Grease

Sogni e speranze dei giovani americani tra brillantina e rock’n roll

Il celeberrimo film ha segnato la storia di intere generazioni. Sulla realtà anni ’50 proiettata verso il boom economico, l’evergreen dei musical americani, fa ancora parlare di sé per l’energia travolgente che riesce a contagiare il pubblico di ogni età, tra ritmi scatenati e inaspettate novità

Grease, ritorna nella sua veste teatrale dal 4 al 15 maggio sul palco del Teatro Brancaccio di Roma con la Compagnia della Rancia. Ci regala un tuffo nel passato: presso la nota Rydell School in compagnia di Sandy, Danny, Rizzo, Kenickie e della scalmanata gang di amici giunta all’ultimo anno di scuola.

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La storia è quella che ha appassionato milioni di telespettatori dal 1978, anno del debutto italiano. L’estate e una spiaggia. Due ragazzi, Sandy (Beatrice Baldaccini) e Danny (Giuseppe Verzicco), s’innamorano perdutamente l’uno dell’altra, pur sapendo che le loro strade si divideranno al termine delle vacanze. L’autunno, il liceo, amici vecchi e nuovi, e l’inaspettato incontro dei due giovani, ignari di frequentare lo stesso istituto. Il ballo di fine anno segna la conclusione della scuola, la cerimonia di diploma, e un radioso domani che li aspetta.

Il susseguirsi d’intrecci amorosi, sogni e speranze, ma anche dubbi e gelosie, non scalfiscono tuttavia la profonda amicizia tra i protagonisti. La realtà della società americana di fine anni Cinquanta, proiettata verso il boom economico, fa da sfondo; i valori di una vita semplice, spensierata e allegra, consentono di pensare al futuro con fiducia ed ottimismo: un avvenire luccicante come la brillantina o come la carrozzeria della celebre quattroruote Greased lightning, simbolo di libertà e di autonomia.

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Sin dagli esordi del musical in Italia (nel 1997), Saverio Marconi ha proposto una versione teatrale con varie modifiche sia nella cronologia di alcuni eventi sia dal punto di vista strettamente musicale; i naturali cambiamenti di cast e di team di lavoro avvenuti in questo ventennio si sono inevitabilmente riversati nella creazione di un’opera che, seppur molto vicina all’originale, omette alcuni dettagli che avrebbero sicuramente fatto la differenza.

I testi originali, comprensibilmente riadattati dall’inglese ad opera di Franco Travaglio, si riconoscono abbastanza bene nella versione italiana grazie ad alcune assonanze linguistiche, seppure qualche licenza lascia perplessi (come il caso di Mooning); gli stessi personaggi (alcuni dei quali godono di maggiore spazio rispetto alla trama originale) sono spesso rappresentati in una versione più esasperata di quanto ci si aspetterebbe in un musical così connotato, tanto da risultare più di una volta quasi grotteschi, al limite del macchiettistico.

Le scenografie di Gabriele Moreschi sono imponenti e ricche di dettagli, così come i costumi a cura di Carla Accoramboni, mentre la scena del ballo studentesco necessitava di arrangiamenti musicali più ricchi (soprattutto nella sezione fiati) e di un maggior numero di ballerini, che avrebbero valorizzato al meglio una delle più vigorose scene di massa nella storia dei musical. Degne di nota le coreografie di Gillian Bruce, soprattutto quando Danny, Kenickie e i T- Birds al completo ballano scatenati sulla loro macchina, che come una Cenerentola si trasforma in un bolide fiammante grazie agli effetti speciali di palco.

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Tra gli interpreti sono particolarmente convincenti Giuseppe Verzicco nel ruolo di Danny e Gianluca Sticotti in quello di Kenickie, dotati di grande tecnica e potenza vocale; nella compagine femminile spicca su tutti Floriana Monici per la sua splendida interpretazione di Rizzo, mentre la vocalità di Beatrice Baldaccini si adatta bene al ruolo di Sandy, candida ed angelica nella sua fanciullesca innocenza.

Siamo comunque certi che Grease continuerà a mietere successi di pubblico negli anni a venire, conquistando anche le prossime generazioni di adolescenti e riuscendo a trasmettere quella vitalità e quel senso di fiducia nel futuro di cui abbiamo tutti bisogno, grazie alla sua energia e all’inconfondibile sound del rock’n roll.

Elena D’Elia

Foto: Lorenzo C. Valla

 

 

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