Soap Operetta

Thriller musicale dalla misteriosa essenza di sapone

Se il testo teatrale si avvale, a livello linguistico, di doppi sensi ed ambiguità volutamente ricercate e pianificate a monte, è però grazie alla colonna sonora che lo spettacolo acquista valore e qualità, ove la figura femminile emerge nelle caratteristiche di donna angelo e di donna diavolo.

_DSC1755

Quali sono gli ingredienti per un ottimo sapone biologico? Semplice: pelle, muscoli, sangue e ossa rigorosamente umani. E quelli per una commedia? Risposta altrettanto semplice: prendi una contessa in declino, un po’ hippie e shabby chic quanto basta, i suoi due rampolli, due prostitute sui generis, un uomo violento e minaccioso sposato ad una di loro e un padrone di casa particolarmente misterioso. Ed ecco che prende vita Soap operetta di Enza Li Gioi.

Rifiutata dalla propria famiglia a causa del suo carattere ribelle, alla contessa viene negato il supporto economico necessario per sopravvivere. Madre di due figli, nati da due padri diversi, si trova a dover fronteggiare la difficoltà di uno dei due giovani in crisi con la propria identità sessuale. Di pelle scura, desidera a tutti i costi trovare il denaro per diventare donna.

L’altro figlio, più introverso e taciturno, durante l’intero spettacolo rimane sempre in silenzio mentre suona il suo pianoforte. Non proferisce parola in scena se non quasi alla fine della rappresentazione pronunciando Papà!

_DSC1768La domanda che ci si pone è: fino a dove può spingersi una madre sola, senza marito, per risollevare le disastrose sorti di una famiglia in difficoltà e dare una svolta alla propria vita e a quella della sua prole? L’istinto di una madre non conosce limiti ed è capace di architettare qualsiasi piano pur di riprendersi dalla miseria e da uno status che poco si addice ad una donna di nobili origini.

Le soluzioni sembrano semplici. Aprire una scuola all’interno delle mura domestiche per insegnare l’inglese attraverso le canzoncine che intonano i bambini alla scuola materna, cercando di riparare alle falle causate da una sventurata condizione economica, oppure improvvisarsi una Sweeney Todd in gonnella ed avviare quella che oggi viene definita una start-up producendo sapone biologico estremamente puro utilizzando ossa e sangue umani.

Lo spettacolo è ispirato a una storia vera, tratta dalla biografia di Leonarda Cianciulli, la cosiddetta saponificatrice di Correggio. Vissuta negli anni ’40, per proteggere l’unico figlio dal rischio di andare in guerra, compiva sacrifici umani su donne sole e facoltose e ne utilizzava i resti per confezionare sapone artigianale.

_DSC1801

La scrittrice e autrice goriziana porta in scena un testo teatrale inedito in un atto unico con la regia di Mariaelena Masetti Zannini ed il contributo di Luca Olivieri. Lei stessa interpreta il personaggio della nobildonna Lavinia Rododendra del Castagno con i suoi drammi, le sventure e la giusta dose di intraprendenza necessaria per uscirne fuori.

Da subito si ha la sensazione di essere catapultati all’interno di una situazione tra il tragicomico, il grottesco ed il surreale: il teatro va incontro allo spettatore trascinandolo in sala dopo un esilarante pre-show svoltosi nel foyer dell’Abarico, grazie al quale i personaggi cominciano immediatamente a delinearsi e a mostrarsi al pubblico ognuno con il proprio profilo psicologico.

In attesa del preludio all’azione scenica il resto della compagnia guarda immobile la platea al completo in attesa che il musithriller abbia inizio, il tutto condito dal sottofondo musicale stile Cotton Club, un po’ come nei film di Woody Allen.

_DSC1757

Il testo è interpretato in maniera lineare e ben fruibile dallo spettatore, risultando così facile da seguire durante lo svolgersi della trama. La percezione del thriller è ben riconoscibile durante l’intera performance, ma per volontà dell’autrice stessa ne vengono esorcizzati gli aspetti più macabri mediante l’ironia ed un equilibrato sense of humor.

Enza Li Gioi, per il suo personaggio trae ispirazione dal libro Assassine di Cinzia Tani, in particolare dalla biografia della Cianciulli. Definisce la figura della contessa del Castagno incastonandola nella complessa realtà dei giorni nostri spaziando tra temi spinosi come la transessualità, la paternità ignota, le difficoltà economiche, la prostituzione e il degrado delle periferie.

I protagonisti hanno una loro identità ben distinguibile. Tra loro spicca Daniela Cavallini, per evidenti qualità e doti interpretative, la quale interpreta Adalgisa detta La Piaser , una delle due prostitute allieve della contessa ( precisa ed impeccabile anche nel suo alter ego russo ), nonché la stessa Li Gioi nei panni della contessa Lavinia del Castagno, abile nel trasmettere l’ambivalenza della protagonista, dolcissima e terribile allo stesso tempo.

Se il testo teatrale si avvale, a livello linguistico, di doppi sensi ed ambiguità volutamente ricercate e pianificate a monte, è però grazie alla colonna sonora che lo spettacolo acquista valore e qualità.

_DSC1773Francesco Paniccia, al pianoforte per l’intero atto unico, è assolutamente impeccabile nell’eseguire le musiche scelte in maniera perfetta e coerente dal punto di vista del carattere, dello stile e del loro utilizzo scenico. Con maestria sia tecnica sia interpretativa riesce a sottolineare il carattere dei personaggi e le diverse transizioni tra una scena e l’altra.

Un pianista letteralmente in mutande dall’inizio alla fine dello spettacolo, coperto solo da un cappotto e da una sciarpa, ineccepibile nello spaziare con classe ed eleganza dalla “Casta diva” a “Profondo rosso”, dal “Maple leaf rag” ad “Addio mia bella, addio” e “Ah! Vous-je dirai maman”, fino alla canzoncina suonata quasi ossessivamente che fa da leitmotiv a tutta l’opera, “Daisy bell”.

 Possiamo riconoscere il merito a Enza Li Gioi di aver portato sul palco un buon testo teatrale in cui la figura femminile risponde sia alle caratteristiche della donna angelo, premurosa e attenta nei confronti dei figli e pronta a compiere qualsiasi sacrificio per il bene della famiglia, sia a quelle della donna diavolo, che uccide senza scrupoli le sue vittime dissolvendole letteralmente nell’aria come bolle di sapone, per poi continuare la sua esistenza di signora perbene, tra una canzoncina per bambini e una buona tazza di thè.

 Elena D’Elia

Foto: Sergio Battista

 Soap Operetta, dal 16 al 20 febbraio 2016 al Teatro Abarico di Roma, da un’idea di Enza Li Gioi 

Rrogetto sviluppatosi nell’ambito del Together Theatre, in collaborazione con Lettere Caffè e Luca Olivieri.

Regia di Mariaelena Masetti Zannini e la complicità di Luca Oliveri

Scene, luci e suoni Carlo Sabelli

Al piano Francesco Paniccia

Con Daniela Cavallini, Emanuele Parlati, Emiliano Galli, Enza Li Gioi, Francesco Frisco Paniccia, Jose Guevara, Kassim Yassin , Simona Sorbello

Saponi artigianali di Federica Servidio

 

 

Licenza Creative Commons

Quest’ opera di

https://brainstormingculturale.wordpress.com/
è concesso in licenza sotto la
Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported

Based on a work at brainstormingculturale.wordpress.com