Misura per misura

Vorremmo che qualcuno si prendesse la responsabilità di fare dell’arte un mestiere

Siamo a Vienna e tira una brutta aria: sotto il governo del Duca Vincenzo il crimine e la prostituzione sono aumentate drammaticamente. Il suo luogotenente Angelo rinforza le politiche morali ed emana una sentenza di morte per Claudio che ha fatto lamore con la sua fidanzata prima del matrimonio.

Quando Isabella, sorella di Claudio, chiede ad Angelo di salvare la vita del fratello i rigidi principi di Angelo cominciano a vacillare. E fa una proposta immorale: annullerà la sentenza di morte se Isabella si darà a lui. Si apre per la devota Isabella un dilemma: dovrà prostituirsi anche lei, novizia con il desiderio di diventare suora, per salvare la vita di suo fratello?

La scena è una scatola di velluto. Tavoli d’epoca, candelabri e splendidi lampadari dorati la impreziosiscono, allestita con sorprendente misura. L’incantevole lavoro di Francesco Mari trasuda in ogni dettaglio. Lo accompagna un disegno luci che accarezza dolcemente i preziosi materiali del mobilio.

Un cast giovanissimo ci trascina con una fiumana di parole in una Vienna abitata da militari e puttane che cercano con la legge dell’occhio per occhio, di trovare una misura tra la dissoluzione e la morale. Valentino Villa rimaneggia l’opera originale, riduce l’ambigua Misura per misura e con un taglia e cuci di flashback e forward prova a rimandarcene la trama.

Quando leggiamo che un classico è stato rimaneggiato, ridotto, e riscritto ci divertiamo a farci accompagnare a teatro da amici non del settore, sincerandoci, soprattutto, che non conoscano l’opera originale. Insomma, quello spettatore non addetto ai lavori che incarna il tanto agognato vero pubblico. Alla fine dello spettacolo si commenta il lavoro con il nostro ospite.

Proprio dalle sue parole vorremmo cominciare a descrivere la lettura dello spettacolo: “Non è che ci ho capito molto, però i costumi erano belli, veramente belli.” Sì, i costumi sono splendidi, gli attori sono belli, la scena è incantevole; insomma, la scatola teatrale è ben decorata e costruita, ma c’è qualcosa che non funziona. C’è qualcosa nell’operazione di Villa che frana nell’oblio dell’insignificante.

I giovani attori risultano impacciati, sovrastati e schiacciati dalla parola di Shakespeare. Nelle loro bocche si impastano i versi, sentiamo il suono della parola finemente curato da un regista che, però, non ha saputo rendere i suoi interpreti autonomi e responsabili portatori di significati.

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Al pubblico arrivano brandelli di intreccio ma neanche un briciolo del cuore delle anime che vivono la commedia di Shakespeare. Gli attori, costretti a dialoghi frammentati e spezzati da soluzioni sceniche, sono portati a posizioni non comunicanti fra loro, perdendo in umanità e trasformandosi in marionette senza volontà.

I giovani, e in potenza talentuosi nove interpreti, attraversano il velluto di una scena che li imprigiona e di un testo che così ridotto li mortifica nei clichet della puttana, del militare, del prete o del fratello; nel buono o nel cattivo senza soluzione.

Possiamo definire Misura per misura un problem play, ovvero un’opera problematica proprio perché chiunque si sia trovato ad affrontarla si è dovuto giostrare nel restituirne l’ambiguità. L’ambiguità è dell’animo dell’essere umano che conosce il bene e il male come il bianco e il nero, ma che agisce là nel mezzo. I personaggi in questione non sono santi o peccatori, sono persone.

Son sempre i nostri dubbi a tradirci e a farci perdere quello che avremmo potuto guadagnare se non ci fosse mancato il coraggio di tentare.”

Misura per misura – William Shakespeare

Lasciando stare l’opera, William Shakespeare o la sua Misura per misura non guadagnano né perdono niente dopo questo allestimento. Solo vorremmo che gli artisti, almeno loro, avessero il coraggio di tentare, come suggeriscono gli autori che riscrivono, che si assumessero la responsabilità della loro gioventù smettendo di fare il verso ai maestri che li hanno formati.

Tina Pica

 

Teatro Azione presenta

MISURA PER MISURA

di William Shakespeare

regia di Valentino Villa

Movimenti Marco Angelilli

Scene Francesco Mari

Costumi Maria Sabato

Assistente alla regia Maura Pisciarelli

con Tommaso Arati di Maida, Daniele Bianchini, Alessandro Castiglia, Dario Guidi, Gabriele Pestilli, Adele Pani, Indri Qyteza, Francesco Rizzo, Serena Sansoni

 

 

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