re-Fusi: combatti l’ignorantezza!

Una commedia di ordinaria follia tra gli errori

Commedia brillante e divertente invita a riflettere anche fuori dal teatro. Un ex correttore di bozze e l’ossessione per i refusi, ossia gli errori di stampa, portata all’estremo e fuori dal contesto giornalistico. I refusi nel più ampio senso del termine, rapportati alla vita di tutti i giorni

Re-Fusi, combatti l’ignorantezza, è in scena dal 19 aprile al 15 maggio, al Teatro Manzoni. Commedia irriverente, diretta da Vanessa Gasbarri.

Rodolfo Marra (Saverio Marconi ) è un ex correttore di bozze e, nella solitudine del suo appartamento, viene sovrastato dai refusi giornalistici. Sulla sua bacheca, piena di fogli e post-it, annota tutti i refusi che riguardano il mondo, le incongruenze che conosciamo o meno, ma non ci fermiamo a considerare. Marconi ha una recitazione controllata, ma trova il giusto equilibrio tra la pacatezza dell’uomo e la follia del personaggio.

I due malcapitati tecnici, mandati per la sostituzione del suo citofono, verranno coinvolti in questa situazione bizzarra insieme alla donna delle pulizie. Rodolfo ha bisogno di parlare con qualcuno della sua ossessione e li costringe a dialogare con lui minacciandoli con una pistola.

Fabio Avaro è l’inconsapevole tecnico romano, che di refuso ne è un esempio vivente. Ottima la sua interpretazione: bilanciata e mediata tra i tempi comici e quelli drammatici. Il suo collega, Enzo Casertano, impersona il tecnico napoletano cardiopatico, ingnaro di cosa sia un refuso. Le sue espressioni valgono più di mille battute. Infine Maria Lauria, la donna delle pulizie di Matera, si finge ucraina per poter lavorare; con un’ottima presenza scenica passa da un dialetto all’altro con maestria.

L’opera è scritta da Roberta Skerl, la quale ha costruito sapientemente la storia. La pièce parte da un’idea forte e molto attuale sviluppandosi attraverso varie gag con botta e risposta davvero esilaranti. Prosegue con svariati colpi di scena, senza mai annoiare. Diverte, ma allo stesso tempo, fa riflettere sulle incongruenze che ci circondano.

Vanessa Gasbarri è magistrale nel gestire i movimenti e gli spazi, complice la meravigliosa scenografia di Katia Titolo. I personaggi si muovono nello spazio messo a disposizione sul palco e fuori da esso, in ambienti come il lucernario o il bagno che non si vede. Si fa un grande uso degli oggetti di scena, che contribuiscono all’ilarità delle scene. Come ad esempio, la cabina telefonica dove i quattro vengono rinchiusi, la poltrona dell’Ikea, e la sedia del barbiere.

Assolutamente da vedere.

Zuleca Rienti

Re-Fusi locandina

 

 

Licenza Creative Commons

Quest’ opera di

https://brainstormingculturale.wordpress.com/
è concesso in licenza sotto la
Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported

Based on a work at brainstormingculturale.wordpress.com