Fra un istante Luisa si volterà

Le sonorità di una volta

 La radio, protagonista, racconta storie: ci fa fantasticare e evadere. Una storia che, contestualizzata ad oggi, perderebbe ogni suo significato. L’intimità è un elemento portante per comprendere il senso del testo

Due atti contraddistinguono Fra un istante Luisa si volterà, scritto e diretto da Andrea Pergolari, direttore del Teatro Le Sedie di Labaro (Roma) e coadiuvato alla regia da Andrea Ceravolo. Dal 20 al 29 maggio, la performance presenta uno scorcio anni ’30, sul nascere della seconda guerra mondiale.

Una commedia con Edoardo Ciufoletti, Ippolito Ognibene, Daniela Giordano, Emma, Gioia Montanari, Luisa, e Mauro Serio, Gildo; la partecipazione di Davide Bracale, dott. Califano, Andrea Ceravolo, Commissario Pertinace, e Andrea Iarlori, Colonnello Pescitelli, e la voce radiofonica di Elisa Angeli.

Due ambientazioni, dunque, che vedono una situazione intima e l’altra più classica e teatrale. Una donna seduta in mezzo al pubblico apre la scena. Con grazia si sposta sulla sedia a dondolo di velluto, di fronte a noi. Racconta. Una storia. Quella di Gildo, Ermenegildo per l’esattezza, donandoci immagini.

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Per conoscerlo bisogna narrare la storia del suo matrimonio con Luisa. La sensazione di intimità ci pervade. Luoghi, valli alpestri, persone, incontri, città. L’accelerato, il treno, consolida un legame.

Dapprima il solo mercoledì diventa l’appuntamento abituale, fino a perdere il treno per rincasare il giorno successivo. Così la stanza dell’hotel, per mai più separarsi, diventa l’alcova di Luisa e Ippolito.

Dietro il pannello trasparente si intravedono le scene. Il racconto, in questo modo, viene accompagnato oltre che con la sola parola anche attraverso la recitazione stessa. Dinamiche semplici rivelano l’atmosfera tipica di quegli anni, grazie anche ai costumi ben scelti a cura di Erika Cellini, la quale organizza la scenografia per ambientarla in un salottino vecchio stile.

Capovolgendosi, lo spettacolo prosegue sotto altri aspetti, aprendo il secondo atto. Il marito di Luisa ha il presentimento che ella lo tradisca. Dopo un mistero risolto, Ippolito viene accolto da Ermenegildo con estrema esultanza, tra Luisa e i due il rapporto si fa stretto, e Emma, dapprima sulla sedia a dondolo svela il suo personaggio: la cameriera, dirigendosi, poi, sul palco.

Vari sketches, stimolanti e ilari, animano lo spettacolo ove la protagonista è la radio. Solo al termine dell’esibizione si capiranno le sequenze e noi mettiamo tutti i pezzi in ordine. L’ultima puntata del radio dramma, seguito da Emma con passione, segnerà la conclusione.

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Una chicca. Come ritrovare vecchie abitudini che tutt’oggi fanno parte della nostra vita seppure in altro modo e veicolate via web. Plasmandosi con la poetica cara all’autore, il senso dell’appuntamento, dell’attesa, dell’accendere la radio per ascoltare, di quell’immersione speciale, l’ambiente si fa unico e intimo, appunto, affinché la magia si diffonda nell’etere.

Gli attori tutti riescono a calarsi nei personaggi in modo lodevole. Buona l’intonazione che sorprende davvero per i toni sarcastici e di perplessità. Una particolarità: mentre si parla nel salottino, la cameriera, seduta sulla sedia a dondolo, segue la conversazione intercalando borbottii e scherno.

Una storia che, contestualizzata ad oggi, perderebbe ogni suo significato. E poi, perché, si rinuncia un po’ all’amore, quello vero?

Annalisa Civitelli

 

 

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