro, delineano i momenti essenziali in cui scopriamo etica, facilità, passione pura, l’essere sinceri di fronte ai sentimenti, facendo cadere le maschere di fronte gli idealismi personali.

Una sorta di espiazione e di rinunce verso la cupidigia che attrae. Fuggendone, però, la si rincorre all’infinito. Ma con una vincita di 16 milioni di euro qualcosa può cambiare e invertire il destino. Forse.

Francesca Nunzi pare essere l’elemento trainante che unisce la compagnia, portando e giocando con la voce, mediante le varie tonalità. Esilarante, coniuga stupore e battute taglienti. Abbiamo trovato Claudia Vismara adatta al ruolo della signorina snob, cadenzando la dizione perfettamente.

Mancante in alcuni tratti di quel brio che si addice alla commedia, ci saremmo aspettati più dinamismo, affinché l’ironia potesse fioccare in modo sgargiante.

I due attori, Felice Della Corte e Roberto D’Alessandro invece, nella conduzione della recitazione, non hanno mantenuto un timbro sostenuto. Tra alti e bassi, però, hanno cercato di caratterizzare alcuni atteggiamenti che gli uomini adottano di fronte le donne.

Immaginare colori arditi e utilizzati con più coraggio avrebbe vivacizzato l’insieme. Ma, evidentemente, l’ambiente borghese ha fatto si che l’uso dei costumi fosse attinente all’ambiente in cui la scena si svolge.

Ci si ritrova in dimensioni che risultano attuali e fugaci. Attraverso la paura ci si conosce, ma bisognerebbe, sempre, andare oltre i timori per imparare ad affrontare la buona comunicazione circa la sfera affettiva.

E’ anche vero, che superato il dolore della separazione, si riprende in mano sé stessi per una trasformazione, sia emotiva che risanando corpo e mente.

Annalisa Civitelli

 

 

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