Futura umanità

La Rivoluzione è alle porte

Quando il lavoro non nobilita più l’uomo, l’unica cosa da fare è ribellarsi tutti insieme al sistema per tornare a seguire le nostre passioni. La Rivoluzione è la sola via d’uscita, non senza dubbi né perplessità, ma con determinazione e volontà

L’Associazione culturale Agiteatro porta in scena al Teatro dell’Orologio di Roma l’anteprima dello spettacolo Futura Umanità, il 24 e 25 maggio 2016. Una storia sull’importanza del lavoro nella nostra vita e sul peso che esso riveste nell’influenzare le nostre scelte, privandoci ogni giorno della nostra identità. La riflessione sull’urgenza di liberarsi dalla pressione delle fatiche quotidiane è lo stimolo necessario per preparare la Rivoluzione.

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È per questo che l’autore dello spettacolo, Juan Mayorga, pone un accento molto forte su ciò che anche di surreale determina le nostre azioni e la nostra esistenza, facendoci riflettere su quanto sia difficile apportare quei cambiamenti necessari affinché la nostra vita sia piena e autentica dal punto di vista delle relazioni sociali e del convivere con quanto ci circonda.

E’ sera tardi. Siamo in un ufficio, voci e rumori nell’ombra si palesano: Giorgio (Valerio Leoni), impiegato, scopre altri due colleghi intenti a confabulare tra loro di nascosto, Vladimir e Lev (Alessandro Filosa e Marco Bellomo).

Nel chiedere spiegazioni ai due, scopre che stanno architettando un piano per creare una rete di lavoratori che possano proteggersi tra loro, smettendo segretamente di occuparsi del lavoro che svolgono per dedicarsi alle vere passioni.

I tre, Giorgio detto Nikita, Vladimir e Lev nelle loro vicende sono accompagnati da Rosa (Claudia Guidi), voce fuori dal coro pienamente consapevole delle regole del gioco e dei suoi rischi.

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La loro ispirazione risiede negli ideali del comunismo di Marx e nella letteratura di analoga matrice. Ispirata ai valori del collettivismo e della condivisione di beni e di ideali per la creazione di una futura umanità, come suggerisce il titolo stesso dello spettacolo tratto dall’inno russo dell’Internazionale.

Ma la rivoluzione non si può fare da soli, c’è bisogno di risorse umane e materiali: più il tempo passa, più Nikita si accorge delle incongruenze alla base di questo progetto rivoluzionario, lasciando insinuare il dubbio sulla sua reale validità.

Tutti gli attori, Marco Bellomo, Alessandro Filosa, Claudia Guidi e Valerio Leoni, nonostante la loro giovane età dimostrano competenza e preparazione sia tecnica che espressiva, interpretando efficacemente ciascun personaggio e dando vigore alla storia.

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A livello scenico, gli arredi e le luci di palco sono semplici ma curati nei dettagli e gestiti in maniera funzionale. Poche le musiche, i costumi di scena interpretano la contemporaneità con equilibrio e sobrietà.

Parafrasando il motto di Gianni Rodari secondo cui Nel paese della bugia, la verità è una malattia, potremmo dire che, al giorno d’oggi, credere in un ideale e perseguirlo a tutti i costi sia un’inutile utopia, quasi ci si debba sentire in colpa per voler essere quello che si desidera realmente e non quello che vogliono gli altri. Quale destino attende, allora, la Futura Umanità?

Elena D’Elia

Foto: Sergio Battista

 

 

 

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